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Elettrostatica e legge di Coulomb in quinta all'artistico

Carica, induzione e legge di Coulomb: cosa chiede la prima verifica di fisica in quinta al liceo artistico, con tre esercizi svolti passo passo.

di Gaetano Livornese

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Fine settembre 2026: le lezioni sono iniziate da un paio di settimane e in quinta al liceo artistico il professore ha appena aperto il blocco di elettrostatica — carica, legge di Coulomb, e a seguire campo elettrico e potenziale. La prima verifica arriva fra quattro e sette settimane, quindi fra fine ottobre e i primi di novembre. È anche l’anno della maturità: giugno 2027 sembra lontanissimo, ma il programma che serve ad arrivarci comincia adesso, e in fisica si recupera male se si parte già indietro.

All’artistico fisica ha 2 ore a settimana, contro le 3 dello scientifico, e il programma è tarato di conseguenza: fisica concettuale, conti semplici, senza i problemi a più incognite che si vedono altrove. Quello che segue rispecchia esattamente questo taglio.

Perché conviene partire da qui con la testa al colloquio

Nel 2026 Fisica è stata una delle quattro discipline del colloquio d’esame all’artistico. Non so ancora se lo sarà anche nel 2027 — il decreto con le materie esce a gennaio, e oggi affermarlo sarebbe inventare un dato — ma vale la pena sapere fin da ora dove porta il filo che si apre in queste settimane: carica elettrica → campo elettrico → onde elettromagnetiche → luce → colore. È un collegamento che sta particolarmente bene a chi studia in un liceo artistico, perché tocca direttamente pittura e fotografia. La carica che studi oggi è il primo anello di quella catena, anche se il colore arriverà solo a maggio.

Carica elettrica: due segni, una quantità minima

La carica elettrica esiste in due tipi, che per convenzione chiamiamo positiva e negativa. Due cariche dello stesso segno si respingono, due di segno opposto si attraggono: è la prima cosa da automatizzare, perché in verifica basta un segno sbagliato per rovesciare la risposta.

La carica non è divisibile all’infinito: esiste una carica minima, quella dell’elettrone (o del protone, con segno opposto), . Ogni carica osservabile in natura è un multiplo intero di — si dice che la carica è quantizzata. In più, la carica si conserva: in un sistema isolato non si crea né si distrugge, si trasferisce da un corpo all’altro.

Elettrizzazione: strofinio, contatto, induzione

Un corpo neutro ha lo stesso numero di cariche positive e negative. Elettrizzarlo vuol dire alterare quell’equilibrio, e ci sono tre modi.

Per strofinio: due materiali diversi, strofinati insieme, si scambiano elettroni — uno ne cede, l’altro ne acquista. È il caso classico del palloncino strofinato sui capelli: il palloncino strappa elettroni ai capelli e si carica negativamente, i capelli restano carichi positivamente e per questo si attraggono a vicenda (e al palloncino).

Per contatto: un corpo carico tocca un corpo neutro, e parte della carica passa dal primo al secondo. I due corpi restano carichi dello stesso segno.

Per induzione: è il caso che sorprende di più, perché non serve nessun contatto. Se avvicini il palloncino carico (senza toccarlo) a un sottile filo d’acqua che scende dal rubinetto, il filo si piega verso il palloncino — eppure l’acqua è neutra. Succede perché il campo del palloncino carico riorganizza le cariche già presenti nell’acqua: le respinge da un lato e le attira dall’altro, senza spostarne nessuna verso l’esterno. Il lato del filo più vicino al palloncino si trova con un eccesso di carica di segno opposto al palloncino stesso, e viene attratto. Il materiale resta neutro nel complesso — la carica non è passata da nessuna parte — ma si è polarizzato: le cariche interne si sono solo riorganizzate.

Conduttori e isolanti

Nei conduttori (i metalli, prima di tutto) gli elettroni più esterni sono liberi di muoversi in tutto il materiale: una carica depositata in un punto si ridistribuisce su tutta la superficie in un istante. Negli isolanti (vetro, plastica, gomma) gli elettroni restano legati ai propri atomi e non si spostano: per questo, se strofini un righello di plastica in un punto solo, la carica resta lì, a chiazze, invece di diffondersi come farebbe su un conduttore.

La legge di Coulomb

La forza fra due cariche puntiformi e , a distanza , ha modulo

con . Tre cose da tenere ferme:

  • è una forza vettoriale: ha una direzione (la retta che unisce le due cariche) e un verso (attrattivo se le cariche hanno segno opposto, repulsivo se hanno lo stesso segno);
  • il valore assoluto al numeratore serve a calcolare il modulo della forza, che è sempre positivo: il segno che decide attrazione o repulsione va dedotto a parte, guardando i segni delle due cariche, non “portandolo dentro” al calcolo;
  • la forza dipende dall’inverso del quadrato della distanza: è la stessa forma della gravitazione universale, .

Il confronto con la gravità: stessa forma, intensità incomparabile

Le due leggi si somigliano nella struttura (), ma sono profondamente diverse. La gravità è sempre attrattiva, la forza di Coulomb può essere attrattiva o repulsiva a seconda dei segni. E l’intensità non è nemmeno vicina: fra due elettroni, la forza elettrica è circa volte più intensa della forza gravitazionale fra le stesse due masse. È per questo che, a livello di atomi e molecole, la gravità è semplicemente trascurabile: tutta la chimica, tutta la struttura della materia, è tenuta insieme da forze elettriche, non gravitazionali.

Che cosa succede se la distanza cambia

Questa è la domanda che torna in ogni verifica, in una forma o nell’altra: se la distanza raddoppia, la forza non si dimezza — si divide per , perché la dipendenza è dal quadrato della distanza. Se la distanza si dimezza, la forza diventa 4 volte più grande. Se la distanza triplica, la forza si divide per 9. La regola generale: se diventa volte più grande, diventa volte più piccola.

Il principio di sovrapposizione

Se su una carica agiscono più cariche contemporaneamente, la forza totale è la somma vettoriale delle forze che ciascuna cariche eserciterebbe da sola, come se le altre non ci fossero. Non è una somma di numeri: bisogna tenere conto di direzione e verso di ciascun contributo.

La costante dielettrica del mezzo

Finora la costante vale nel vuoto (e, in pratica, anche nell’aria). Se le due cariche si trovano immerse in un altro mezzo — acqua, per esempio, o un materiale isolante — la forza fra loro risulta più debole, perché il mezzo si polarizza a sua volta e in parte “schermata” l’interazione. In formula si introduce una costante dielettrica relativa del mezzo, che divide la forza: più il mezzo è dielettrico, più la forza cala rispetto al vuoto. È un dettaglio da tenere presente per ora solo come idea qualitativa: i conti li fai sempre nel vuoto, salvo indicazione esplicita del testo.

Un primo sguardo al campo elettrico

La legge di Coulomb descrive la forza fra due cariche, ma è utile immaginare che ogni carica generi attorno a sé un campo elettrico, che esiste anche senza una seconda carica che lo “senta”. Il campo si rappresenta con linee di campo: escono dalle cariche positive ed entrano in quelle negative, più fitte dove il campo è più intenso. Sono le stesse linee che disegnerai fra qualche settimana per il potenziale elettrico — vale la pena abituare l’occhio fin da ora, perché all’artistico l’intuizione visiva aiuta più della formula.

Tre esercizi svolti

1. Forza fra due cariche note. Due cariche e distano . Calcola la forza fra loro.

Al numeratore: . Al denominatore: . Quindi

Le due cariche sono entrambe positive: la forza è repulsiva.

2. La distanza raddoppia. Stesse cariche dell’esercizio precedente, ma ora (il doppio di prima). Di quanto cambia la forza, senza rifare tutto il calcolo?

La distanza è raddoppiata, quindi la forza si divide per :

3. Tre cariche allineate. Su una retta, nell’ordine, ci sono , poi a di distanza (la carica centrale), poi a un altro . Trova la forza risultante su .

La forza di su :

è positiva e negativa: la forza è attrattiva, quindi viene tirata verso (verso sinistra, se è a sinistra).

La forza di su : stessa distanza, stesse cariche in modulo, quindi anch’essa, ma diretta verso (verso destra), perché anche è positiva e attrae negativa dall’altro lato.

Le due forze hanno stesso modulo e verso opposto: si annullano. La forza risultante su è zero. È un caso in cui il conto viene semplice apposta, per far vedere che la sovrapposizione è una somma di vettori e non di numeri: sommare ignorando i versi sarebbe l’errore classico.

Errori tipici

ErroreCome te ne accorgi
Mettere i segni dentro il valore assoluto e ottenere una forza negativaIl modulo di una forza non può essere negativo: se ti esce un numero negativo, hai sbagliato a trattare i segni
Sbagliare la potenza di dieci nel prodotto delle caricheRiscrivi ogni carica come e moltiplica prima le , poi somma gli esponenti: non fidarti a occhio
Usare i centimetri al posto dei metri nella distanzaLa costante è definita per in metri: converti sempre prima di sostituire nella formula
Sommare le forze come numeri invece che come vettoriDisegna sempre una freccia per ogni forza prima di sommare: se due forze hanno versi opposti, si sottraggono, non si sommano
Confondere carica e correnteLa carica () è una quantità; la corrente () è una carica che scorre nel tempo — sono due grandezze diverse, con simboli diversi

Una nota sulla simulazione collegata

La simulazione di verifica sull’elettrostatica sul sito è catalogata sotto la quarta, perché al liceo scientifico questo argomento si fa in quarta. All’artistico arriva in quinta, ma gli esercizi di elettrostatica sono identici — puoi usarla senza problemi per allenarti sulla carica e sulla legge di Coulomb. La parte di quella simulazione dedicata ai circuiti la incontrerai più avanti, a gennaio.

Se vuoi ripassare anche il resto del programma di fisica, trovi tutto in /materie/fisica/. E se vieni dall’indirizzo scientifico e cerchi lo stesso argomento con un taglio diverso — più conti, più incognite — il post gemello è Elettrostatica e circuiti: preparare la verifica di quarta, scritto per chi lo studia un anno prima e con un’ora in più a settimana. Se invece sei già passato per la prima verifica di fisica in terza artistico, il post su misure e cifre significative copre l’argomento che l’ha preceduta; e per la matematica dello stesso indirizzo c’è numeri, frazioni e potenze in prima.

Se vuoi una mano a impostare questo blocco prima della verifica di fine ottobre, la prima chiamata conoscitiva è gratuita e dura mezz’ora.

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