Il quinto anno ha una caratteristica che gli altri quattro non hanno: la scadenza è fissa e non si sposta. La prima prova della maturità 2027 è mercoledì 16 giugno, la seconda giovedì 17 giugno — le ha fissate l’ordinanza ministeriale n. 106 del 10 giugno 2026, quindi sono date già certe mentre tu stai ancora comprando i libri. Tutto il resto dell’anno si organizza a ritroso da lì.
Il problema che vedo ogni anno in lezione non è la mancanza di impegno: è che il piano parte a marzo. A marzo il programma di quinta non è finito, le verifiche del pentamestre pesano più di quelle del trimestre, e il tempo per ripassare i quattro anni precedenti semplicemente non c’è più. Questa guida serve a evitarlo: le tappe reali dell’anno, cosa cambia in base al tuo indirizzo, e un piano per periodi che si può cominciare oggi.
Le tappe dell’anno, in ordine
Segnale queste sul calendario adesso, prima che diventino urgenze.
- Settembre–dicembre: le verifiche del primo periodo. Nelle scuole a trimestre lo scrutinio è a metà dicembre; in quelle a quadrimestri arriva tra fine gennaio e inizio febbraio. È il periodo in cui si costruisce il credito scolastico del quinto anno, che pesa nel monte di 40 punti accumulati fra terza, quarta e quinta. Un 6 stiracchiato a dicembre vale meno di quanto sembra a giugno.
- Fine gennaio 2027: il decreto materie. È il documento che decide la materia della seconda prova per ogni indirizzo, le quattro discipline del colloquio e le materie affidate ai commissari esterni. È atteso entro fine gennaio (nel 2026 uscì con il DM 13 del 29 gennaio). Fino a quel giorno nessuno può dirti con certezza cosa esce — chi te lo dice a ottobre sta indovinando.
- Marzo 2027: le prove INVALSI di quinta (grado 13). Il calendario 2027 non è ancora pubblicato; la finestra attesa è marzo (nel 2026 andò dal 2 al 31 marzo). Sono Italiano, Matematica e Inglese, con l’inglese diviso in reading e listening su due livelli, B1 e B2. Punto importante e spesso frainteso: per l’ammissione conta la partecipazione, non il risultato. Non si “passano” e non si “bocciano”: non svolgerle, però, ti blocca l’ammissione.
- Febbraio e maggio: le simulazioni di prima e seconda prova. Quasi tutte le scuole ne fanno una a febbraio e una a maggio, in condizioni reali (sei ore, stessa struttura della prova vera).
- 15 maggio: il documento del consiglio di classe. Fotografa il programma effettivamente svolto: è il testo su cui si costruiscono le domande del colloquio, e conviene leggerlo davvero invece di archiviarlo.
- 16–17 giugno: le prove scritte, con il colloquio nelle settimane successive. Al liceo artistico la seconda prova prosegue il 18 e il 19; musicale e coreutico si articolano su due giorni.
Sul punteggio finale, che a settembre quasi nessuno ha chiaro: 40 punti al massimo di credito, più 20 per la prima prova, 20 per la seconda e 20 per il colloquio. Un candidato con 32 di credito che prende 14, 13 e 16 chiude a 75. Il bonus (fino a 3 punti) è a discrezione della commissione ma solo se hai già almeno 90 punti fra credito e prove, e la lode richiede 100 punti raggiunti senza ricorrere al bonus. Tradotto: il credito costruito da settembre a maggio vale più di qualsiasi accelerata dell’ultimo mese.
Cosa cambia in base all’indirizzo
La seconda prova è l’unica parte dell’esame davvero diversa da scuola a scuola. Quello che segue è il quadro dell’anno scorso, che è il riferimento più solido finché non esce il decreto di gennaio.
| Indirizzo | Seconda prova | Cosa tenere aperto fino a gennaio |
|---|---|---|
| Scientifico e scienze applicate | Matematica o fisica | Negli anni recenti è toccata a matematica, ma fisica resta possibile: non abbandonare l’elettromagnetismo |
| Classico | Latino o greco | Nel 2026 è uscito latino, nel 2025 latino, nel 2024 greco: l’alternanza non è una regola, si preparano entrambe |
| Scienze umane (LSU) | Scienze umane | Trattazione su documenti + 2 quesiti su 4 |
| Economico-sociale (LES) | Diritto ed economia politica | Ammessi Costituzione e Codice civile non commentati |
| Linguistico | Lingua e cultura straniera, slot 1 o 3 | Il decreto nomina lo slot, non la lingua: quale sia dipende dal piano di studi della tua scuola. Lingua 1 nel 2023, 2025 e 2026, ma Lingua 3 nel 2024: allenarsi solo sull’inglese è la scommessa che ogni tanto salta |
| Tecnici (AFM, SIA) | Economia aziendale | Caso aziendale con dati a scelta, 6 ore |
| Tecnici (Informatica e TLC) | Nel 2026 Sistemi e reti, nel 2025 Informatica | Le due si alternano: si portano avanti entrambe |
Due cose valgono per tutti. La prima: al classico la prova è un brano di 10–12 righe con pre-testo e post-testo in italiano, traduzione più tre quesiti, sei ore, dizionario ammesso; la griglia è su 20 punti (comprensione 6, morfosintassi 4, lessico 3, resa in italiano 3, quesiti 4) e la sufficienza è 12/20. La seconda: al classico, al linguistico, alle scienze umane (LSU) e all’artistico matematica e fisica hanno due ore a settimana nel triennio, quindi ogni argomento si vede una volta sola. Non è materia di seconda prova, ma resta materia di ammissione e spesso di colloquio: lì il debito di quinta si forma in silenzio, di solito sui limiti a gennaio.
I requisiti di ammissione da presidiare adesso
Non è burocrazia: ogni anno qualcuno arriva a maggio scoprendo di essere scoperto su uno di questi punti.
- Frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale.
- Sufficienza in tutte le discipline; il consiglio di classe può ammettere con un’insufficienza, ma con delibera motivata — non è un diritto.
- Voto di condotta almeno 6.
- Partecipazione alle prove INVALSI (dal 2026 gli esiti confluiscono nel Curriculum dello studente).
- Formazione scuola-lavoro (ex PCTO): 90 ore nei licei, 150 nei tecnici, 210 nei professionali. Se ti mancano ore, settembre è il mese per recuperarle, non aprile.
Sul colloquio: verte sulle quattro discipline fissate dal decreto di gennaio, più formazione scuola-lavoro ed educazione civica, e parte dal Curriculum dello studente. Il rifiuto di sostenerlo o la scena muta comportano il non superamento dell’esame. La commissione è a cinque membri (presidente esterno, due commissari esterni, due interni): per il 2027 è la seconda applicazione di questa formula, non una novità dell’ultimo minuto.
Il piano per periodi, da settembre a giugno
Settembre–ottobre. Recupera il quarto anno prima che serva. In matematica lo scoglio di ottobre sono i limiti e gli asintoti, che poggiano su goniometria, esponenziali e logaritmi fatti l’anno prima: se quelli sono traballanti, non sono i limiti a non venire. Se hai il dubbio, un’ora di verifica su formule goniometriche ti dice subito da che parte stai. In fisica si parte con l’induzione elettromagnetica, e il segno di Lenz è il classico errore che poi resta per tutto l’anno.
Novembre–dicembre. Derivate in matematica; in fisica si chiude l’induzione (autoinduzione, alternatore, circuiti RL e RLC) e da dicembre partono le equazioni di Maxwell e le onde elettromagnetiche, che proseguono in gennaio. Al classico, al linguistico e allo scienze umane si arriva intanto al calcolo dei limiti. Qui l’obiettivo è il voto del primo periodo, che è credito. Chi punta a un test di ammissione (TOLC, Bocconi, i politecnici) deve decidere adesso se dare la prova invernale o quella estiva: sono due calendari di studio diversi, non lo stesso piano spostato.
Gennaio. Esce il decreto materie. Il giorno dopo, il piano cambia: si concentra il lavoro sulla materia della seconda prova e sulle quattro discipline del colloquio. È anche il mese dello scrutinio del primo quadrimestre nelle scuole a due periodi.
Febbraio–marzo. Prima simulazione di seconda prova e INVALSI. È il momento giusto per iniziare il ripasso strutturato, non a maggio: in matematica lo studio di funzione completo e gli integrali indefiniti, al classico gli autori del quinto anno in lingua. In fisica il programma è ancora sulle onde elettromagnetiche e sullo spettro; la relatività ristretta arriva di norma fra marzo e aprile.
Aprile–maggio. Integrali definiti, volumi di rotazione, equazioni differenziali; in fisica si chiude la relatività ristretta e arriva la fisica quantistica. Sono argomenti che arrivano tardi e restano poco esercitati, e sono esattamente quelli che compaiono nei quesiti. Seconda simulazione, documento del 15 maggio, e prime tracce di collegamento per il colloquio.
Giugno. Ripasso a ritroso: prove, non teoria. Nelle ultime due settimane si guadagna più rifacendo una traccia intera cronometrata che rileggendo un capitolo.
Cosa vuol dire “essere pronti” su un quesito
Facciamo un esempio concreto, perché “ripassare gli asintoti” non vuol dire niente finché non lo si mette su carta. Cerchiamo l’asintoto obliquo di
Primo passo, il coefficiente angolare:
Secondo passo, l’intercetta — ed è qui che si perdono i punti, perché in molti si fermano a :
L’asintoto obliquo è quindi . Tre righe, due limiti, nessuna intuizione: o l’hai fatto venti volte e ti esce in due minuti, o in sede d’esame ci perdi un quarto d’ora. La differenza fra “so come si fa” e “lo so fare in tempo” è tutta qui, ed è la ragione per cui il ripasso del quinto anno si fa con la penna in mano.
Lo stesso vale in fisica. La domanda “quanto vale la f.e.m. indotta” si risolve sempre allo stesso modo — scrivere il flusso, derivarlo rispetto al tempo, mettere il segno meno — e chi si blocca di solito non ha problemi di elettromagnetismo, ma con la derivata di una funzione composta. Se l’elettromagnetismo è il tuo punto debole, ho scritto una guida dedicata su elettromagnetismo per la maturità; per lo studio di funzione lo schema completo è in studio di funzione passo passo.
Come usare le simulazioni (e quando iniziare)
Una simulazione fatta a maggio serve a misurare l’ansia. Una fatta a febbraio serve a costruire il piano. Consiglio sempre lo stesso schema:
- Una prova completa entro febbraio, cronometrata, sei ore, senza interruzioni e senza consultare nulla. Serve a scoprire dove finisce il tempo, non a prendere un bel voto.
- Correzione con la griglia ministeriale, non “a occhio”: la seconda prova si valuta su quattro indicatori (comprendere, individuare, sviluppare, argomentare) e la sufficienza è 12/20. Molti studenti scoprono qui che perdono punti sull’argomentare, cioè sullo spiegare i passaggi, non sul calcolo.
- Ripasso mirato sugli errori emersi, per argomento, prima di rifare una prova intera.
- Una seconda prova completa a maggio, per verificare che quei buchi siano chiusi.
Sul sito trovi le simulazioni di maturità organizzate per prova: cinque simulazioni complete della seconda prova di matematica in stile ministeriale, con due problemi e otto quesiti, sei ore e voto stimato in ventesimi, più tre della seconda prova di fisica per lo scenario “nel caso esca fisica”. Sono gratuite e senza registrazione: la risposta corretta di ogni quesito è gratis, la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione. Anche solo il voto stimato, però, ti dice a febbraio quello che altrimenti scopriresti a giugno.
Gli errori tipici del quinto anno
- Aspettare il decreto di gennaio per iniziare a studiare. Il programma del quinto anno è lo stesso qualunque cosa esca: il decreto sposta le priorità, non la data d’inizio.
- Trattare l’INVALSI come una formalità e poi saltarla. È requisito di ammissione: l’unico modo per sbagliarla davvero è non presentarsi.
- Trascurare le materie “che tanto non escono”. Servono per l’ammissione e per il credito, e il colloquio può toccarle comunque.
- Ripassare rileggendo. Rileggere dà la sensazione di sapere; rifare un esercizio a libro chiuso dà l’informazione vera.
- Rimandare il recupero delle ore di formazione scuola-lavoro. A maggio diventa un problema di ammissione, non di organizzazione.
- Preparare il colloquio come una scaletta di collegamenti a memoria. Si parte dal Curriculum e dai materiali della commissione: se il percorso è imparato a pappagallo, la prima domanda fuori copione lo demolisce.
Come lavoriamo
Con gli studenti di quinta il primo incontro serve a fare l’inventario: cosa manca del quarto anno, dove si è già indietro sul programma di quinta, quali sono i vincoli di ammissione ancora aperti. Da lì il piano si costruisce sui periodi che ho descritto sopra, con una simulazione completa entro febbraio e una a maggio, corrette con la griglia vera.
Le lezioni sono online, uno-a-uno, 40 € l’ora oppure 360 € per un pacchetto di 10 ore (36 €/h), che su un anno intero è la formula che usa quasi tutti. Se l’ansia da esame è la parte più pesante, vale la pena affrontare anche quella: ne ho scritto in gestire l’ansia da verifica.
Se vuoi capire da dove partire nel tuo caso, il modo più rapido è provare una simulazione di seconda prova e poi prenotare una diagnosi gratuita: mi dici l’indirizzo, il periodo della tua scuola e come è andato il quarto anno, e ti dico onestamente quanto lavoro serve e in che ordine. Trovi anche il programma completo delle ripetizioni di matematica e di fisica se vuoi vedere come strutturo il percorso del quinto anno.