al liceo artistico la fisica di quarta apre con lavoro, potenza ed energia. La verifica arriva fra cinque e otto settimane, quindi tra fine ottobre e metà novembre. Con 2 ore a settimana e le 12 ore di consegne di indirizzo — tavole, progetti, materiali — che occupano il resto del tempo, l’unico modo per arrivarci pronti è avere un metodo fisso, soprattutto per i problemi in cui l’energia si trasforma più volte lungo il percorso.
Lavoro di una forza
dove è l’angolo fra la forza e lo spostamento . Il coseno decide tutto:
- : , lavoro motore, massimo e positivo (la forza spinge nella direzione del moto).
- : , lavoro nullo. Una forza perpendicolare allo spostamento non compie lavoro, mai — la reazione normale di un piano, la tensione centripeta in un moto circolare.
- : , lavoro resistente, negativo — l’attrito che si oppone al moto.
L’unità è il joule: .
Potenza e rendimento
La potenza è il lavoro compiuto nell’unità di tempo:
Se la forza e la velocità sono costanti, si può scrivere anche come:
L’unità SI è il watt (); nell’uso comune si trova anche il cavallo ().
Nessuna macchina reale trasforma tutta la potenza che assorbe in potenza utile: una parte si perde in attriti, calore, vibrazioni. Il rendimento è il rapporto fra potenza utile e potenza assorbita:
sempre minore di 1 (o, in percentuale, minore del 100%). È la parte che nel compito di quarta viene chiesta più spesso di quanto ci si aspetti, e che molti riassunti online saltano.
Energia cinetica
Il teorema dell’energia cinetica lega lavoro ed energia cinetica: il lavoro totale compiuto su un corpo (di tutte le forze insieme) è uguale alla variazione della sua energia cinetica.
Energia potenziale gravitazionale ed elastica
Gravitazionale, con misurata da un livello di riferimento a scelta:
Elastica, per una molla con costante elastica compressa o allungata di rispetto alla posizione di riposo:
Conservazione dell’energia meccanica
Se sul corpo agiscono solo forze conservative (peso, forza elastica), l’energia meccanica totale — cinetica più potenziale — resta costante:
Se invece c’è attrito, l’energia meccanica non si conserva: una parte si trasforma in calore. Il bilancio corretto è:
cioè il lavoro (in modulo) fatto dall’attrito è pari alla quantità di energia meccanica persa fra l’inizio e la fine del tratto scabro.
Il metodo per i problemi a più fasi
Il compito di quarta raramente si ferma a un solo passaggio: molla che lancia un blocco, blocco che sale un piano, piano con attrito, blocco che ricade — quattro fasi diverse nello stesso esercizio. Il metodo che funziona sempre è uno solo:
Scegli due istanti alla volta, scrivi il bilancio energetico solo fra quei due, e non provare mai a scrivere un’unica equazione dall’inizio alla fine del problema.
In pratica:
- Numera le fasi del moto (dove cambia qualcosa: inizia l’attrito, finisce la molla, il corpo lascia il piano…).
- Per ogni coppia di istanti consecutivi, scrivi separatamente (se in quel tratto non c’è attrito) oppure (se c’è).
- Il risultato di una fase (una velocità, un’energia) diventa il dato di partenza della fase successiva.
- Solo alla fine, se serve, metti insieme i risultati delle singole fasi.
Chi prova a scrivere un’equazione unica per tutto il percorso quasi sempre si perde un termine — di solito l’attrito di una sola delle fasi — perché sta cercando di tenere in testa troppe variabili insieme. Fase per fase, ogni bilancio ha solo due o tre termini ed è quasi impossibile sbagliarlo.
L’errore tipico: sommare l’attrito e poi conservare l’energia
L’errore più frequente in questo capitolo non è di calcolo, è concettuale: si scrive per tutto il problema e poi, per sicurezza, si sottrae anche il lavoro dell’attrito nella stessa equazione. Non ha senso: o l’energia meccanica si conserva (nessun attrito nel tratto), o non si conserva e allora il bilancio corretto è . Le due scritture non vanno mai usate insieme sullo stesso tratto.
Il secondo errore, altrettanto comune, è dimenticare che il lavoro dell’attrito va calcolato con la lunghezza reale percorsa nel tratto scabro, non con lo spostamento complessivo del problema: se il blocco attraversa il tratto scabro andata e ritorno, l’attrito agisce due volte, non una. Ed è per questo che conviene sempre isolare le fasi una alla volta, come nel metodo sopra: mescolare i tratti lisci e quelli scabri nella stessa equazione è la causa numero uno di un bilancio energetico sbagliato.
Esercizio 1 — lavoro, potenza e rendimento
Un motore deve sollevare un carico di massa per un’altezza in un tempo . Il motore ha un rendimento . Trova il lavoro utile, la potenza utile e la potenza assorbita dal motore.
Lavoro utile (contro la forza peso, con ):
Potenza utile:
Potenza assorbita, dal rendimento :
Il motore assorbe per fornirne effettivamente solo al carico: la differenza, , si perde in attriti interni del motore.
Se vuoi controllare da solo se hai capito il metodo, nella verifica di fisica 3ª — lavoro ed energia trovi altri esercizi di questo tipo: la risposta corretta è gratuita, la soluzione guidata si sblocca con la prima lezione. È catalogata sulla terza perché al liceo scientifico questo blocco si fa in terza; all’artistico arriva in quarta, il contenuto è lo stesso.
Esercizio 2 — conservazione dell’energia a tre fasi
Una molla di costante elastica , compressa di , spinge un blocco di massa su un piano orizzontale. Il primo tratto è liscio; dopo la molla, il blocco attraversa un tratto scabro lungo con coefficiente d’attrito . Trova la velocità del blocco appena lascia la molla e la velocità con cui esce dal tratto scabro.
Applico il metodo: due istanti alla volta, mai un’unica equazione per tutto il percorso.
Fase 1 — dalla molla compressa al blocco che la lascia. Nessun attrito in questo tratto: tutta l’energia elastica della molla si trasforma in energia cinetica del blocco.
Fase 2 — dal distacco dalla molla all’inizio del tratto scabro. Il piano resta liscio e orizzontale: non c’è variazione di energia potenziale (l’altezza non cambia) e non c’è attrito, quindi l’energia cinetica resta la stessa. Il blocco arriva all’inizio del tratto scabro ancora a , con .
Fase 3 — attraverso il tratto scabro. Qui il bilancio è . Il lavoro dell’attrito, in modulo:
L’energia cinetica finale è quella iniziale meno l’energia persa per attrito:
Da cui la velocità finale:
Il blocco esce dal tratto scabro a circa , più lento dei con cui è partito: l’attrito ha “consumato” dei iniziali. Notare che ogni fase ha usato un solo bilancio, con due o tre termini: provare a scrivere un’unica equazione dalla molla fino all’uscita dal tratto scabro avrebbe richiesto tenere insieme energia elastica, cinetica e lavoro d’attrito nella stessa riga — esattamente dove si perde un termine.
Cosa non c’è in questo capitolo
Se il tuo problema coinvolge un urto fra due corpi o la quantità di moto, non è questo il capitolo: all’artistico quegli argomenti arrivano più avanti, a novembre-dicembre, e li trovi trattati per la terza in lavoro, energia e urti. Se invece il tuo corso tratta lavoro ed energia insieme al moto circolare, quella è la versione per il liceo classico, con il moto circolare: la trovi in fisica in quarta al classico.
Se vuoi allenarti su altri problemi di questo tipo, trovi altri esercizi nella verifica di fisica 3ª — lavoro ed energia — stessa etichetta di prima, stesso contenuto in quarta all’artistico.
Il post di fisica di terza per lo stesso indirizzo, con il metodo per misure e cifre significative, è fisica al liceo artistico: misure e cifre significative.
Per come lavoriamo su fisica all’artistico, la pagina di riferimento è fisica.
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