L’elettrostatica arriva al liceo scientifico tra gennaio e marzo di quarta (al classico, allo scienze umane e al linguistico un anno più tardi, a settembre-dicembre di quinta), e apre il blocco che occuperà tutto il resto del percorso di fisica fino alla maturità. Il compito è quasi sempre in due parti: una di elettrostatica pura — cariche, campo, potenziale — e una di circuiti in corrente continua, con le resistenze da ridurre.
Il problema che vedo più spesso non è il calcolo. È che in tre settimane arrivano quattro grandezze che si somigliano nel nome e si comportano in modo diverso — forza, campo, energia potenziale, potenziale — e nessuno le mette in fila una accanto all’altra. Chi non fa quella tabella confonde e per tutto l’anno, e alla maturità paga di nuovo.
Qui trovi le quattro grandezze messe in fila, il metodo per ridurre un circuito, tre esercizi svolti con i conti per esteso e i cinque errori che costano più punti.
Coulomb: la stessa forma della gravitazione, due differenze
La struttura è identica a quella della legge di gravitazione universale: prodotto delle “cariche” diviso il quadrato della distanza. Le differenze sono due, ed entrambe sono materia da quesito di teoria.
La forza elettrica può essere attrattiva o repulsiva, quella gravitazionale solo attrattiva. Per questo nella formula si usano i moduli delle cariche: il verso lo decidi dal disegno, guardando i segni, non dal risultato del conto. Chi mette i segni dentro la formula ottiene forze negative che non sa interpretare.
È enormemente più intensa. Fra due protoni la forza elettrica è circa volte quella gravitazionale. È il motivo per cui nei problemi di elettrostatica il peso delle particelle si trascura sempre, salvo quando il testo dice esplicitamente il contrario.
Le quattro grandezze, in fila
Questa è la tabella che vale la pena avere davanti per tutto il capitolo. Le prime due dipendono dalla carica di prova, le altre due no.
| Grandezza | Simbolo | Vettore o scalare? | Formula (carica puntiforme) | Unità |
|---|---|---|---|---|
| Forza | vettore | N | ||
| Campo elettrico | vettore | N/C = V/m | ||
| Energia potenziale | scalare | J | ||
| Potenziale | scalare | V |
Le relazioni fra loro sono due sole, e vale la pena leggerle come definizioni:
Detto a parole: campo e potenziale descrivono lo spazio, forza ed energia descrivono cosa succede a una carica messa lì dentro. Il campo esiste anche se non c’è nessuna carica di prova; la forza no.
Le due differenze da tenere a mente per non confondere e : il campo è un vettore e va come , il potenziale è uno scalare e va come . E nel potenziale il segno della carica si mette dentro: una carica negativa genera potenziale negativo. Nel campo no, si usa il modulo e il verso lo dà il disegno (uscente dalle cariche positive, entrante in quelle negative).
Il lavoro della forza elettrica per spostare una carica da A a B è
e in un campo uniforme — quello fra le armature di un condensatore piano — le formule si semplificano:
Condensatori
La capacità si misura in farad, e il farad è enorme: nei problemi trovi microfarad ( F) e picofarad ( F). Il dielettrico fra le armature aumenta la capacità di un fattore , che è sempre maggiore di 1.
L’insidia sta nei collegamenti, perché per i condensatori valgono le formule scambiate rispetto alle resistenze:
Non è una cattiveria del libro: in parallelo le armature affiancate offrono più superficie, e più superficie significa più capacità.
Corrente, Ohm e Joule
La prima legge di Ohm () lega tensione e corrente; la seconda () dice da cosa dipende la resistenza: materiale, lunghezza e sezione. Un filo più lungo resiste di più, uno più grosso di meno — l’analogia con l’acqua in un tubo qui funziona davvero.
Per i resistori:
Il criterio per riconoscerli in uno schema, senza guardare come è disegnato:
- in serie se sono attraversati dalla stessa corrente, cioè se fra l’uno e l’altro non c’è nessun nodo;
- in parallelo se hanno ai capi la stessa tensione, cioè se sono attaccati agli stessi due nodi.
Due controlli che salvano l’esercizio: la resistenza equivalente di una serie è sempre maggiore della più grande del gruppo; quella di un parallelo è sempre minore della più piccola. Se ti viene il contrario, hai sbagliato formula.
Tre esercizi svolti
1. Forza fra due cariche
Due cariche puntiformi e sono a distanza m. Calcola la forza fra loro.
Prima le conversioni: C e C.
Le cariche hanno segno opposto, quindi la forza è attrattiva: ciascuna è diretta verso l’altra. Questa frase va scritta — è metà della risposta, e il conto da solo non la contiene.
2. Campo e potenziale generati da una carica
Una carica nC. Trova il campo elettrico e il potenziale a m di distanza.
Il campo è diretto radialmente verso l’esterno, perché la carica è positiva; il potenziale è un numero, positivo, senza direzione.
Nota il rapporto fra i due valori: per una carica puntiforme, ed è un controllo veloce. Ma attenzione, vale solo in questo caso: nel campo uniforme la relazione è con distanza fra le armature, e in generale il legame è più complicato.
3. Circuito con serie e parallelo
Un generatore da V alimenta in serie con il parallelo fra e . Trova la corrente totale, la tensione su ciascun resistore e la potenza dissipata.
Prima il parallelo, che è il “blocco più interno”:
Il controllo torna: è minore della più piccola delle due, cioè .
Ora la serie:
Questa corrente attraversa tutta , quindi
e sul parallelo resta V, la stessa su entrambi i resistori:
La somma è A, cioè la corrente totale: il conto è coerente. Infine la potenza:
Osserva che nel parallelo la resistenza minore si prende la corrente maggiore. È il controllo di plausibilità più rapido su questo tipo di esercizio.
I cinque errori che costano più punti
1. Confondere campo e potenziale. è un vettore che va come , è uno scalare che va come . Se sommi due campi come se fossero numeri, stai sbagliando: i campi si sommano vettorialmente, i potenziali algebricamente. Questo è, di gran lunga, l’errore più costoso del capitolo.
2. Confondere potenziale ed energia potenziale. è una proprietà del punto dello spazio, dipende anche dalla carica che ci metti dentro: . Un punto ha un potenziale anche se non c’è nessuna carica.
3. Invertire le formule di serie e parallelo dei condensatori. Sono opposte a quelle dei resistori. È l’errore che il compito controlla apposta con un esercizio breve.
4. Dimenticare di invertire alla fine del parallelo. Con la risposta è , non . Il controllo “minore della più piccola” la intercetta sempre.
5. Non convertire i sottomultipli. , nC, pF, k, mA: le conversioni vanno fatte prima di toccare la calcolatrice, e la distanza va elevata al quadrato dopo essere stata portata in metri.
Altri errori di impostazione che ricorrono in tutta la fisica del liceo — segni, unità, lettura del testo — li ho raccolti in errori tipici di fisica al liceo.
Le due settimane prima della verifica
- Rifai la tabella delle quattro grandezze su un foglio bianco, ogni giorno per una settimana. Colonne: vettore o scalare, come dipende da , unità di misura. Due minuti, ed è l’esercizio che rende di più.
- Fai cinque riduzioni di circuito senza calcolare niente: solo scrivere quali resistori sono in serie e quali in parallelo, partendo dal blocco più interno. La riduzione sbagliata è la causa numero uno degli esercizi persi.
- Fai cinque problemi di Coulomb con più di due cariche, che sono quelli in cui serve sommare vettorialmente e dove si perde più tempo se non si è allenati.
- Negli ultimi due giorni una prova a tempo, e correggila classificando ogni errore in tre categorie: formula sbagliata, conversione sbagliata, impostazione sbagliata. Sono tre problemi diversi con tre rimedi diversi.
Come lavoriamo su questo nelle lezioni
La prima cosa che faccio su questo capitolo è la tabella delle quattro grandezze, costruita insieme allo studente, non consegnata già fatta. Poi ci torniamo sopra a ogni esercizio: “questo è un vettore o uno scalare? dipende dalla carica di prova?”. Sono due domande che in tre lezioni diventano automatiche e chiudono da sole metà degli errori del compito.
Sui circuiti lavoro con lo schema ridisegnato: quasi tutti gli errori nascono dal leggere il disegno del libro invece di riscrivere il circuito raggruppando i blocchi. Ridisegnarlo costa un minuto e vale l’esercizio. Le lezioni sono online e uno-a-uno: 40 € l’ora, oppure 360 € per un pacchetto di 10 ore (36 €/h) se conviene coprire tutto il blocco elettrico invece del singolo compito.
Il modo più rapido per capire a che punto sei è provare la verifica simulata su elettrostatica e circuiti: quindici quesiti in cinquanta minuti, con il dettaglio dei punti deboli per argomento alla fine. La risposta corretta di ogni quesito è gratis e senza registrazione; la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione. Se dopo la prova vedi che l’elettrostatica regge ma i circuiti no (o viceversa), scrivimi per una diagnosi gratuita: guardiamo il programma della tua verifica e ti dico onestamente quante lezioni servono. Il quadro completo di come imposto il percorso è nella pagina delle ripetizioni di fisica.