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Voto di condotta: 5 e 6 cosa cambia con la legge 150

Cosa succede con 5 o 6 in condotta alle superiori dopo la legge 150: non ammissione, elaborato di educazione civica, credito e cosa può fare la famiglia.

di Gaetano Livornese

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Metà ottobre 2026: a scuola siete nelle prime settimane del primo quadrimestre, e il primo scrutinio con il voto di condotta arriva fra dicembre e gennaio, fra otto e dodici settimane. Questo post riguarda tutte le scuole secondarie di secondo grado, licei, tecnici e professionali, dalla prima alla quinta. Lo scrivo adesso perché le regole sulla condotta sono cambiate nel 2024 e molte famiglie le conoscono solo per sentito dire: “con il cinque ti bocciano”, “con il sei devi fare un tema”. C’è del vero, ma i dettagli contano, e conviene conoscerli prima di dicembre, non dopo.

Una premessa: non è una novità. Il 2026/27 è la terza tornata di scrutini con queste regole, quindi sono a regime. E non c’è bisogno di allarmarsi: la grande maggioranza dei ragazzi ha una condotta tra 8 e 10 e di tutto questo non sentirà mai parlare. Serve però sapere cosa succede nei casi di 5 e di 6.

Cosa dice la legge

La Legge 1 ottobre 2024 n. 150, in vigore dal 31 ottobre 2024, ha cambiato il peso del voto di condotta nella secondaria di secondo grado. In pratica:

  • Con 5 in condotta lo studente non è ammesso all’anno successivo o all’esame di Stato, anche se tutte le altre materie sono sufficienti.
  • Con 6 in condotta il giudizio viene sospeso fino a settembre: lo studente deve presentare e discutere un elaborato critico di educazione civica, sul tema della cittadinanza attiva. Se si tratta della quinta, l’elaborato si discute durante il colloquio dell’esame di Stato.
  • Se l’elaborato manca, o è insufficiente, c’è la non ammissione.
  • Il credito scolastico massimo della fascia si può attribuire solo con condotta pari o superiore a 9. Il credito scolastico vale fino a 40 punti sul triennio, ripartiti in 12, 13 e 15.

L’attuazione di dettaglio è nell’OM 67 del 31 marzo 2025 e nel DPR del 24 settembre 2025. Se la vostra scuola vi sottopone una situazione specifica, quei due testi sono il riferimento.

Un punto che conta: la decisione resta al consiglio di classe, che deve motivarla. Non c’è un automatismo che scatta da una nota o da una somma di assenze. Il voto di condotta è un giudizio collegiale, e va giustificato.

Cosa conta davvero nel voto di condotta

Il voto non è un’impressione. Ogni istituto ha dei criteri scritti nel regolamento d’istituto, e la griglia di valutazione della condotta di solito guarda quattro cose:

  1. Comportamento e rispetto delle regole: puntualità, uso del cellulare, rispetto di compagni, docenti, personale e ambienti.
  2. Note e provvedimenti disciplinari: quante, di che gravità, se sono rimaste episodi isolati o si sono ripetute.
  3. Frequenza: assenze, ritardi, uscite anticipate, giustificazioni portate in tempo.
  4. Partecipazione e responsabilità: come sta in classe, se rispetta le consegne, come si comporta nei progetti e nelle uscite.

Non esiste una soglia universale di note. Nei regolamenti che ho visto, il passaggio da un voto all’altro dipende dalla gravità e dalla ripetizione, non dal conteggio. Per questo l’unico modo di sapere come funziona nella scuola di vostro figlio è chiedere la griglia.

Come si arriva a un 6 o a un 5

Nella pratica, un voto basso in condotta quasi mai arriva all’improvviso. Il percorso tipico è graduale:

  • Una serie di richiami verbali, poi note sul registro, per motivi simili (disturbo, ritardi, telefono).
  • Un episodio più serio, magari una sospensione, che segnala che il quadro si è aggravato.
  • Un andamento di assenze e ritardi che non si corregge.
  • Un atteggiamento che non cambia dopo i colloqui.

Il punto è che, se segue le tappe, la famiglia ha quasi sempre dei segnali con settimane o mesi di anticipo. Un 5 secco, senza alcun segnale precedente, è molto raro; se vi trovate in quella situazione, merita un confronto formale con la scuola, perché la motivazione deve esserci.

Il 5 a dicembre, poi, non significa automaticamente non ammissione a giugno: il voto del primo quadrimestre è una fotografia a quel momento, e c’è tutto il secondo quadrimestre per cambiarla. Quello che conta è come si arriva allo scrutinio finale.

Cosa può fare la famiglia

Non serve un avvocato per la maggior parte delle situazioni: serve informazione e un colloquio fatto bene. Passi concreti, in ordine.

  1. Chiedete i criteri. Il regolamento d’istituto e la griglia di valutazione del comportamento sono documenti della scuola, di solito sul sito o in segreteria. Leggeteli prima che sorga il problema.
  2. Parlate con il coordinatore di classe. Non a ridosso dello scrutinio, ma a ottobre-novembre, se vedete le prime note. Chiedete: “Cosa deve cambiare perché la condotta non peggiori?”. Meglio ancora: “Cosa vi aspettate nelle prossime quattro settimane?”. Un obiettivo preciso aiuta il ragazzo più di una minaccia generica. Per come impostare il colloquio vi rimando a colloqui con i professori: cosa chiedere.
  3. Rileggete il patto di corresponsabilità. È il documento che la famiglia ha firmato a inizio anno, e fissa gli impegni reciproci. Se serve un riferimento neutro in un colloquio difficile, è quello.
  4. Parlate con vostro figlio prima di arrivare a scuola. Capire cosa è successo dal suo punto di vista, senza difendere e senza processare, è metà del lavoro. Spesso dietro un comportamento c’è un conflitto con un compagno, un professore con cui non funziona, un periodo difficile.
  5. Tenete traccia. Note, comunicazioni, risposte ai colloqui: una cronologia scritta evita discussioni su cosa è stato detto e quando.

Una precisazione di ruolo: io sono un tutor, non un legale. Se la situazione porta a un provvedimento che ritenete ingiusto e valutate un ricorso, la strada è rivolgersi a un avvocato, che può leggere gli atti e dirvi quali termini e quali strade esistono. Non è qualcosa che si improvvisa leggendo un blog.

L’elaborato di educazione civica con il 6

Se vostro figlio ha 6 in condotta alla fine dell’anno, il giudizio è sospeso e a settembre deve presentare e discutere un elaborato critico di educazione civica, legato alla cittadinanza attiva. Se è in quinta, la discussione avviene in sede di colloquio all’esame di Stato.

Due cose da sapere. Primo, non è una punizione scritta: è un lavoro di riflessione, in cui lo studente deve mostrare di aver capito il senso di ciò che è andato storto e di saper collegarlo a temi di cittadinanza. Secondo, un elaborato assente o insufficiente porta alla non ammissione, quindi va preso sul serio, anche se a luglio sembra lontano.

Come prepararsi, in pratica:

  • Scegliere un tema che c’entri. Non un tema scelto a caso: uno che dialoghi con quello che è successo (rispetto delle regole, responsabilità nella comunità scolastica, uso consapevole degli strumenti digitali, convivenza). L’elaborato è più convincente quando c’è un filo fra la storia dello studente e la riflessione.
  • Partire dal programma di educazione civica. L’insegnamento vale 33 ore annue (L. 92/2019), quindi la scuola ha già indicato dei nuclei tematici: costituzione, sviluppo sostenibile, cittadinanza digitale. Chiedete al coordinatore di educazione civica i criteri di valutazione.
  • Lavorare con anticipo. Non a fine agosto. Un elaborato scritto e rivisto in più passaggi, con un professore che lo legge, ha un’altra qualità.
  • Prepararsi a discuterlo a voce. Alla discussione conta quanto lo studente sa spiegare il proprio ragionamento, non solo il testo scritto. Provate a farvelo raccontare a voce, senza leggere: se lo sa dire in tre minuti, ha capito.

Cosa significa per il credito scolastico

Qui c’è una conseguenza meno vistosa ma reale. Il credito scolastico, cioè i punti che entrano nel voto finale della maturità, vale fino a 40 punti sul triennio, 12 in terza, 13 in quarta, 15 in quinta. Ogni anno il credito si colloca in una fascia determinata dalla media dei voti, e all’interno della fascia il consiglio di classe attribuisce il punteggio più basso o quello più alto.

Con le nuove regole il massimo della fascia si può dare solo con condotta pari o superiore a 9. Con un 8 in condotta, anche con una media eccellente, il consiglio non può assegnare il massimo. Non è una catastrofe: parliamo di un punto o poco più. Ma sommati su tre anni, quei punti pesano sul voto di maturità, e vale la pena saperlo prima di decidere che “tanto è solo un otto”.

Il quadro di insieme

Un modo semplice di vedere le soglie:

CondottaCosa comporta (secondaria di II grado)
9 o 10Nessun vincolo; credito massimo di fascia possibile
7 o 8Ammissione normale; credito massimo di fascia non attribuibile
6Giudizio sospeso, elaborato di educazione civica a settembre
5Non ammissione all’anno successivo o all’esame di Stato

I valori 7 e 8 non comportano conseguenze formali oltre al credito, ma sono il segnale che qualcosa non va, e conviene trattarli come tali.

Se vi serve un confronto con altre regole numeriche della bocciatura, ne ho scritto in quante insufficienze per essere bocciati: la condotta è un criterio a sé, che si aggiunge ai voti e non si compensa con essi.

Se è l’ultimo anno

In quinta, le regole pesano di più perché si intrecciano con la maturità. Con 5 in condotta non si è ammessi all’esame; con 6, l’elaborato si discute al colloquio. Chi è in quinta ha già un calendario fitto: se volete vedere come incastrare tutto, ho messo il quadro in quinto anno, il piano per la maturità da settembre. Il consiglio per la quinta è di parlare con il coordinatore molto presto, a ottobre, e non a ridosso dello scrutinio di gennaio.

La cosa che serve davvero

Quasi sempre, dietro una condotta che scende, c’è una difficoltà che non è di condotta: un ragazzo che non segue perché è rimasto indietro, e che si annoia o si agita perché non capisce. Ho visto studenti in difficoltà in matematica o fisica che a un certo punto iniziano a disturbare, e la nota arriva prima della diagnosi. In questi casi, lavorare sul vero problema, cioè le lacune e il metodo, spesso sistema anche il comportamento, perché chi capisce quello che si fa in classe non ha bisogno di distrarsi. Sulla pagina di matematica trovate come imposto questo lavoro.

Se volete parlarne, scrivetemi dalla pagina contatti: una diagnosi gratuita serve a capire se dietro il comportamento di vostro figlio c’è una lacuna da colmare, e che cosa fare nelle settimane che mancano allo scrutinio. Per tutto il resto, i riferimenti sono il regolamento della vostra scuola e, se serve, un legale.

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