A metà settembre 2026 la fisica di quarta al liceo classico è appena ripartita, e il primo capitolo che il professore affronta è quasi sempre moto circolare e lavoro-energia — con il moto parabolico spesso lasciato fuori per mancanza di tempo. La prima verifica arriva fra cinque e otto settimane, quindi tra fine ottobre e metà novembre: pochissimo tempo per un capitolo che allo scientifico occupa un anno intero prima, con un’ora di lezione in più a settimana.
Al classico la fisica ha due ore a settimana nel triennio, la metà delle ore di matematica e un’ora in meno dello scientifico. Con così poco tempo ogni argomento si vede una volta sola, con pochi esercizi fatti in classe: è la ragione per cui uno studente solidissimo in greco e latino può prendere il primo 5 di fisica senza avere “un buco” di programma — semplicemente non ha ancora visto abbastanza esercizi da automatizzare il metodo.
C’è anche un problema di calendario che nessuno segnala: il moto circolare uniforme usa i radianti e la velocità angolare, ma in matematica la goniometria — dove i radianti si imparano davvero — arriva solo più avanti nell’anno. Il professore di fisica li introduce da zero, in poche righe, e da lì in avanti li usa come se fossero già noti.
Perché in quarta il capitolo cambia registro
Il liceo classico comincia la fisica in terza, un anno dopo lo scientifico, e con un’ora di lezione in meno: due ore a settimana contro le tre del triennio scientifico. Il risultato è che il programma di quarta al classico assomiglia, per contenuti, alla terza dello scientifico: moto circolare, moto parabolico, lavoro ed energia, e poi — nelle settimane successive — quantità di moto e gravitazione. Se in terza avevi già lavorato sulla scomposizione delle forze senza ancora conoscere seno e coseno, un problema che il classico condivide con scienze umane e artistico, trovi il metodo in scomposizione delle forze e vettori senza trigonometria: qui riprendiamo da lì.
Il moto parabolico, che allo scientifico si studia sempre insieme al moto circolare, al classico spesso non si fa per niente: con due ore a settimana molti insegnanti scelgono di saltarlo e andare dritti a lavoro ed energia. Se il tuo professore lo ha invece assegnato, il metodo e un esercizio svolto per intero — gittata, tempo di volo, velocità di arrivo — sono nella guida per il primo compito di fisica di terza allo scientifico, che tratta esattamente lo stesso argomento un anno prima.
Moto circolare uniforme: le grandezze e i radianti
Nel moto circolare uniforme il modulo della velocità è costante, ma la sua direzione cambia continuamente: per questo esiste comunque un’accelerazione, anche se la velocità “non cambia” in valore. Le grandezze che servono sono:
dove è il periodo (il tempo di un giro completo), la frequenza, il raggio della traiettoria e la velocità angolare, misurata in radianti al secondo. Un radiante è semplicemente l’angolo per cui l’arco percorso è uguale al raggio: non è un’unità “esotica”, ma sicuramente ve la ritrovate davanti prima che in matematica arrivi la teoria completa dietro alle formule.
L’accelerazione è centripeta: punta sempre verso il centro della traiettoria, non verso l’esterno. La forza che la produce — la tensione di un filo, l’attrito tra pneumatico e strada, la gravità per un satellite — si chiama forza centripeta per lo stesso motivo: non è un tipo di forza nuovo, è il nome che diamo alla risultante quando il moto è circolare.
1. Velocità angolare e tensione del filo
Una pallina di massa è legata a un filo di lunghezza e compie un giro completo ogni su un piano orizzontale senza attrito. Trova la velocità angolare, la velocità tangenziale, l’accelerazione centripeta e la tensione del filo.
L’unica forza orizzontale che agisce sulla pallina è la tensione del filo, ed è lei a fare da forza centripeta:
Nota che l’accelerazione centripeta, circa , è più di dodici volte l’accelerazione di gravità: con un filo corto e un giro veloce le tensioni in gioco sono grandi, anche per una pallina leggera.
Lavoro ed energia cinetica
Il lavoro di una forza costante lungo uno spostamento è
dove è l’angolo fra la forza e lo spostamento. Il teorema dell’energia cinetica collega il lavoro totale — di tutte le forze, comprese quelle che “rubano” energia come l’attrito — alla variazione di energia cinetica:
È la scorciatoia che evita di risolvere il moto istante per istante quando l’accelerazione non è costante lungo tutto il percorso, che è esattamente il caso in cui la fisica smette di essere solo “sostituire numeri in una formula”.
2. Un baule spinto con attrito
Un baule di massa , inizialmente fermo, viene spinto con una forza orizzontale costante su un pavimento con attrito, per un tratto . Il coefficiente di attrito dinamico è . Trova la velocità finale del baule (uso ).
La normale è semplicemente il peso, perché la forza applicata è orizzontale:
La forza risultante orizzontale e il lavoro netto:
Il baule parte da fermo, quindi :
Il peso e la normale non compaiono nel lavoro perché sono perpendicolari allo spostamento: lavoro nullo, sempre, indipendentemente da quanto valgono.
Conservazione dell’energia meccanica, e come l’attrito la rompe
Se sul corpo agiscono solo forze conservative (il peso, la forza elastica), l’energia meccanica totale non cambia:
L’attrito non è conservativo: ogni volta che c’è, un pezzo di energia meccanica si trasforma in calore ed “esce” dal bilancio. Il modo corretto di trattarlo non è ignorarlo, ma metterlo esplicitamente nel conto:
3. Un blocco su un piano inclinato con attrito
Un blocco di massa parte da fermo in cima a un piano inclinato alto e lungo (lungo il piano) , con coefficiente di attrito dinamico . Trova la velocità del blocco alla base del piano.
Prima l’angolo, dal triangolo: , quindi e .
Senza attrito, la stessa altezza darebbe : l’attrito qui toglie quasi un quarto della velocità finale, non un dettaglio trascurabile.
Gli errori che costano punti
- Confondere “uniforme” con “senza accelerazione” nel moto circolare: c’è sempre un’accelerazione centripeta, anche a velocità (in modulo) costante.
- Dimenticare che il lavoro di una forza perpendicolare allo spostamento è zero — capita quasi sempre con peso e normale, che vengono comunque calcolati e sommati per errore.
- Usare la conservazione dell’energia meccanica anche quando c’è attrito, “dimenticandolo” nel bilancio: va sempre messo esplicitamente, con il segno giusto.
- La confusione che arriva nelle settimane successive, quando si passa a quantità di moto e urti: non basta “conservare qualcosa”. Negli urti anelastici l’energia meccanica non si conserva, ma la quantità di moto sì, sempre. Scegliere il principio sbagliato è l’errore più comune del capitolo successivo, e nasce proprio da qui: energia quando non ci sono urti né attrito da bilanciare, quantità di moto quando c’è un urto.
- Usare i gradi dove la formula vuole i radianti (in , misurata in rad/s) senza convertire.
Come lavoriamo su questo capitolo
Con due ore a settimana il tempo in classe per gli esercizi è pochissimo, quindi il lavoro che faccio in lezione parte sempre dal disegno: lo schema delle forze per il piano inclinato, il vettore centripeta per il moto circolare, e il bilancio energetico scritto per intero prima di sostituire un solo numero. È il modo più rapido per smettere di confondere “conservare l’energia” con “usare una formula qualsiasi che contiene una ”. Il quadro completo di come lavoro la fisica online è nella pagina ripetizioni di fisica.
Il quiz corrispondente sul sito si chiama “lavoro ed energia” ed è archiviato nella sezione di terza superiore, perché il catalogo delle verifiche segue la scansione dello scientifico: al classico lo stesso argomento arriva un anno dopo, ma il programma è identico. Lo trovi qui: verifica simulata su lavoro ed energia — quindici quesiti in cinquanta minuti, con la risposta corretta gratuita e senza registrazione; la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione.
Se sei allo scientifico e in quarta stai affrontando tutt’altro capitolo nello stesso periodo — al liceo scientifico settembre-ottobre di quarta è dedicato a onde e suono, non a moto circolare ed energia, perché la fisica lì comincia un anno prima — trovi la guida corrispondente in fisica in quarta allo scientifico: onde e suono. Per il quadro generale degli errori di fisica al liceo, al di là del singolo capitolo, c’è i 5 errori tipici di fisica al liceo.
Se vuoi una mano prima della verifica di fine ottobre, una lezione di prova costa 20 € (solo la prima volta) oppure puoi partire da una chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti: scrivimi dai contatti.