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Esame universitario

Ripetizioni di Probabilità, online: prima si conta, poi si calcola.

In Probabilità il risultato quasi sempre è breve, ma arrivarci richiede di tradurre una storia in eventi e di capire che cosa si sta contando. Lavoriamo 1-a-1 online sui tuoi esercizi: dalla traduzione del testo allo schema (albero, tabella, formula) fino al controllo del risultato.

Per chi è

Chi ci chiede aiuto in Probabilità.

  • La combinatoria ti sembra un'ordalia: non sai mai se contano l'ordine o le ripetizioni.
  • Bayes ti riesce solo con gli esempi già visti, e un testo appena diverso ti blocca.
  • Le variabili aleatorie continue ti fermano: densità, funzione di ripartizione, integrali da impostare.
  • Prepari un esame di Probabilità e Statistica e vuoi una base chiara prima di passare all'inferenza.
Le lezioni

Come lavoriamo su Probabilità.

  • Dal testo allo schema: per ogni problema scegliamo insieme l'albero o la tabella, e ti mostro come controllare che le probabilità sommino a uno.
  • Lavagna condivisa, con le formule di combinatoria scritte accanto ai casi in cui servono, così si impara quando e non solo come.
  • Allenamento a tempo con la simulazione di Probabilità del sito, che mescola gli argomenti come un appello, con correzione degli errori ricorrenti.
Programma

Che cosa copre Probabilità.

Il programma varia da corso a corso; questo è lo schema che ritroviamo più spesso, dal conteggio alle catene di Markov. Il programma ufficiale del tuo corso resta l'ultima parola: alla prima lezione lo guardiamo insieme e lavoriamo su quello.

  • Assiomi e conteggio
    • Spazio di probabilità, unione e complementare
    • Disposizioni, permutazioni, combinazioni
    • Estrazioni con e senza reinserimento
  • Condizionata e Bayes
    • Probabilità condizionata e regola del prodotto
    • Indipendenza e differenza dall’incompatibilità
    • Probabilità totale e teorema di Bayes
  • Variabili aleatorie
    • Discrete: binomiale, geometrica, di Poisson
    • Continue: densità, ripartizione, uniforme, esponenziale, normale
    • Funzioni di una variabile aleatoria
  • Momenti e limiti
    • Valore atteso e varianza, linearità
    • Covarianza e correlazione
    • Legge dei grandi numeri e teorema del limite centrale
  • Catene di Markov
    • Matrice di transizione e probabilità in più passi
    • Classificazione degli stati, a livello base
    • Distribuzione stazionaria
L'esame

Com'è fatto di solito l'esame.

Lo scritto di Probabilità alterna di solito un esercizio di combinatoria, un problema di probabilità condizionata (spesso un test diagnostico), il calcolo di valore atteso e varianza e, in molti corsi, una catena di Markov semplice. Il formato esatto cambia da corso a corso, e gli appelli passati restano il testo più fedele.

La difficoltà non sta nelle formule, che sono poche, ma nella traduzione: dire con precisione quali sono gli eventi, che cosa è dato e che cosa si chiede. Un diagramma ad albero o una tabella a due ingressi rendono la traduzione visibile, e spesso il calcolo successivo è di due righe.

L'orale, quando c'è, chiede di solito qualche dimostrazione breve, come la linearità del valore atteso o la formula della varianza, e la differenza fra concetti che si confondono: indipendenza e incompatibilità, covarianza nulla e indipendenza.

Errori tipici

Tre errori che costano punti.

  • Indipendenti non vuol dire incompatibili

    Due eventi incompatibili hanno intersezione vuota, quindi se uno accade l'altro non può accadere: proprio il contrario dell'indipendenza. Per eventi di probabilità positiva, incompatibili implica dipendenti. Verifica sempre quale delle due proprietà serve scrivendo $P(A\cap B)$ prima di fare ipotesi.

  • Ordine e ripetizioni nel conteggio

    Prima di scegliere la formula chiediti due cose: due risultati con gli stessi elementi in ordine diverso sono lo stesso caso? Un elemento può comparire due volte? Le quattro combinazioni delle risposte danno le quattro formule. Saltare le domande porta a usare le disposizioni quando bastano le combinazioni, e a un risultato troppo grande.

  • Dimenticare il denominatore in Bayes

    La probabilità a posteriori ha al denominatore la probabilità totale dell'evidenza, che somma tutti i casi che la producono. Dimenticarne uno, per esempio i falsi positivi, restituisce una probabilità troppo alta. Scrivi l'albero con tutte le diramazioni prima di sostituire i numeri.

Esempio svolto

Un esercizio da appello, passo per passo.

Un test diagnostico con Bayes

Una malattia colpisce l' di una popolazione. Un test dà positivo nel dei malati e dà positivo nel dei sani. Una persona risulta positiva: qual è la probabilità che sia malata?

  1. Fissiamo gli eventi: = «è malata», = «il test è positivo». I dati sono , e . Chiediamo .

  2. Il denominatore è la probabilità totale di risultare positivi, sommando i due modi in cui può accadere:

  3. Applichiamo il teorema di Bayes:

  4. Anche con un test accurato, la probabilità di essere malati dopo un risultato positivo è meno del . Il motivo è la rarità della malattia: i sani sono tanti, e anche una piccola quota di falsi positivi supera di molto i malati davvero positivi.

Se la malattia fosse più frequente, per esempio nel della popolazione, la stessa formula darebbe una probabilità molto più alta: ciò che pesa è la probabilità di partenza, non solo l'accuratezza del test.

Allenati gratis

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Un test che mescola gli argomenti del programma come fa un appello vero, con correzione e punti deboli. È gratuito e non serve un account per provarlo.

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FAQ

Domande frequenti su Probabilità.

Come faccio a non confondere disposizioni e combinazioni?

Chiediti se scambiare due elementi cambia il caso: se sì, l'ordine conta e servono le disposizioni; se no, bastano le combinazioni. Poi chiediti se un elemento si può ripetere. Lo schema a quattro caselle che costruiamo in lezione si impara in una sola sessione.

La probabilità condizionata è lo scoglio più comune?

Insieme a Bayes è tra i più frequenti. La chiave è tradurre il testo in simboli: «dato che» diventa una barra verticale, e il condizionamento cambia l'universo di riferimento. Con un albero o con una tabella a due entrate il conto diventa meccanico.

Come si affrontano le variabili aleatorie continue?

Partendo dalla densità: disegnare il suo supporto, controllare che l'area faccia uno, e poi impostare l'integrale dei casi richiesti. Le difficoltà vere sono gli estremi di integrazione e le funzioni definite a pezzi, e su quelli facciamo molta pratica.

Le catene di Markov richiedono molta algebra lineare?

Per la parte di base no: bastano la matrice di transizione, il prodotto di matrici per le probabilità in più passi e un sistema lineare per la distribuzione stazionaria. Se in quel punto ti manca qualcosa di algebra lineare lo recuperiamo al volo, senza rifare il corso.

Gli altri esami che seguiamo.

  • Analisi 1

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  • Analisi 2

    Più variabili, integrali multipli, campi e superfici: il disegno viene prima del calcolo.

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  • Algebra lineare

    Matrici, spazi vettoriali, autovalori e forme quadratiche: il lessico conta quanto i conti.

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  • Fisica 1

    Meccanica e termodinamica: il metodo per impostare il problema, simboli prima dei numeri.

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  • Fisica 2

    Elettrostatica, circuiti, magnetismo e induzione: prima la simmetria, poi il conto.

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  • Statistica

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  • Chimica generale

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  • Geometria

    Rette e piani nello spazio, coniche e quadriche: il calcolo serve a riconoscere la figura.

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  • Matematica generale

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  • Elettrotecnica

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  • Meccanica razionale

    Cinematica, statica, corpo rigido e Lagrange: scegliere bene le coordinate è metà dell’esame.

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