Fine settembre 2026: in quarta al liceo scientifico si sta chiudendo il blocco di onde meccaniche e suono, e l’ottica ondulatoria — interferenza, diffrazione, reticoli — parte fra fine ottobre e novembre. La verifica cade tipicamente a dicembre: circa nove-dieci settimane da adesso. Lo stesso argomento, con lo stesso peso, si fa anche in quarta scienze applicate.
Il capitolo riprende un solo concetto dal blocco precedente — la sovrapposizione di onde, e la sua differenza di cammino che decide interferenza costruttiva o distruttiva — e lo applica alla luce invece che al suono. Se sei arrivato qui senza avere ben chiaro quel concetto, conviene prima ripassarlo su onde meccaniche e suono in quarta: qui non lo riprendo da zero, riprendo solo l’idea di differenza di cammino e ci costruisco sopra la doppia fenditura.
Perché la luce interferisce (e perché ci è voluto tempo a capirlo)
Nell’esperimento di Young, una sorgente di luce monocromatica illumina due fenditure sottili e molto vicine tra loro, praticate su uno schermo opaco. Dietro le due fenditure, su uno schermo di osservazione, non compare una semplice sovrapposizione di due macchie luminose: compare una serie di frange alternate, chiare e scure. È la prova sperimentale che la luce si comporta come un’onda, perché solo un’onda produce interferenza.
Perché succede: ogni fenditura si comporta come una sorgente secondaria (principio di Huygens), e le due onde che partono dalle due fenditure, in fase fra loro perché generate dalla stessa onda incidente, percorrono strade di lunghezza diversa per arrivare in un dato punto dello schermo. È di nuovo la differenza di cammino vista con il suono, applicata qui alla distanza fra le due fenditure e il punto sullo schermo.
Le condizioni di coerenza
Perché si formi una figura di interferenza stabile (frange fisse nel tempo, non un lampeggio casuale) le due sorgenti devono essere coerenti: stessa frequenza e una differenza di fase costante nel tempo. È per questo che l’esperimento usa una sola sorgente divisa in due, invece di due sorgenti indipendenti — due lampadine diverse non producono mai una figura di interferenza osservabile, perché la loro differenza di fase cambia in modo casuale e troppo rapido.
La differenza di cammino nella doppia fenditura
Se le due fenditure distano (la distanza si chiama tradizionalmente così, non confonderla con la larghezza di una singola fenditura, che vedremo fra poco chiamarsi ) e lo schermo si trova a una distanza molto maggiore di , per un punto sullo schermo che vede le due fenditure sotto un angolo rispetto alla direzione centrale, la differenza di cammino tra i due raggi è:
Si ha interferenza costruttiva (frangia chiara) quando la differenza di cammino è un numero intero di lunghezze d’onda, distruttiva (frangia scura) quando è un numero intero più mezza lunghezza d’onda:
Il massimo è quello centrale, sull’asse di simmetria fra le due fenditure: è sempre una frangia chiara, mai scura — un punto che vale la pena fissare bene prima di passare alla fenditura singola, dove succede l’esatto contrario.
La posizione delle frange sullo schermo
Quando l’angolo è piccolo (approssimazione valida in quasi tutti gli esercizi di scuola, perché ), si può scrivere , dove è la distanza della frangia dal centro dello schermo. Sostituendo nella condizione dei massimi si ottiene la posizione delle frange chiare:
La distanza fra due frange chiare consecutive si chiama interfrangia , e non dipende da : è la stessa su tutto lo schermo (finché l’approssimazione di piccoli angoli resta valida), perché è la differenza :
Questa è la formula più usata negli esercizi: nota tre delle quattro grandezze (, , , ), si ricava la quarta.
La diffrazione da fenditura singola: attenzione al segno di
Se invece della doppia fenditura la luce attraversa una sola fenditura di larghezza (qui il simbolo cambia apposta, per non confonderla con la distanza della doppia fenditura), non si osserva interferenza fra due sorgenti ma diffrazione: la luce si allarga oltre la fenditura, e sullo schermo compare una figura con un massimo centrale largo e intenso, affiancato da massimi secondari via via più deboli, separati da minimi.
La condizione per i minimi di diffrazione da fenditura singola è:
Qui sta il punto che genera più confusione di tutto il capitolo: questa formula ha la stessa forma di quella dei massimi di Young (), ma descrive l’esatto opposto — dei minimi, non dei massimi — ed esclude , perché il centro della figura di diffrazione è sempre un massimo, il più intenso di tutti, mai un minimo. Confondere le due formule (usare quella dei minimi di diffrazione come se fosse quella dei massimi di Young, o viceversa) è l’errore più frequente in verifica, proprio perché sono algebricamente identiche.
Il reticolo di diffrazione
Un reticolo di diffrazione è una serie di moltissime fenditure parallele, equidistanti di una quantità (il passo reticolare). L’effetto di avere tante fenditure invece di due è che i massimi di interferenza, che nella doppia fenditura sono larghi e sfumati, diventano stretti e molto più intensi: più fenditure partecipano, più netta è la figura. La posizione angolare dei massimi resta descritta dalla stessa formula di Young:
ma con ora inteso come il passo del reticolo, spesso dato indirettamente come numero di righe per millimetro (per esempio “500 righe/mm” significa ).
Errori tipici
| Errore | Come te ne accorgi |
|---|---|
| Confondere (distanza tra fenditure/reticolo) e (larghezza di una fenditura singola) | Chiediti sempre: sto lavorando con due (o più) fenditure separate, o con una sola fenditura larga? Sono due esperimenti diversi con lettere diverse |
| Usare i minimi di diffrazione (, ) come se fossero i massimi di Young | Ricontrolla cosa ti chiede il problema — massimi (frange chiare, Young) o minimi (buchi scuri nella figura di diffrazione) — prima di scegliere la formula |
| Sbagliare le unità di misura (nm, mm, m) | si dà quasi sempre in nanometri (nm), in millimetri o micrometri, in metri: converti tutto in un’unica unità (di solito i metri) prima di sostituire nella formula |
| Angoli in gradi invece che in radianti nella calcolatrice | Se usi non serve convertire nulla, perché non passi mai per il valore dell’angolo in gradi; se invece devi trovare esplicitamente da un arcoseno, controlla la modalità DEG/RAD della calcolatrice prima di leggere il risultato |
| Dimenticare l’approssimazione di piccoli angoli | La formula vale solo quando è piccolo, cioè quando : è quasi sempre il caso degli esercizi di scuola, ma se il testo dà un angolo esplicito già grande, si lavora con direttamente, non con |
Tre esercizi svolti
1. Interfrangia nella doppia fenditura. Due fenditure distanti sono illuminate da luce monocromatica di lunghezza d’onda . Lo schermo si trova a dalle fenditure. Trova l’interfrangia.
Prima converto tutto in metri: , .
Le frange sono distanti 6 mm l’una dall’altra: abbastanza da essere viste a occhio nudo su uno schermo a due metri, che è proprio il motivo per cui l’esperimento è riproducibile in laboratorio senza strumenti particolari.
2. Trovare la lunghezza d’onda da una frangia osservata. Nello stesso apparato di prima (, ), la terza frangia chiara (oltre quella centrale) si osserva a dal centro. Trova la lunghezza d’onda della luce usata.
Uso la formula della posizione delle frange chiare con , isolando :
Converto :
Seicento nanometri è nel giallo-arancio dello spettro visibile: un buon controllo di plausibilità, oltre al calcolo, è verificare che il valore trovato cada fra circa 400 nm (violetto) e 700 nm (rosso) — se il risultato viene, per esempio, 6000 nm o 60 nm, quasi certamente si è sbagliata una potenza di dieci in una conversione.
Puoi allenarti su altri esercizi come questi nella verifica di ottica ondulatoria di quarta: la risposta corretta è gratis, la soluzione guidata passo per passo si sblocca con la prima lezione.
3. Il primo minimo di diffrazione da fenditura singola. Una fenditura di larghezza è illuminata dalla stessa luce di . Trova l’angolo a cui si osserva il primo minimo di diffrazione ().
Converto e uso con :
Un angolo piccolissimo, e il massimo centrale di diffrazione si estende fra e : il doppio della larghezza angolare di ogni massimo secondario. Occhio al valore di : qui è un minimo, mentre nella doppia fenditura era un massimo.
Il resto del programma di fisica
Se vuoi ripassare anche il resto del programma di fisica di quarta, trovi tutto in /materie/fisica/.
Se vuoi una mano a impostare questo blocco prima della verifica di dicembre, la prima chiamata conoscitiva è gratuita e dura mezz’ora.