Dopo successioni e limiti, in molti corsi di Analisi Matematica 1 arrivano le serie numeriche: tra ottobre e novembre, e nello scritto della sessione invernale (fra otto e quattordici settimane) un esercizio sulla convergenza di una serie c’è quasi sempre. In molti atenei c’è anche una prova parziale a metà dicembre, cioè fra nove-dieci settimane. I calendari variano da corso a corso, e quello che vale è il tuo programma; ma il momento di fare pratica è adesso, mentre si studia il capitolo, non a ridosso dello scritto.
Il motivo è che le serie sono un argomento di scelta. I criteri sono sei o sette, e ogni esercizio chiede di decidere quale usare. Chi li ha imparati come elenco di enunciati prova a caso e perde tempo; chi ha uno schema di decisione ci mette due minuti. In questo post c’è lo schema e quattro esercizi svolti.
Cosa vuol dire che una serie converge
Data una successione , la serie converge se converge la successione delle somme parziali . Il valore del limite è la somma della serie. Se il limite è la serie diverge, se non esiste è indeterminata.
La prima cosa da ricordare è che per le serie a termini positivi non esiste via di mezzo: o converge o diverge a . Per questo i criteri di confronto funzionano così bene su quelle.
Le serie di riferimento
Quasi tutti gli esercizi si risolvono riconducendo la serie a una di queste due.
Serie geometrica. Per
e diverge (o è indeterminata) per .
Serie armonica generalizzata.
converge se e solo se . Quindi diverge (), diverge (), converge. Il legame con gli integrali impropri è lo stesso: converge proprio per , e questo non è un caso (ne parlo in integrali spiegati bene).
Un esempio minimo per fissare l’idea: con la serie geometrica ha somma . Le somme parziali sono e si avvicinano a senza superarlo. Attenzione a dove parte l’indice: se la serie comincia da invece che da la somma cambia di un termine, e all’esame è un punto perso per distrazione.
I criteri, uno per uno
Condizione necessaria. Se converge, allora . Letta al contrario è utile: se non tende a zero, la serie non converge e hai finito. Ma non vale l’inverso: nella serie armonica eppure la serie diverge. L’errore di concludere “converge perché il termine va a zero” è il più frequente in assoluto.
Confronto. Se e converge, converge anche . Se diverge, diverge anche .
Confronto asintotico. Se e con , le due serie hanno lo stesso comportamento. Si usa quando è una frazione complicata che “assomiglia” a una potenza di : si tengono i termini dominanti.
Rapporto. Se e : con la serie converge, con diverge, con il criterio non decide. Ideale con fattoriali ed esponenziali.
Radice. Se : stesse conclusioni del rapporto, con ancora inconcludente. Ideale quando il termine è una potenza -esima.
Leibniz. Per una serie a segni alterni con : se è decrescente e , la serie converge.
Convergenza assoluta. Se converge , converge anche . Si usa per serie con segno qualsiasi, come quelle con seno e coseno: si maggiora il modulo e si passa al confronto.
Quale criterio uso
| Aspetto del termine | Primo tentativo |
|---|---|
| Diverge: finito | |
| Fattoriali, , , prodotti | Rapporto |
| Tutto elevato a , tipo | Radice |
| Frazione di polinomi o radici | Confronto asintotico con |
| , , limitato al numeratore | Convergenza assoluta e confronto |
| Segni alterni | Leibniz, poi controllo del modulo |
| Si semplifica a una differenza | Telescopica (somme parziali) |
Se il rapporto o la radice danno , non insistere: passa al confronto asintotico.
Esercizio 1: criterio del rapporto
Studiare
Con calcolo
Il limite è : la serie converge. (Si può anche calcolare la somma, che vale 2, ma per decidere la convergenza non serve.) Nota il passaggio: diviso lascia un 2 al denominatore, ed è lì che si sbaglia di fretta.
Prima di passare ai prossimi esercizi, se vuoi allenare la scelta del criterio su domande nuove, la simulazione di Analisi 1 contiene esercizi dello stesso stile: la risposta corretta è gratis, la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione.
Esercizio 2: serie telescopica
Studiare
Si scompone e
Le somme parziali si semplificano a catena:
e . La serie converge e la somma vale 1. Alternativa senza calcolare la somma: , e converge (), quindi per confronto converge anche questa. In un compito scegli il metodo che richiede meno rischi: se ti chiedono “la somma”, la telescopica è obbligata.
Esercizio 3: Leibniz e convergenza assoluta
Studiare, in senso semplice e assoluto,
Convergenza semplice. È a segni alterni con . La successione è decrescente e tende a zero, quindi per Leibniz la serie converge.
Convergenza assoluta. La serie dei moduli è , armonica generalizzata con : diverge.
Conclusione: la serie converge semplicemente ma non assolutamente. È l’esempio tipico da conoscere perché mostra che le due nozioni sono diverse, ed è una domanda d’orale classica.
Un caso in cui Leibniz non si può applicare: sia per pari e per dispari. Allora ma non è decrescente. Nella serie le parti pari valgono , che diverge, mentre quelle dispari (con segno negativo) convergono: la serie diverge. Quindi “il termine va a zero e i segni si alternano” non basta: la monotonia è un’ipotesi vera, non una formalità.
Esercizio 4: convergenza assoluta con il seno
Studiare
Il segno cambia in modo irregolare, quindi Leibniz non c’entra. Uso il modulo, con :
La serie converge, quindi per confronto converge , e per il criterio della convergenza assoluta converge anche la serie di partenza: converge assolutamente. La parte che non devi mai trascurare è l’ordine del ragionamento: prima il modulo e il confronto, poi la conclusione sulla serie originale.
Due esempi in più per esercitare la scelta
Radice. : , converge.
Confronto asintotico. : per grande il termine si comporta come , e . Poiché converge, converge anche questa.
Gli errori che vedo di più
- Concludere “converge” perché . Condizione necessaria, non sufficiente: l’armonica è il controesempio.
- Concludere dal rapporto con limite 1. Se il criterio tace: e danno entrambi 1, ma una diverge e l’altra converge.
- Applicare Leibniz senza controllare la monotonia, come nell’esempio sopra.
- Usare il confronto con segni sbagliati. Il confronto con una serie convergente maggiorante è valido solo se ; maggiorare una serie divergente non dice niente.
- Scambiare convergenza semplice e assoluta. La domanda “converge assolutamente?” richiede di studiare i moduli, che sono un’altra serie.
Se i limiti dei rapporti ti rallentano, riguarda limiti spiegati bene e la gerarchia degli infiniti in successioni: limiti e criteri per la prova, perché quasi tutti i criteri si riducono a un limite di successione.
Come lavoro su questo argomento
Con gli studenti di Analisi 1 faccio partire ogni esercizio dallo stesso passaggio: guardare il termine generale e decidere il criterio prima di calcolare, giustificando la scelta a voce. Poi si scrive la conclusione con l’enunciato esatto usato, perché è quello che il docente corregge. Lavoro online con tavoletta grafica e schermo condiviso. Per il quadro generale c’è la pagina matematica. Se vuoi capire dove stai perdendo punti, scrivimi: la diagnosi è gratuita e senza impegno.