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Corrente elettrica: Ohm, resistività ed effetto Joule

Corrente, legge di Ohm, resistività, resistenze in serie e in parallelo ed effetto Joule spiegati con analogie ed esercizi svolti con numeri semplici.

di Gaetano Livornese

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In quinta al liceo delle scienze umane la fisica ha poche ore a settimana, due, e il programma di elettricità arriva tutto insieme: dopo il campo elettrico si passa alla corrente, alla legge di Ohm, alle resistenze e all’effetto Joule. In classe l’argomento sta iniziando adesso, e la verifica cade fra dicembre e gennaio, fra sei e otto settimane. Con due ore a settimana il professore va veloce, e capita di arrivare al compito con le formule in testa ma senza sapere quale usare. Questo post serve a quello: capire cosa significano le grandezze, riconoscere il tipo di esercizio e farlo senza sbagliare le unità.

Non mi occupo qui di tutta l’elettrostatica (per quella c’è il post su campo e potenziale e quello sulla legge di Coulomb), né della parte da laboratorio dell’elettrotecnica (legge di Ohm e Kirchhoff in terza al professionale). Qui l’angolo è concettuale: analogie, ordini di grandezza e conti con numeri semplici.

Cos’è la corrente elettrica

Nel filo di un circuito i portatori di carica, negli ordinari conduttori metallici gli elettroni, si muovono in modo ordinato quando c’è un campo elettrico. L’intensità di corrente è la carica che passa attraverso una sezione del filo nell’unità di tempo:

L’unità è l’ampere, . Per convenzione il verso della corrente è quello in cui si muoverebbero le cariche positive, cioè dal polo positivo al negativo fuori dalla pila: gli elettroni, negativi, vanno in realtà nel verso opposto. Se un’interrogazione ti chiede «il verso della corrente», si intende quello convenzionale.

Perché la corrente scorra serve una differenza di potenziale (la tensione, in volt), che tiene il circuito chiuso come una pompa tiene l’acqua in movimento.

L’analogia idraulica

Se la corrente ti sembra astratta, pensa a un impianto idraulico:

  • la tensione è la differenza di pressione (o di dislivello) fra due punti del tubo;
  • la corrente è la portata, quanta acqua passa al secondo;
  • la resistenza è la strozzatura: un tubo stretto e lungo oppone più resistenza di uno largo e corto.

A parità di pressione, più il tubo è stretto meno acqua passa. È esattamente la legge di Ohm.

La prima legge di Ohm

Per i conduttori ohmici, cioè quelli per cui la corrente è proporzionale alla tensione (i metalli a temperatura costante), vale

dove è la resistenza, in ohm: . Tre formule in una: se conosci due grandezze trovi la terza, oppure . Raddoppiando la tensione si raddoppia la corrente; raddoppiando la resistenza, a tensione fissa, la corrente si dimezza.

La legge di Ohm non è una legge universale come la gravitazione: descrive un comportamento, quello dei conduttori ohmici. Un diodo o una lampadina a incandescenza non la seguono con una costante, perché la resistenza dipende dalla temperatura. Per l’esercizio di scuola si assume quasi sempre costante, ma conviene saperlo.

La seconda legge di Ohm: la resistività

Perché un filo ha una resistenza maggiore di un altro? Dipende da due cose: dal materiale e dalla forma. Un filo più lungo oppone più resistenza (più strada da percorrere), un filo più spesso ne oppone meno (più «corsie»). La formula è

dove è la lunghezza, la sezione e la resistività del materiale, che si misura in . La resistività è una proprietà del materiale, la resistenza è una proprietà di quell’oggetto: due fili dello stesso rame hanno lo stesso ma resistenze diverse se hanno forma diversa.

Qualche ordine di grandezza: il rame ha , ed è per questo che i cavi sono di rame. Una lega di nichel-cromo, usata nelle resistenze delle stufette, ha , cioè circa sessanta volte più alta: voglio proprio che quel filo dissipi molta energia, quindi uso un materiale resistivo. Nei metalli la resistività cresce con la temperatura.

Resistenze in serie e in parallelo

Due modi di collegare:

In serie, una dopo l’altra: la corrente è la stessa in tutte (non ha altre strade), le tensioni si sommano e le resistenze si sommano:

In parallelo, sullo stesso paio di nodi: la tensione è la stessa ai capi di ciascuna, le correnti si sommano, e per le resistenze si sommano gli inversi:

Due controlli di buon senso: in serie è maggiore della più grande delle resistenze; in parallelo è minore della più piccola (più strade per la corrente, quindi meno ostacolo). Se il tuo risultato in parallelo è più grande di una delle resistenze, hai sbagliato. Con due sole resistenze in parallelo vale anche .

Effetto Joule: energia, potenza, kWh

Quando una corrente attraversa un resistore, l’energia elettrica si trasforma in calore. La potenza dissipata è

La potenza si misura in watt, , e l’energia in un intervallo di tempo è . Le tre forme sono equivalenti grazie a ; quale usare dipende dai dati: se hai e la prima, e la seconda, e la terza.

Il kilowattora (kWh) è l’unità con cui si misura l’energia delle bollette: è l’energia di un apparecchio da acceso per un’ora, cioè

Attenzione: il kWh è un’unità di energia, non di potenza. «Un forno da 2 kWh» è un errore che il professore nota.

Esercizio 1: resistenza equivalente, correnti e potenze

Un circuito è alimentato da una pila da . Una resistenza è in serie con il parallelo di e . Trova la resistenza equivalente, la corrente erogata dalla pila e la potenza dissipata da ciascun resistore.

Parallelo di e :

Serie con :

Corrente totale:

Questa corrente attraversa (è in serie). La tensione su è , quindi ai capi del parallelo restano . Le correnti nei due rami sono

e la loro somma, , torna con la corrente totale. Le potenze: ; ; . Totale , uguale alla potenza erogata dalla pila, . Conservazione dell’energia verificata.

Se vuoi allenarti su altri quesiti di questo tipo, trovi le simulazioni di verifica per il liceo: la risposta corretta è gratis, la soluzione guidata si sblocca con la prima lezione.

Esercizio 2: resistenza di un filo

Un filo di rame lungo ha sezione . Calcola la sua resistenza () e la tensione ai suoi capi quando è attraversato da .

Prima le unità: . Un millimetro quadrato non è di metro quadrato, ma , perché e l’area è un quadrato: è l’errore di unità più frequente di questo capitolo.

La tensione è e la potenza dissipata nel filo è . È il motivo per cui i cavi lunghi e sottili si scaldano: la sezione dei fili si sceglie in base alla corrente che devono portare.

Esercizio 3: una stufetta, dalla potenza alla bolletta

Una stufetta elettrica da è collegata alla tensione di rete di . Calcola la corrente assorbita, la resistenza della sua resistenza (il filo riscaldante) e l’energia consumata in minuti, in kWh e in joule.

Dalla potenza si ricava la corrente:

La resistenza si ottiene con :

(controllo: , torna). L’energia in mezz’ora, cioè :

In joule, , quindi . Se avessi lasciato i minuti e moltiplicato avresti trovato un numero senza senso: il tempo va in secondi (per i joule) o in ore (per i kWh), mai in minuti.

Gli errori che costano più punti

  • Sommare gli inversi e dimenticare di invertire. Nel parallelo non vuol dire , ma .
  • Mescolare serie e parallelo. In serie la corrente è comune, in parallelo la tensione è comune. Se ti blocchi, scrivi quale delle due grandezze è la stessa.
  • Unità di misura. in (), minuti in secondi o ore, kW in W.
  • Confondere resistenza e resistività. in , in .
  • Confondere potenza ed energia. Watt contro joule, kW contro kWh.
  • Usare la formula sbagliata della potenza. In un parallelo la tensione è comune, quindi è la più comoda; in una serie la corrente è comune, quindi .

Come prepararti nelle prossime settimane

Con questo programma, non sottovalutare il tempo che serve per i conti. Una buona sequenza: la prima settimana corrente, tensione e legge di Ohm (cinque esercizi con una sola resistenza); la seconda resistività; la terza serie e parallelo, partendo dai soli due resistori; la quarta circuiti misti e potenza. Di ogni esercizio scrivi i dati con le unità, la formula usata e un controllo finale: l’ordine di grandezza e, nei circuiti, il bilancio delle potenze.

Per il quadro della materia c’è la pagina di fisica; per il passaggio dal campo elettrico ai circuiti, elettrostatica e circuiti è un buon ripasso del prima.

Se vuoi una mano

Se ti perdi fra serie e parallelo o le unità ti tradiscono, possiamo fare una diagnosi gratuita: guardiamo insieme un esercizio del tuo libro e vediamo dove si inceppa il ragionamento. Scrivimi dalla pagina contatti, le ripetizioni sono online 1-a-1.

Domande frequenti

Quando si fanno la corrente elettrica e le leggi di Ohm in quinta?

Di solito tra novembre e dicembre, dopo elettrostatica e condensatori. La verifica cade tra dicembre e gennaio, circa sei-otto settimane dopo l'inizio dell'argomento.

Qual è la differenza tra la prima e la seconda legge di Ohm?

La prima lega tensione, corrente e resistenza di un componente: V = R i. La seconda dice da che cosa dipende la resistenza di un filo: R = ρ L / S, cioè resistività, lunghezza e sezione.

Come si riconosce un parallelo da una serie in uno schema?

In serie la corrente è la stessa e non ci sono nodi fra i componenti. In parallelo i componenti sono collegati agli stessi due nodi e hanno la stessa tensione ai capi.

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