Metà ottobre 2026: in quarta al liceo scientifico a scuola siete a cavallo fra l’ultima parte della meccanica o della termologia e l’ottica geometrica, che di solito occupa ottobre e novembre. Il compito arriva fra quattro e otto settimane, tra metà novembre e inizio dicembre. Ottica geometrica non vuol dire onde: qui la luce è un raggio che va dritto e si piega quando incontra uno specchio o cambia mezzo. Le onde, l’interferenza e la diffrazione sono un altro capitolo, e li trovi in onde meccaniche e suono e in interferenza di Young e diffrazione. Questo post resta sui raggi.
Il capitolo è breve, ma costa punti per una ragione sola: i segni. Una volta stabilita una convenzione, specchi e lenti si risolvono con la stessa equazione. Il metodo che uso nelle lezioni: si disegnano i raggi, si scrive la convenzione dei segni, si fa il conto, e il disegno serve a controllare il conto.
Raggi e riflessione
Nell’ottica geometrica la luce è descritta da raggi che si propagano in linea retta in un mezzo omogeneo. Quando un raggio arriva su una superficie liscia si riflette secondo due leggi:
- il raggio incidente, il raggio riflesso e la normale alla superficie nel punto di incidenza stanno nello stesso piano;
- l’angolo di riflessione è uguale all’angolo di incidenza: .
Gli angoli si misurano dalla normale, non dalla superficie. È l’errore più frequente: se il testo dà l’angolo con lo specchio, l’angolo di incidenza è il suo complementare.
Specchi sferici
Uno specchio sferico è una calotta di sfera di raggio . Se la superficie riflettente è all’interno della sfera lo specchio è concavo, se è all’esterno è convesso. I raggi paralleli all’asse, dopo la riflessione, passano per il fuoco , a distanza
dal vertice dello specchio (per lo specchio convesso passano i loro prolungamenti, dietro lo specchio).
La posizione dell’immagine si ricava dall’equazione dei punti coniugati:
e l’ingrandimento lineare è
dove è la distanza dell’oggetto dal vertice, quella dell’immagine, e l’altezza dell’immagine è .
La convenzione dei segni
Qui è dove si vince o si perde il compito. Uso la convenzione “reale è positivo”, la più diffusa nei libri di liceo:
- se l’oggetto è davanti allo specchio (dalla parte da cui arriva la luce): è il caso normale.
- se l’immagine è reale, cioè davanti allo specchio, dove i raggi si incontrano davvero. se è virtuale, dietro lo specchio.
- per lo specchio concavo, per il convesso.
- vuol dire immagine capovolta, dritta; ingrandita, rimpicciolita.
Alcuni libri usano un’altra convenzione (per esempio con il raggio di curvatura positivo “dalla parte dei raggi in arrivo”, o con segni invertiti per ). Controlla la tua e rimani fedele a quella dall’inizio alla fine del compito: l’equazione è la stessa, cambiano solo i segni dei valori che sostituisci.
I tre raggi per la costruzione grafica
Per disegnare l’immagine di un punto dell’oggetto bastano due dei tre raggi principali, il terzo serve come controllo:
- il raggio parallelo all’asse si riflette passando per il fuoco;
- il raggio che passa per il fuoco si riflette parallelo all’asse;
- il raggio che passa per il centro di curvatura (a distanza dal vertice) arriva perpendicolare alla superficie e torna indietro su se stesso.
Il punto in cui i raggi riflessi si incontrano è la cima dell’immagine. Se non si incontrano davvero ma lo fanno i loro prolungamenti dietro lo specchio, l’immagine è virtuale.
Esercizio 1: specchio concavo
Uno specchio concavo ha raggio di curvatura . Un oggetto alto è posto a dal vertice. Trova posizione, ingrandimento e altezza dell’immagine. Poi ripeti con l’oggetto a .
Passo 1: la focale. , positiva perché lo specchio è concavo.
Passo 2: l’equazione dei punti coniugati con .
Quindi , positiva: l’immagine è reale, davanti allo specchio.
Passo 3: ingrandimento.
L’immagine è capovolta e ingrandita il doppio: , cioè alta e rovesciata.
Controllo con il disegno. L’oggetto è fra () e () o oltre? A sta fra e , e in questa zona l’immagine è reale, capovolta, ingrandita e si forma oltre : . Coerente.
Seconda parte: . L’oggetto sta dentro la focale.
, negativa: immagine virtuale, dietro lo specchio. : dritta e doppia, alta . È lo specchio da trucco o da barba: avvicini il viso entro la focale e ti vedi ingrandito e dritto. Un risultato negativo non è un errore, è una risposta.
Per allenarti su quesiti a tempo ci sono le verifiche di fisica e matematica del liceo: la risposta corretta è visibile subito, la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione.
Rifrazione e legge di Snell
Quando un raggio passa da un mezzo a un altro cambia direzione, perché la luce ha velocità diverse nei due mezzi. Ogni mezzo ha un indice di rifrazione , dove è la velocità della luce nel vuoto e nel mezzo: per l’aria, per l’acqua, per un vetro comune. La legge di Snell lega gli angoli, misurati rispetto alla normale:
Regola di buon senso: andando in un mezzo con maggiore il raggio si avvicina alla normale, andando in uno con minore si allontana. Se hai ottenuto il contrario, hai scambiato i due mezzi.
Angolo limite e riflessione totale
Se il raggio passa da un mezzo con maggiore a uno con minore, l’angolo di rifrazione è più grande di quello di incidenza. Aumentando , prima o poi raggiunge : è l’angolo limite,
Oltre quell’angolo non c’è più raggio rifratto: tutta la luce si riflette, ed è la riflessione totale. Succede solo andando da grande a piccolo (dal vetro all’aria, non viceversa), ed è il principio delle fibre ottiche e dei prismi dei binocoli. Se provi a calcolare con i due indici scambiati ottieni un seno maggiore di , che è impossibile: segnale che hai invertito qualcosa.
Esercizio 2: Snell e angolo limite
Un raggio nell’aria () incide con un angolo di sulla superficie di un blocco di vetro con . Quanto vale l’angolo di rifrazione? Poi: all’interno del vetro, un raggio incide sulla faccia di uscita verso l’aria con un angolo di . Esce o si riflette totalmente?
Passo 1: l’angolo rifratto.
Passando in un mezzo con più grande il raggio si è avvicinato alla normale, da a : coerente con la regola.
Passo 2: l’angolo limite vetro-aria. Qui (vetro) e (aria):
Passo 3: il confronto. L’incidenza di è maggiore di , quindi il raggio non esce: si ha riflessione totale. Verifica per assurdo: se provassimo ad applicare Snell, , un seno maggiore di , che non esiste. Questo controllo vale come prova: se la legge di Snell ti restituisce un seno maggiore di , il raggio non passa.
Lenti sottili
Una lente sottile è un pezzo di vetro con due superfici curve che devia i raggi per rifrazione. Si dividono in due famiglie: la lente convergente (più spessa al centro) fa convergere i raggi paralleli in un fuoco reale; la lente divergente (più sottile al centro) li allontana, come se provenissero da un fuoco virtuale.
L’equazione è identica a quella degli specchi:
La differenza sta nella convenzione di cosa significhi “reale”. Per una lente la luce attraversa, quindi l’immagine reale si forma dall’altra parte rispetto all’oggetto:
- se l’oggetto è dalla parte da cui arriva la luce (il caso normale);
- se l’immagine è reale, cioè dalla parte opposta della lente rispetto all’oggetto; se è virtuale, cioè dalla stessa parte dell’oggetto;
- per la lente convergente, per la divergente;
- ha lo stesso significato: negativo se capovolta.
Il fatto da ricordare è che, con questa convenzione, “reale = positivo” è vero sia per gli specchi sia per le lenti. Cambia solo dove si trova l’immagine reale: davanti allo specchio, dietro la lente.
I tre raggi per la lente
- Il raggio parallelo all’asse esce passando per il fuoco (dall’altra parte, per la lente convergente).
- Il raggio che passa per il centro della lente non viene deviato.
- Il raggio che passa per il fuoco (dalla parte dell’oggetto) esce parallelo all’asse.
L’immagine si forma dove si incontrano i raggi uscenti.
Esercizio 3: lente convergente e lente divergente
Una lente convergente ha focale . Un oggetto alto è a dalla lente. Trova , e altezza dell’immagine. Poi sposta l’oggetto a . Infine, con una lente divergente di focale e oggetto a .
Parte a: , .
. Immagine reale, dall’altra parte, capovolta e tre volte più grande: . È la configurazione del proiettore: l’oggetto sta fra e e l’immagine si forma lontano, ingrandita.
Parte b: . L’oggetto sta dentro la focale.
: immagine virtuale, dritta, ingrandita tre volte, alta , dalla stessa parte dell’oggetto. È la lente d’ingrandimento.
Parte c: lente divergente, , .
: immagine virtuale, dritta, rimpicciolita a un quarto. Una lente divergente dà sempre un’immagine virtuale, dritta e rimpicciolita, qualunque sia la distanza dell’oggetto: se ottieni con hai sbagliato un segno.
Controllo con il disegno. Nella parte a l’oggetto è fra () e (): immagine oltre , cioè oltre . Troviamo , che va bene. Nella parte b l’oggetto è dentro : immagine virtuale, e infatti .
Gli errori che costano punti
- Segno di . Concavo o convergente: . Convesso o divergente: . È l’errore con cui si perdono più punti: se ha il segno sbagliato, tutto il resto è coerente ma falso.
- Segno di non interpretato. non è un errore: vuol dire immagine virtuale. Scrivi sempre le parole accanto al numero (“reale/virtuale, dritta/capovolta, ingrandita/rimpicciolita”), perché il testo le chiede quasi sempre.
- invertita. Si calcola e poi si capovolge il risultato. Sul calcolatore, e poi il tasto , oppure frazioni con denominatore comune come sopra.
- Angoli misurati dalla superficie. In riflessione e rifrazione si usa l’angolo con la normale. Se il testo dà l’angolo con la superficie, sottrailo a .
- Indici scambiati in Snell. Controlla la direzione: entrando in più grande ci si avvicina alla normale. Un angolo rifratto che si allontana al posto di avvicinarsi segnala l’inversione.
- Riflessione totale in direzione sbagliata. Esiste solo da grande a piccolo. Per il passaggio inverso (aria verso vetro) non c’è angolo limite e il raggio entra sempre.
- Il disegno che non torna con il calcolo. Un’immagine che il calcolo dice a ma che sul disegno sta a non è un’imprecisione di matita: uno dei due è sbagliato, e di solito è un segno.
Come prepararti
Rifai i tre esercizi senza guardare, cambiando focale e distanza dell’oggetto, e per ogni risultato scrivi accanto le tre parole: reale o virtuale, dritta o capovolta, ingrandita o rimpicciolita. Poi disegna a mano i tre raggi principali per ciascun caso, con le righe sul quaderno e il righello: il disegno va fatto, perché alla verifica spesso vale quanto il calcolo. Se vuoi allenarti sui tempi, prova una verifica cronometrata di quarta nelle simulazioni di verifica. L’inquadramento generale della materia è in Fisica.
Se vuoi un controllo prima della verifica
Se le formule ti tornano ma gli esercizi no, il problema quasi sempre è nei segni o nel disegno, non nell’algebra. Scrivimi dalla pagina contatti e facciamo una diagnosi gratuita: mi mandi un esercizio di ottica che non ti torna e ti dico dove si inceppa.