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Corrente alternata e circuiti RLC: reattanza, impedenza e trasformatore

Valore efficace, reattanze, impedenza RLC, risonanza e trasformatore: formule, errori tipici e due esercizi svolti per la verifica di fisica in quinta.

di Gaetano Livornese

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Al liceo scientifico il capitolo sull’induzione elettromagnetica si chiude con la corrente alternata: alternatore, trasformatore, circuiti RL, LC e RLC. In classe si spiega da settembre a metà novembre circa, e la verifica cade tipicamente fra fine novembre e metà dicembre. Se l’induzione l’hai appena finita, adesso è il momento di portarti avanti di un passo: i circuiti in alternata sono la parte dove il professore mette i numeri, e i numeri si allenano.

Una cosa onesta sul simulatore: la verifica simulata sull’induzione elettromagnetica copre flusso, Faraday-Neumann-Lenz e il resto dell’induzione. L’alternata è la coda dello stesso capitolo, e su RLC e impedenza non c’è ancora una verifica dedicata. Quello che trovi qui sotto serve a colmare questa parte.

Do per scontati flusso, legge di Lenz e f.e.m. indotta: se non ti sono chiari, parti dal post sull’induzione elettromagnetica, poi torna qui. Per il quadro dell’intero elettromagnetismo c’è la mappa per la maturità.

Valore efficace: la tensione che leggi sul voltmetro

Un alternatore produce una tensione sinusoidale:

è il valore massimo. Ma una tensione che passa metà del tempo negativa non dà una potenza media nulla: in un resistore la potenza è , sempre positiva. Il valore medio di è , quindi la potenza media è . Il valore efficace è definito come quello della tensione continua che dissiperebbe la stessa potenza:

Numeri della rete italiana: V efficaci a Hz. Il valore massimo è V e la pulsazione è rad/s. Errore classico: usare dove serve . Voltmetri e amperometri in alternata segnano sempre valori efficaci, e le formule di impedenza e potenza che vedremo vanno scritte con questi, salvo diversa indicazione del testo.

I tre componenti: resistenza, reattanza induttiva, reattanza capacitiva

Ogni componente “frena” la corrente alternata a modo suo, e lo fa con un ritardo o un anticipo diverso rispetto alla tensione.

ComponenteOpposizioneCorrente rispetto alla tensione
Resistore in fase
Induttore in ritardo di
Condensatore in anticipo di

Le reattanze si misurano in ohm, ma attenzione: dipendono dalla frequenza. cresce con (l’induttore si oppone di più alle variazioni rapide, per la legge di Lenz), cala (a frequenza alta il condensatore non fa in tempo a caricarsi e lascia passare la corrente). In continua, : l’induttore è un filo e il condensatore un interruttore aperto.

Il ritardo dell’induttore è Lenz applicato alla corrente: la f.e.m. autoindotta si oppone alla variazione, quindi la corrente non riesce a seguire la tensione. Nel condensatore la corrente è : è massima quando la tensione passa per zero, cioè prima del massimo di tensione.

Il circuito RLC in serie: impedenza e sfasamento

Resistore, induttore e condensatore in serie, alimentati da . La corrente è la stessa dappertutto, le tensioni sui componenti non si sommano in modulo, perché sono sfasate. Il risultato, che conviene sapere a memoria, è l’impedenza:

è lo sfasamento della tensione rispetto alla corrente: positivo se prevale l’induttore (, circuito “induttivo”, corrente in ritardo), negativo se prevale il condensatore (corrente in anticipo). Il fatto che e si sottraggono è la chiave: i due effetti si compensano, e a volte quasi si annullano.

Risonanza

Se la parentesi si annulla: , , e la corrente è massima. Imponendo :

È il principio della sintonia di una radio: si cambia finché coincide con la frequenza della stazione. Domanda tipica di teoria: “cosa succede a e a in risonanza?”. Risposta in una riga: è minima e uguale a , , corrente massima.

Potenza e fattore di potenza

Solo la resistenza dissipa energia: induttore e condensatore la immagazzinano e la restituiscono. La potenza media assorbita dal circuito è

è il fattore di potenza: vale per un circuito puramente resistivo, meno di quando c’è sfasamento. Le due espressioni di devono dare lo stesso numero, e in un esercizio è un controllo gratuito: se non coincidono, hai sbagliato o . Per la potenza dissipata in un resistore, il richiamo è nel post su corrente, resistività ed effetto Joule; per la capacità e l’energia del condensatore c’è quello su potenziale e condensatori.

Trasformatore ideale e potenza

Del trasformatore ho già scritto le formule nel post sull’induzione, e non le ripeto tutte. Qui serve solo il pezzo che nelle verifiche di alternata si mescola agli esercizi sulle linee elettriche: in un trasformatore ideale non si perde potenza, quindi

Se la tensione sale di un fattore , la corrente scende dello stesso fattore. È il motivo per cui l’energia elettrica viaggia in alta tensione: nei cavi la potenza dissipata per effetto Joule vale , e dividendo la corrente per le perdite si dividono per . Il secondo esercizio mostra i numeri.

Esercizio 1: RLC in serie

Un circuito RLC in serie ha , H, F ed è collegato alla rete a V efficaci, Hz. Trova impedenza, corrente efficace, sfasamento e potenza media.

1. Pulsazione. rad/s.

2. Reattanze.

(Attenzione ai microfarad: F. Sbagliare la potenza di dieci qui è l’errore più frequente.)

3. Impedenza. , quindi

4. Corrente efficace.

5. Sfasamento.

Il segno negativo dice che prevale il condensatore: la corrente è in anticipo sulla tensione di circa .

6. Potenza media.

Controllo con l’altra formula: , quindi W. Coincidono.

Un’osservazione che stupisce chi la vede la prima volta: la tensione efficace sul condensatore è V, più alta dei 230 V della rete. Non è un errore: le tensioni sui componenti sono sfasate e si sommano come vettori, non in modulo. Per questo il circuito ha una tensione totale di V pur con V su un componente.

Se vuoi provarti subito su questo capitolo, la verifica simulata sull’induzione include alternatore, trasformatore e valori efficaci; su RLC, come detto, non c’è ancora una prova dedicata.

Un seguito tipico dello stesso testo: “a quale frequenza il circuito va in risonanza?”. Con gli stessi e :

Vicina ai Hz della rete, ed è per questo che a Hz le due reattanze sono vicine fra loro. In risonanza la corrente salirebbe a A.

Esercizio 2: trasformatore e perdite in linea

Una centrale fornisce kW alla tensione V. Il carico è puramente resistivo (). I cavi di trasporto hanno resistenza totale . Confronta la potenza dissipata nella linea trasmettendo a V e dopo un trasformatore ideale con . Trascura la caduta di tensione nei cavi.

Senza trasformatore. La corrente in linea è

e la potenza persa per effetto Joule:

cioè circa il della potenza prodotta.

Con il trasformatore. La tensione sale a

e, dato che , la corrente in linea scende a

La potenza persa diventa:

meno dello della potenza trasmessa. Il rapporto fra le due perdite è : , come deve essere.

Alla fine un secondo trasformatore, abbassatore, riporta la tensione a V per l’utenza. Il testo di una verifica può chiedere anche il numero di spire: con spire al primario, spire al secondario.

Gli errori che vedo più spesso

1. Usare al posto di nelle formule di corrente e potenza. Se il testo dà ” V” e chiede la potenza, dividi prima per .

2. Sommare le impedenze come resistenze. . Il con la differenza è l’unico modo. Controllo veloce: non può mai essere minore di .

3. Dimenticare il in , o i prefissi di , mH, kHz. Conta le potenze di dieci una per una.

4. Scambiare il verso dello sfasamento. Induttore → corrente in ritardo; condensatore → corrente in anticipo. Se hai e trovi la corrente in anticipo, qualcosa si è ribaltato.

5. Calcolare la potenza con al posto di . , non : l’impedenza comprende le reattanze, che non dissipano.

6. Scordare che il trasformatore lavora solo in alternata. In continua il flusso è costante, nessuna f.e.m. indotta.

Come usare le settimane che mancano

Un ordine che consiglio a chi prepara questa verifica: prima la teoria in una riga per componente (tabella sopra), poi un RLC con numeri tuoi, cambiando ogni volta quale reattanza prevale, infine un esercizio di linea con trasformatore. Per i punti dove la verifica sul capitolo tende a far perdere voti, e cioè il segno di Lenz e la f.e.m. indotta con la derivata, ripassa il post sull’induzione. Il resto si impara facendo girare i conti.

Se vuoi misurarti sulla parte di induzione, la verifica simulata ti dà la risposta corretta di ogni quesito gratis, senza registrazione; la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione. Se dopo la prova l’alternata ti sembra ancora un blocco unico di formule, ne parliamo: nelle ripetizioni di fisica lavoriamo proprio su questi capitoli, e la diagnosi gratuita è su /contatti/.

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