Come si fanno le proiezioni ortogonali con il metodo di Monge, e come si fa il ribaltamento dei piani senza sbagliare verso? Nel biennio del liceo artistico (e allo stesso modo in TTRG nei tecnici tecnologici e in disegno e storia dell’arte nello scientifico) il disegno geometrico porta alle proiezioni ortogonali di punti, rette, piani e solidi, anche sezionati. Il mese esatto cambia da scuola a scuola: di solito arrivano dopo le costruzioni geometriche di base, fra autunno e inverno, e la tavola da consegnare cade fra qualche settimana. Scrivo ora perché il metodo si impara in un pomeriggio e poi serve solo allenamento: arrivarci già pronti vuol dire non rincorrere la consegna.
Due cose da sapere prima di cominciare. Il ribaltamento dei piani è la causa più comune di errore. E nelle tavole a matita o a china la consegna in ritardo è la causa numero uno di voto basso, più di un tratto storto. Il resto è procedura, e la procedura sta in questa pagina.
Perché si proiettano i solidi
Un solido è tridimensionale, il foglio no. Per rappresentarlo senza deformarlo, Monge propone di descriverlo con due disegni piatti che, messi insieme, individuano ogni punto senza ambiguità. Si usano due piani perpendicolari:
- il piano verticale (PV), come una parete davanti a te;
- il piano orizzontale (PO), come il pavimento, che incontra il PV lungo la linea di terra (LT).
L’oggetto si immagina davanti al PV e sopra il PO, nella regione che i libri chiamano primo diedro. Da ogni suo punto si mandano rette perpendicolari ai piani (da qui “ortogonali”): dove incontrano il PV e il PO nascono le proiezioni.
Il punto: quota, sporgenza, ribaltamento
Per un punto servono due misure:
- la quota: la distanza dal PO, cioè l’altezza da terra;
- la sporgenza: la distanza dal PV, cioè quanto è davanti alla parete.
La proiezione verticale sta sul PV e dista dalla LT esattamente la quota. La proiezione orizzontale sta sul PO e dista dalla LT esattamente la sporgenza. La scrittura è questa: per il punto nello spazio, per quello orizzontale, per quello verticale, e per la proiezione sul piano di profilo. Alcuni libri usano e : segui la notazione del tuo.
Sul foglio i due piani non si vedono entrambi, quindi si ribalta il PO sul PV: la parte anteriore del PO, quella davanti alla parete, si abbassa ruotando attorno alla LT di 90° fino a stendersi sul PV, sotto la LT. Qualche libro descrive il ribaltamento al contrario (è il PV a ruotare sul PO): controlla come lo racconta il tuo, ma la disposizione finale sul foglio è la stessa, verticale sopra la LT e orizzontale sotto.
Dopo il ribaltamento, e stanno sulla stessa retta perpendicolare alla LT, la linea di richiamo. Quel segmento che le unisce è lungo quota più sporgenza.
Le tre viste
Oltre al PV e al PO si usa spesso un terzo piano, il piano di profilo, perpendicolare a entrambi, che dà la vista laterale. I tre disegni hanno nomi che conosci già dal disegno tecnico:
| Piano | Disegno | Cosa si legge |
|---|---|---|
| PV | prospetto (proiezione verticale) | larghezza e altezza |
| PO | pianta (proiezione orizzontale) | larghezza e profondità |
| profilo | vista laterale | profondità e altezza |
Le viste si allineano: pianta e prospetto condividono la larghezza (si incolonnano con le linee di richiamo verticali), prospetto e vista laterale condividono l’altezza (si allineano con linee orizzontali). La profondità della pianta si riporta nella vista laterale con il compasso o con una linea a 45°. Una regola utile: la quota si legge nel prospetto, la sporgenza nella pianta.
Il segmento
Un segmento si proietta proiettando i due estremi e unendo le proiezioni. Quello che cambia, a seconda della posizione, è quanto sono fedeli:
| Posizione del segmento | Proiezione orizzontale | Proiezione verticale |
|---|---|---|
| generica | accorciata, inclinata | accorciata, inclinata |
| parallelo al PO | in vera grandezza | parallela alla LT |
| parallelo al PV | parallela alla LT | in vera grandezza |
| perpendicolare al PO | un punto | in vera grandezza, perpendicolare alla LT |
| perpendicolare al PV | in vera grandezza, perpendicolare alla LT | un punto |
La regola dietro la tabella: un segmento parallelo a un piano si proietta su quel piano in vera grandezza; uno perpendicolare a un piano si riduce a un punto.
Figure piane e solidi
Una figura piana si proietta punto per punto, vertice dopo vertice. Un quadrato appoggiato sul PO si vede in vera forma nella pianta e come segmento sulla LT nel prospetto. Se è parallelo al PV, accade il contrario.
Per un solido si parte sempre dalla base. Per un prisma o una piramide appoggiati sul PO si disegna la base nella pianta e si porta l’altezza nel prospetto. Il cilindro dà un rettangolo nel prospetto e un cerchio nella pianta, il cono un triangolo e un cerchio. Nella piramide il vertice sta sulla verticale sopra il centro della base: nella pianta cade al centro, nel prospetto alla quota dell’altezza.
Contano anche le convenzioni di tratto: le parti visibili hanno linea continua marcata, le parti nascoste sono tratteggiate, le linee di richiamo e di costruzione sono sottili. Un lato nascosto che coincide con uno visibile resta continuo.
Il metodo in sei passi
- Traccia la LT orizzontale, a metà foglio, e scegli un punto da cui misurare le ascisse. Lascia spazio sopra e sotto.
- Per ogni punto, annota ascissa (lungo la LT), sporgenza e quota.
- Disegna prima la pianta del solido (base) sotto la LT, usando le sporgenze.
- Dai vertici della pianta traccia verso l’alto le linee di richiamo, perpendicolari alla LT, fino alla zona del prospetto.
- Nel prospetto, riporta le quote sopra la LT misurando da essa, e unisci i punti.
- Ripassa a matita (o china): continuo per i contorni visibili, tratteggio per gli spigoli nascosti, richiami sottili. Poi controlla.
Gli errori tipici
- Ribaltare nel verso sbagliato. Se la proiezione orizzontale ti finisce sopra la LT, in mezzo al prospetto, hai ribaltato al contrario: la pianta va sotto.
- Scambiare quota e sporgenza. Il prospetto si misura con le quote, la pianta con le sporgenze. Se un punto a 3 cm da terra viene disegnato a 3 cm sotto la LT, le due misure sono scambiate.
- Linee di richiamo non perpendicolari alla LT. Basta uno scarto di un grado per spostare i punti: usa la squadra appoggiata alla riga e controlla.
- Dimenticare il tratteggio. Gli spigoli nascosti non si omettono e non si disegnano continui: vanno tratteggiati.
- Consegnare dopo la scadenza o tracciare tutto in china prima di verificare a matita. Prima si controlla, poi si ripassa.
Esercizio 1: un punto
Un punto è a 5 cm dall’origine lungo la LT, ha quota 3 cm e sporgenza 4 cm. Dove cadono le sue proiezioni dopo il ribaltamento?
Traccio la LT e il punto . A 5 cm da lungo la LT disegno la linea di richiamo, perpendicolare alla LT. La quota è 3 cm, quindi sta sopra la LT, a 3 cm da essa. La sporgenza è 4 cm, quindi sta sotto la LT, a 4 cm da essa.
| Proiezione | Posizione sulla linea di richiamo |
|---|---|
| (verticale) | 3 cm sopra la LT |
| (orizzontale) | 4 cm sotto la LT |
La distanza è cm. È anche un controllo: se misurando ottieni un’altra cifra, hai sbagliato una delle due misure o il verso.
Per il disegno non esiste un simulatore: su questo argomento non c’è ancora un test interattivo. Per allenare la geometria con le domande a scelta puoi guardare le simulazioni per il liceo, e per i teoremi e le costruzioni che sostengono il disegno servono le basi di matematica: la geometria è parente stretta, e le rette parallele e gli angoli servono ogni volta che controlli una perpendicolare.
Esercizio 2: un segmento parallelo al PO
Un segmento ha gli estremi (, sporgenza 1, quota 3) e (, sporgenza 4, quota 3), con misurata in cm lungo la LT da . Disegna le proiezioni e di’ quale è in vera grandezza.
Le due quote sono uguali, quindi è parallelo al PO. Nel prospetto, è nel punto di ascissa 2 e quota 3, in quello di ascissa 6 e quota 3: il segmento è orizzontale, parallelo alla LT, e misura 4 cm. Nella pianta, sta a 1 cm sotto la LT sulla verticale di ascissa 2, a 4 cm sotto la LT sulla verticale di ascissa 6.
La lunghezza di si trova con le differenze delle due coordinate: 4 cm lungo la LT e cm in sporgenza. Per Pitagora:
La proiezione orizzontale è dunque in vera grandezza (5 cm), mentre la verticale è accorciata (4 cm). Il segmento è parallelo al PO, quindi è sul PO che si vede com’è realmente: coincide con la riga corrispondente della tabella.
Esercizio 3: un prisma appoggiato sul PO
Un prisma retto a base quadrata ha lato 4 cm e altezza 6 cm, appoggiato sul PO. Quali viste servono e quali linee sono tratteggiate?
Caso a) lati della base paralleli e perpendicolari alla LT. La pianta è un quadrato 4 cm × 4 cm in vera forma. Il prospetto è un rettangolo 4 cm × 6 cm con la base sulla LT. La vista laterale è lo stesso rettangolo. Gli spigoli nascosti (quelli dietro) cadono esattamente sopra quelli visibili, quindi non c’è alcun tratteggio: il tratteggio serve solo quando uno spigolo nascosto non coincide con uno visibile.
Caso b) base ruotata di 30° rispetto alla LT. Qui il tratteggio compare. Fisso il vertice a ascissa 2 cm e sporgenza 1 cm; gli altri vertici si trovano ruotando di 30° i lati di 4 cm. Con e si ottiene:
| Vertice | Ascissa (cm) | Sporgenza (cm) |
|---|---|---|
| 2,00 | 1,00 | |
| 5,46 | 3,00 | |
| 3,46 | 6,46 | |
| 0,00 | 4,46 |
Verifica: è lungo cm, come deve essere.
- Pianta: il quadrato inclinato, in vera forma, con i vertici sotto la LT alle sporgenze della tabella. Niente tratteggio: la faccia superiore copre tutto il resto, e gli spigoli verticali sono punti.
- Prospetto: un rettangolo largo cm (da a ) e alto 6 cm, con la base sulla LT. Dentro, due verticali alle ascisse 2,00 e 3,46. Quella di (3,46) è il vertice più vicino a chi guarda, quindi continua; quella di (2,00) è il vertice più lontano, dietro le facce anteriori, quindi tratteggiata.
- Vista laterale (da sinistra): un rettangolo alto 6 cm, largo cm, con le verticali interne alle distanze 3,00 e 4,46 cm dall’asse del piano di profilo (sporgenze dei vertici). Da sinistra si vede (, continua) mentre () è dall’altra parte del solido: tratteggiata.
Un solo tratteggio nel prospetto e uno nella vista laterale, nessuno nella pianta. Se ne disegni di più, qualche spigolo l’hai assegnato al lato sbagliato; se non ne disegni, hai trattato il solido come nel caso a).
Prima della consegna
Fai una tavola di prova su un foglio da brutta con un punto, un segmento e un prisma, usando le misure di questo articolo: così hai un risultato noto per ogni passaggio e vedi subito dove sbagli. Poi, sulla tavola vera, controlla le quattro cose che contano: LT unica e orizzontale, richiami perpendicolari, quota e sporgenza non scambiate, tratteggio dove serve.
Se la tua scuola ti dà la tavola con una scadenza vicina e vuoi un parere sul ribaltamento o sul tratteggio, la diagnosi gratuita è su contatti. Per le costruzioni di base (parallele, perpendicolari, angoli) puoi ripassare anche i criteri di congruenza dei triangoli, e per le prove a scelta in stile liceo ci sono le simulazioni per il liceo.