In seconda, sia negli istituti tecnici del settore tecnologico sia nei licei, la termologia si spiega fra novembre e dicembre: scale di temperatura, dilatazione, calore specifico, propagazione del calore e calore latente. La verifica cade di solito fra metà dicembre e gennaio, quindi hai cinque-otto settimane. La propagazione del calore sembra il capitolo “facile” perché ci sono più parole che formule, e proprio per questo si sbaglia: si studia a memoria la definizione di conduzione, poi in verifica arriva un esercizio con , area e spessore e la classe si blocca. Conviene portarsi avanti di un passo rispetto al professore, e questo post serve a quello.
Calore specifico ed equilibrio termico (la regola “calore ceduto uguale a calore assorbito” è il punto dove in verifica si perdono più punti) li ho già trattati in calore specifico ed equilibrio termico, e dilatazione e passaggi di stato in calore latente, dilatazione termica e passaggi di stato. Qui c’è solo l’altro pezzo: come il calore passa da un corpo all’altro.
Calore e temperatura, in due righe
La temperatura dice quanto è agitato in media il materiale di cui è fatto un corpo. Il calore è energia che passa da un corpo a temperatura più alta a uno a temperatura più bassa, e si misura in joule. Se due corpi hanno la stessa temperatura non c’è passaggio di calore. Il calore passa in tre modi, e ciascuno ha le sue regole.
Conduzione: il calore passa attraverso la materia
Nella conduzione l’energia passa da una particella all’altra per urti e vibrazioni, senza che il materiale si muova. Succede soprattutto nei solidi: il manico di un cucchiaino lasciato in una pentola ti scotta le dita anche se il metallo non è fermo da nessuna parte.
Per una lastra di materiale (una parete, un vetro, il fondo di una pentola) vale la legge di Fourier:
con il flusso di calore, cioè l’energia che passa ogni secondo, in watt (W). Gli altri simboli:
- : conducibilità termica del materiale, in ;
- : area della superficie attraversata, in ;
- : differenza di temperatura fra le due facce, in K (oppure in : una differenza ha lo stesso valore);
- : spessore della lastra, in m.
Leggila come una frase: passa più calore se il materiale conduce bene ( grande), se la superficie è grande, se la differenza di temperatura è grande, e meno se la parete è spessa. Due facce che hanno la stessa temperatura non scambiano nulla, perché .
Valori tipici di (sono approssimati, i libri ne danno di leggermente diversi, usa sempre quelli del testo o del problema):
| Materiale | in |
|---|---|
| Rame | circa 400 |
| Acciaio | circa 50 |
| Vetro | circa 0,8 |
| Legno | circa 0,15 |
| Aria (ferma) | circa 0,026 |
Un buon conduttore ha alto, un buon isolante ha basso. L’aria è un isolante eccellente, a patto che resti ferma: per questo i doppi vetri hanno una camera d’aria fra le lastre, e un piumino scalda perché intrappola aria fra le piume. Il rame invece conduce circa 500 volte meglio del vetro e quasi 3000 volte meglio del legno: per questo il fondo delle pentole buone è di rame o di alluminio.
Esercizio 1: il flusso attraverso una finestra
Un vetro ha area , spessore e conducibilità . All’interno ci sono , all’esterno . Calcola il flusso di calore e l’energia che passa in un’ora.
- Differenza di temperatura: .
- Lo spessore va in metri: . Se dimentichi questa conversione sbagli di mille volte. Per le conversioni vedi unità di misura e notazione scientifica.
- Applico la formula:
- In un’ora () l’energia è .
Un watt è un joule al secondo, per questo la potenza per il tempo dà l’energia. Il risultato è alto perché un vetro singolo e sottile è un pessimo isolante: è esattamente il motivo per cui si montano i doppi vetri.
Se vuoi provare subito altri problemi di questo tipo, la verifica di termologia a livello liceo è su /simulazioni/verifiche-liceo/seconda/termologia/: vale anche per chi frequenta un tecnico, perché il programma di termologia in seconda è lo stesso. Ogni domanda ti dice subito se hai risposto bene, la soluzione guidata si sblocca con la prima lezione.
Esercizio 2: quanto tempo ci vuole
Una parete di legno ha area , spessore e . Dentro ci sono , fuori . Quanto tempo serve perché passino di energia?
- e .
- Flusso:
- L’energia è , quindi . Converto :
Controllo di coerenza: se raddoppio lo spessore a il flusso si dimezza () e il tempo raddoppia (, cioè 100 minuti). Se il risultato non rispetta questa proporzionalità, hai invertito qualcosa.
Esercizio 3: una barra di rame
Una barra di rame lunga ha una sezione di e le due estremità sono a e a . Con , quanto vale il flusso di calore?
Qui lo spessore è la lunghezza della barra, e l’area è la sezione. L’insidia è l’area: (un centimetro quadrato è un quadratino di ), quindi .
Per confronto, un’asticella di legno con le stesse dimensioni () lascerebbe passare appena : è la differenza fra un metallo che scotta e un legno che non scotta. Se avessi convertito male l’area (per esempio ) avresti ottenuto 1600 W, cento volte di più.
Convezione: il calore viaggia con il fluido
Nei liquidi e nei gas il calore si propaga soprattutto perché il fluido stesso si muove. Una porzione di fluido scaldata si dilata, diventa meno densa e sale; quella fredda, più densa, scende e prende il suo posto. Si forma così una corrente che trasporta energia da una zona all’altra.
Esempi concreti:
- Termosifone. Scalda l’aria vicina, che sale verso il soffitto; l’aria fredda scende lungo le finestre e arriva al termosifone, e il giro ricomincia. Per questo il termosifone si mette sotto la finestra, dove l’aria è più fredda.
- Brezza marina. Di giorno la terra si scalda più del mare, l’aria sopra la terra sale e dal mare arriva aria più fresca. Di notte il processo si inverte.
- Pentola d’acqua sul fuoco. L’acqua del fondo si scalda e sale, quella più fredda scende.
- Caldaia e impianto a circolazione. L’acqua calda è spinta da una pompa nei tubi: è convezione forzata.
Si distingue infatti la convezione naturale, dovuta solo alle differenze di densità, e quella forzata, in cui qualcosa muove il fluido (una pompa, un ventilatore, il phon, il vento). La convezione forzata scambia calore molto più in fretta, ed è il motivo per cui con il vento senti più freddo. Nella convezione il fluido è libero di muoversi, quindi non succede nel vuoto e quasi non succede nei solidi.
In seconda la convezione è quasi sempre una domanda teorica, non un calcolo: impara bene gli esempi, perché ti chiedono spesso “in quale caso prevale la convezione?”.
Irraggiamento: il calore passa anche nel vuoto
L’irraggiamento è il trasferimento di energia tramite onde elettromagnetiche (nella zona dell’infrarosso, ma anche luce visibile a temperature alte). Non ha bisogno di materia: il calore del Sole ci arriva attraverso il vuoto dello spazio. Anche la stufa che senti sul viso a distanza, quando sposti la mano di lato, ti scalda per irraggiamento e non per l’aria.
Ogni corpo emette radiazione, e più è caldo più ne emette. La potenza emessa da una superficie è data dalla legge di Stefan-Boltzmann:
dove:
- è la costante di Stefan-Boltzmann;
- è l’area della superficie che emette, in ;
- è la temperatura della superficie in kelvin;
- è l’emissività, un numero fra 0 e 1 che dipende dalla superficie.
Per un corpo nero (un oggetto ideale che assorbe ed emette il massimo possibile) . Le superfici scure e opache si avvicinano a questo valore, quelle chiare e lucide hanno piccolo: un tessuto nero assorbe più radiazione solare di uno bianco, ed è per questo che d’estate si preferiscono i vestiti chiari. Una coperta termica dorata e lucida riflette il calore del corpo e lo fa restare dov’è.
Due cose da ricordare. La prima: la potenza dipende da , quindi raddoppiando la temperatura la potenza emessa diventa volte più grande. La seconda: è in kelvin, mai in gradi Celsius. Qui, a differenza della conduzione, la differenza non basta: la formula usa la temperatura assoluta.
Per passare da una all’altra: (o se il problema è preciso). La formula dà la potenza emessa; il bilancio con la radiazione assorbita dall’ambiente è un tema da anni successivi.
Esercizio 4: la potenza irraggiata
Una piastra di area ed emissività è a . Calcola la potenza irraggiata e dimmi quanto diventa se la temperatura assoluta raddoppia.
- In kelvin: .
- (perché e ).
- Applico la formula:
Calcolo a pezzi: ; poi e . Quindi .
- Se raddoppia a la potenza è moltiplicata per :
Attento al testo: raddoppiare la temperatura significa (cioè ), non .
Per vedere quanto conta l’errore dei gradi Celsius, prova con una superficie che passa da a . Chi scrive “la temperatura è raddoppiata, quindi volte” sbaglia: in kelvin si passa da a e il rapporto è , cioè solo il in più.
Gli errori che vedo di più
- Confondere calore e temperatura. “Il ghiaccio è freddo, quindi contiene freddo” non è fisica: il calore va dal corpo più caldo al più freddo, non il contrario.
- Usare i gradi Celsius in Stefan-Boltzmann. In Fourier puoi usare indifferentemente K o per , in Stefan-Boltzmann no: è assoluta.
- Dimenticare l’area (o usare centimetri quadrati senza convertirli). Vale per entrambe le formule, e spesso l’area è il dato che il testo nasconde dentro una figura o in “una finestra di per ”.
- Scrivere lo spessore in millimetri e il resto in metri. Controlla le unità prima di fare il calcolo: se è in , va in metri.
- Dire che la convezione avviene nel vuoto, o che l’irraggiamento ha bisogno dell’aria. È una domanda da verifica frequentissima.
Come usare le settimane che hai
Se la verifica è a metà dicembre o a gennaio, hai tempo. Un ritmo realistico: una sera per la conduzione e la legge di Fourier (rifai gli esercizi 1-3 senza guardare), una per convezione e irraggiamento con gli esempi a memoria e l’esercizio 4, una per il calore specifico e l’equilibrio termico, dove si perdono più punti. Poi fai la verifica di termologia una volta a freddo, solo per sapere dove sei. Più avanti, in quarta, il calore ritornerà nel primo principio: se sei curioso c’è il primo principio della termodinamica, ma per ora non serve.
Se vuoi una mano a prepararla, la fisica che seguo la trovi su /materie/fisica/, e la diagnosi gratuita è su /contatti/.