Se fai la quinta superiore e punti a ingegneria o a economia, i TOLC invernali e primaverili e i bandi di Politecnico e Bocconi sono a otto-dieci settimane da oggi. È il momento in cui quasi tutti ripassano matematica e lasciano la comprensione verbale “per dopo”, convinti che sia una sezione che non si studia: si legge e si risponde.
Serve a chi in simulazione sbaglia domande “che sapeva” e a chi vuole sapere cosa aspettarsi. Nel TOLC-I la sezione ha 10 quesiti in 20 minuti, nel TOLC-E 10 quesiti in 30 minuti. In entrambi il punteggio sulle sezioni disciplinari è +1 per risposta corretta, 0 per quella lasciata in bianco, −0,25 per quella sbagliata.
Che cosa misura davvero
Non misura quanto sei bravo in italiano né quello che sai dell’argomento del brano: misura se sai dire che cosa il testo afferma e che cosa ne segue, senza aggiungere nulla di tuo. I brani sono di taglio scientifico o economico, su argomenti su cui hai un’opinione, e l’opinione è il tuo peggior nemico.
Il ragionamento logico lavora su premesse date in poche righe; la comprensione del TOLC-SU e del TOLC-SPS (qui) è su brani umanistici, più lunghi e interpretativi. Qui i brani sono brevi, spesso tecnici, e la risposta si verifica sul testo.
I cinque tipi di domanda
- Informazione esplicita. La risposta è scritta nel brano, magari con parole diverse. Si risolve cercando il passaggio e confrontando: non serve ragionare, serve non fidarsi della memoria.
- Inferenza. La risposta non c’è scritta, ma segue necessariamente da ciò che c’è. “Si può dedurre” significa che deve essere obbligata, non plausibile.
- Idea centrale. Quale affermazione riassume il brano? La risposta giusta copre tutto il testo; quelle sbagliate sono vere ma parziali, o troppo larghe.
- Funzione di una frase. Perché l’autore scrive questa frase? Per introdurre un limite, per dare un esempio, per trarre una conseguenza. Si risponde guardando che cosa fa la frase rispetto a quella prima e a quella dopo.
- Completamento e connettori. Manca una parola o un’espressione (“tuttavia”, “per questo motivo”, “ad esempio”). Si capisce il rapporto logico fra le due parti (contrasto, causa, esempio, aggiunta) e poi si sceglie.
Il tempo: circa due minuti a quesito
Nel TOLC-I sono 2 minuti a quesito (), nel TOLC-E 3 (). La lettura del brano si paga una volta e poi le domande sono veloci: un brano con due domande si chiude in tre-quattro minuti. Se dopo quel tempo stai ancora rileggendo, cerchi una risposta che non c’è: segna il quesito e passa oltre.
Come leggere: domande prima o brano prima?
Leggere prima le domande ti dice cosa cercare, ma rischi di leggere “a caccia” e di perdere il senso complessivo che serve per idea centrale e inferenze. Leggere prima il brano dà il quadro, ma per i dettagli devi rileggere. Io consiglio una via di mezzo: leggi il testo delle domande, non le opzioni, poi il brano una volta con la matita (numeri, nomi, connettori, quantificatori) e infine le opzioni, costruite per tentare chi non ha ancora una risposta in testa.
Le trappole
Le risposte sbagliate non sono casuali. Seguono pochi schemi, sempre gli stessi.
- Vera, ma non detta. L’opzione è un’affermazione corretta sul mondo reale, magari anche ovvia, ma nel brano non c’è. Nella comprensione del testo vale solo ciò che il brano dice o implica.
- Quantificatori e avverbi assoluti. “Sempre”, “mai”, “solo”, “tutti”, “esclusivamente”: se il brano dice “di solito” o “in molti casi”, l’opzione con “sempre” è sbagliata.
- Inversione causa-effetto. Il brano dice che A porta a B, l’opzione dice che B porta ad A.
- Troppo largo o troppo stretto. Nell’idea centrale: l’opzione generalizza oltre il brano, o ne riassume solo un pezzo.
Il mio trucco è il confronto riga per riga: prima di scegliere devo poter indicare dove nel brano sta scritto, o da quali righe segue.
Tre brani svolti
I brani sono originali, scritti per questo post. Provali con il cronometro (circa quattro minuti a brano) e solo dopo leggi la soluzione.
Brano 1: auto elettrica
Negli ultimi dieci anni il costo delle batterie al litio è diminuito in modo marcato, e questo ha reso conveniente l’auto elettrica in un numero crescente di mercati. Il risultato, però, non dipende soltanto dalla tecnologia. Una batteria immagazzina energia, ma l’energia deve essere prodotta e, in molti paesi, buona parte dell’elettricità proviene ancora da centrali a combustibili fossili. Per questo le emissioni complessive di un’auto elettrica dipendono dal modo in cui viene generata l’elettricità che la alimenta: dove la rete è prevalentemente rinnovabile il vantaggio rispetto a un’auto a benzina è netto, dove è prevalentemente a carbone si riduce molto. Anche la fabbricazione della batteria produce emissioni più elevate di quelle di un’auto tradizionale, ma questo svantaggio iniziale si recupera dopo un certo numero di chilometri percorsi.
Quesito 1. Quale affermazione si può dedurre dal brano?
- A) L’auto elettrica inquina sempre meno di un’auto a benzina.
- B) Il vantaggio ambientale dell’auto elettrica dipende da come viene prodotta l’elettricità.
- C) Il costo delle batterie è diminuito perché le centrali sono più pulite.
- D) La fabbricazione di una batteria produce meno emissioni di quella di un’auto tradizionale.
- E) L’auto elettrica è conveniente in tutti i mercati.
Soluzione: B. È quasi parola per parola la frase centrale (“dipendono dal modo in cui viene generata l’elettricità”). A ha “sempre”: con la rete a carbone il vantaggio “si riduce molto”, ma il testo non dice che sparisca. C inventa una causa, D è il contrario dell’ultima frase, E generalizza (“un numero crescente di mercati”, non tutti).
Quesito 2. Nel brano, qual è la funzione della frase “Una batteria immagazzina energia, ma l’energia deve essere prodotta”?
- A) Smentire che il costo delle batterie sia diminuito.
- B) Spiegare perché la sola tecnologia della batteria non basta a determinare il vantaggio ambientale.
- C) Dare una definizione tecnica di batteria.
- D) Introdurre un dato numerico sulle emissioni.
- E) Concludere il ragionamento dell’autore.
Soluzione: B. La frase segue “il risultato non dipende soltanto dalla tecnologia” e ne dà la ragione. A è falsa (il costo è sceso), C e D non c’entrano, E no: il ragionamento prosegue per altre tre frasi.
Brano 2: elasticità della domanda
Quando un’azienda aumenta il prezzo di un prodotto, di solito la quantità venduta diminuisce. Di quanto diminuisca dipende però dall’elasticità della domanda: per i beni di cui i consumatori possono facilmente fare a meno o che possono sostituire con alternative simili, un piccolo aumento di prezzo produce un forte calo delle vendite. Per i beni percepiti come necessari, come alcuni farmaci, la domanda reagisce molto meno. Ne segue che un aumento di prezzo può far crescere il ricavo totale di un’impresa solo se la domanda è poco elastica; se invece è molto elastica, il calo delle vendite supera il guadagno per unità e il ricavo scende. Per questo molte imprese, prima di modificare un listino, cercano di stimare quanto i propri clienti siano sensibili al prezzo.
Quesito 3. Qual è l’idea centrale del brano?
- A) Le imprese non dovrebbero mai aumentare i prezzi.
- B) L’effetto di un aumento di prezzo sul ricavo dipende dalla sensibilità della domanda al prezzo.
- C) I farmaci hanno prezzi più alti degli altri beni.
- D) La quantità venduta aumenta quando il prezzo sale.
- E) L’elasticità della domanda è la stessa per tutti i beni.
Soluzione: B. Riassume tutto il brano, dal prezzo al comportamento delle imprese. A ha “mai” e il testo dice il contrario (con domanda poco elastica il ricavo può crescere); C non è nel testo; D è l’opposto della prima frase; E contraddice il secondo periodo.
Quesito 4. Quale conclusione è coerente con il brano?
- A) Se la domanda di un bene è molto elastica, un aumento di prezzo fa diminuire il ricavo.
- B) Se la domanda è poco elastica, un aumento di prezzo fa sempre diminuire il ricavo.
- C) I farmaci sono sempre venduti a un prezzo più alto dei beni sostituibili.
- D) Le imprese non possono prevedere la reazione dei clienti.
- E) Il ricavo cresce ogni volta che il prezzo aumenta.
Soluzione: A. È il periodo “se invece è molto elastica, il calo delle vendite supera il guadagno per unità e il ricavo scende”. B ed E hanno “sempre”/“ogni volta”; C introduce un confronto di prezzi assente; D va contro l’ultima frase (le imprese “cercano di stimare”).
Brano 3: sondaggi e campioni
Un sondaggio su mille persone può descrivere con buona approssimazione le opinioni di un intero paese, ma solo se il campione è scelto bene. Se gli intervistati vengono reclutati soltanto online, ad esempio, restano esclusi coloro che usano poco internet, e questo gruppo può avere opinioni diverse dal resto della popolazione. In casi del genere si parla di distorsione del campione, ed è un problema che non si risolve aumentando il numero di intervistati: un milione di risposte raccolte nello stesso modo sono sbilanciate quanto mille. ______ gli istituti di ricerca preferiscono campioni più piccoli, ma costruiti in modo che rispecchino la composizione della popolazione per età, sesso e area geografica.
Quesito 5. Quale espressione completa meglio lo spazio vuoto?
- A) Per questo motivo,
- B) Tuttavia,
- C) Inoltre,
- D) Ad esempio,
- E) Al contrario,
Soluzione: A. Quello che segue è la conseguenza: se aumentare le risposte non basta, si punta sulla costruzione del campione. “Tuttavia” e “al contrario” introdurrebbero un contrasto che non c’è, “inoltre” una semplice aggiunta, “ad esempio” un esempio che qui non è.
Quesito 6. Secondo il brano, aumentare il numero di intervistati reclutati soltanto online:
- A) elimina la distorsione del campione.
- B) non elimina la distorsione se il metodo di reclutamento resta lo stesso.
- C) peggiora sempre la distorsione.
- D) rende inutile qualsiasi sondaggio.
- E) è l’unico modo di rappresentare un paese.
Soluzione: B. Il testo dice che il problema “non si risolve aumentando il numero”. A è l’opposto; C è una trappola: “sbilanciate quanto” non vuol dire peggiorate; D ed E estremizzano.
Il conto del punteggio
Con cinque opzioni e −0,25 per errore, rispondere a caso vale zero in media; eliminando due opzioni il valore atteso sale a circa +0,17. Qui eliminare le opzioni con “sempre”, “mai” e “solo” è spesso il primo passo. Dettagli in punteggio TOLC: come si calcola.
Un piano di allenamento per otto-dieci settimane
- Settimane 1-2. Una simulazione completa a freddo, poi rifai solo la comprensione verbale con calma e annota per ogni errore a quale trappola sei caduto.
- Settimane 3-6. Un brano al giorno, cinque giorni a settimana, cronometrato (circa quattro minuti). Per ogni quesito scrivi a margine la riga del brano che giustifica la risposta: è la parte che richiede più tempo e rende di più.
- Settimane 7-8. Due brani di seguito, e una decina di frasi a settimana sui connettori: indica il rapporto logico (causa, contrasto, esempio) prima di guardare le opzioni.
- Ultime settimane. Simulazioni complete con i tempi veri. Aiuta anche leggere ogni giorno un articolo di divulgazione scientifica o economica e riassumerlo in due righe.
Quadro completo: TOLC-I di ingegneria e TOLC-E di economia. Per fare la prima prova e leggerne il risultato c’è simulazione TOLC: come farla e leggere il risultato. Il quadro generale della materia è in test di ammissione.
Prova la simulazione
La simulazione TOLC-I comprende la sezione di comprensione verbale con il punteggio +1/−0,25: la risposta corretta di ogni quesito la vedi gratis a fine prova, la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione. Se vuoi che guardiamo insieme dove perdi punti e come organizzare le prossime settimane, scrivimi per una diagnosi gratuita: partiamo dalle tue risposte, non da un programma generico.