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Scritture di assestamento: ratei, risconti e ammortamento

Ratei, risconti, ammortamento e fatture da ricevere: come si fanno le scritture di assestamento in partita doppia, con tre esercizi svolti passo passo.

di Gaetano Livornese

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Le scritture di assestamento (ratei, risconti, ammortamento, fatture da emettere e da ricevere) in classe arrivano dopo Natale: oggi in terza AFM e SIA si fanno acquisti, vendite e IVA, poi immobilizzazioni, personale e finanziamenti, e l’assestamento viene verso gennaio-marzo, seguito di solito da un’esercitazione contabile lunga, due ore. Scrivo questo articolo adesso perché è il momento giusto per chi vuole arrivarci con la partita doppia già solida: un buco su acquisti e vendite a novembre si paga ad aprile, perché l’assestamento riusa gli stessi conti, solo con un’idea in più.

Quell’idea in più è una sola, ed è quasi tutto il capitolo: ogni costo e ogni ricavo va attribuito all’esercizio a cui appartiene, non a quello in cui è passato il denaro. Qui trovi perché si assesta, le quattro famiglie di scritture, la formula per calcolare un rateo o un risconto, e tre esercizi con le scritture in tabella. Do per scontato che tu sappia già cosa sono dare e avere: se non è così, parti da la partita doppia spiegata facile, che è il prerequisito.

Perché si assesta: competenza e manifestazione finanziaria

Una scrittura in partita doppia di solito nasce quando succede qualcosa di finanziario: un pagamento, un incasso, una fattura. Ma il reddito di un esercizio non si calcola contando i soldi passati: si calcola con i costi e i ricavi di competenza, cioè quelli che riguardano davvero quel periodo.

Due esempi. Il 1° ottobre paghi un anno di assicurazione: il denaro è uscito tutto in questo esercizio, ma solo tre mesi di copertura (ottobre, novembre, dicembre) sono di competenza di questo esercizio, gli altri nove del prossimo. Oppure hai un finanziamento con gli interessi pagati a marzo e a settembre: il 31 dicembre non hai pagato niente, ma gli interessi di ottobre, novembre e dicembre sono già maturati, sono un costo di questo esercizio anche se si pagheranno dopo.

Il 31 dicembre quindi, prima di chiudere, si fa il giro dei conti e si correggono questi scarti tra competenza economica e manifestazione finanziaria. Sono le scritture di assestamento: vengono dopo la situazione contabile, prima dell’epilogo e della chiusura dei conti, e alimentano lo Stato patrimoniale e il Conto economico.

Le quattro famiglie di scritture

I libri le raggruppano in modi un po’ diversi (alcuni mettono l’ammortamento fra le integrazioni), ma i casi sono questi quattro, e cambia l’etichetta, non la scrittura.

  1. Completamento. Manca la registrazione di un fatto già avvenuto: ratei attivi e passivi, fatture da emettere e da ricevere.
  2. Integrazione. Costi di competenza che non hanno avuto alcuna manifestazione, come l’accantonamento per il trattamento di fine rapporto (qui è solo un cenno: lo vedi con il personale).
  3. Rettifica. Qualcosa è stato registrato in eccesso e va tolto per la parte non di competenza: risconti attivi e passivi, rimanenze finali.
  4. Ammortamento. Un bene che dura più esercizi (un macchinario, un impianto) ha un costo che si ripartisce tra gli anni di utilizzo.

La distinzione che conta davvero è tra ratei e risconti, perché è dove si sbaglia.

Ratei e risconti: la differenza in una domanda

Il rateo e il risconto riguardano entrambi un costo o un ricavo a cavallo di due esercizi. Si distinguono dal momento in cui passa il denaro rispetto al 31 dicembre:

  • Rateo: il denaro passerà dopo (pagamento o incasso nell’esercizio successivo), ma una parte è già di competenza di questo esercizio. È un costo o un ricavo da aggiungere.
  • Risconto: il denaro è già passato prima (pagamento o incasso in questo esercizio), ma una parte è di competenza del prossimo. È un costo o un ricavo da togliere, cioè da rinviare.

Poi ci sono gli aggettivi, che dicono se la posta è di costo o di ricavo:

VoceCos’èConto
Rateo attivoricavo di competenza, incasso nel prossimo eserciziocredito (Ratei attivi)
Rateo passivocosto di competenza, pagamento nel prossimo eserciziodebito (Ratei passivi)
Risconto attivocosto già pagato, di competenza del prossimo eserciziocredito (Risconti attivi)
Risconto passivoricavo già incassato, di competenza del prossimo eserciziodebito (Risconti passivi)

La domanda da farsi, sempre la stessa, prima di scegliere: è già passato il denaro? Se sì, è un risconto. Se no, è un rateo. Poi: è un costo o un ricavo? Se è un costo che ho pagato in anticipo, ho un risconto attivo, perché ho un diritto a goderne più avanti.

Come si calcola la quota

Si tratta di una proporzione tra tempi. Chiamando la durata totale del contratto e il periodo che riguarda l’esercizio giusto:

  • Per un rateo è il periodo già maturato nell’esercizio che si chiude.
  • Per un risconto è il periodo di competenza dell’esercizio successivo.

I tempi si misurano in mesi, o in giorni se il testo lo dice. Per gli interessi su un finanziamento al tasso annuo per anni, la quota è . Usa il criterio del tuo libro e dichiaralo nella soluzione.

Le scritture

Le scritture sono sempre le stesse quattro: ognuna tocca un conto economico e un conto patrimoniale.

CasoDareAvere
Rateo attivoRatei attiviricavo (es. Interessi attivi)
Rateo passivocosto (es. Interessi passivi)Ratei passivi
Risconto attivoRisconti attivicosto (es. Premi assicurativi)
Risconto passivoricavo (es. Fitti attivi)Risconti passivi

Lo schema: il rateo aggiunge un costo o un ricavo (costo in Dare, ricavo in Avere); il risconto toglie, quindi il conto economico va nella sezione opposta a quella naturale (costo in Avere, ricavo in Dare).

Fatture da emettere e da ricevere

Sono scritture di completamento. Se entro il 31 dicembre hai consegnato merce a un cliente ma la fattura parte a gennaio, il ricavo è di quest’anno: Dare Fatture da emettere, Avere Merci c/vendite. Se hai ricevuto merce e la fattura del fornitore non è ancora arrivata, il costo è di quest’anno: Dare Merci c/acquisti, Avere Fatture da ricevere. L’IVA, a questo punto, non c’è ancora: nasce con la fattura, che a gennaio verrà registrata nel modo ordinario. Per questo negli esercizi che seguono ignoro l’IVA, come si fa di norma in assestamento: se il tuo docente la tratta in modo diverso, segui lui.

L’ammortamento

Un macchinario non si consuma tutto nell’anno in cui lo compri: dura per anni, quindi il suo costo si ripartisce sugli esercizi in cui serve. Con il metodo a quote costanti:

La quota annua non riduce il conto del macchinario ma alimenta un conto a parte, il Fondo ammortamento (metodo indiretto, il più usato): si scrive Dare Ammortamento macchinari (un costo, va nel Conto economico), Avere Fondo ammortamento macchinari. Nello Stato patrimoniale il macchinario resta al costo storico e il fondo si sottrae: la differenza è il valore contabile netto. Se compri il bene a metà anno, la prima quota si calcola in ragione dei mesi di utilizzo (qualche libro usa una regola diversa per il primo anno: segui il tuo). I terreni non si ammortizzano.

Una nota per non fare confusione: nel post sulla rata di un mutuo “ammortamento” significa restituire gradualmente un debito (il piano di ammortamento); qui significa ripartire il costo di un bene su più esercizi. Stessa parola, due concetti diversi.

Tre esercizi svolti

In tutti e tre l’IVA è ignorata. Gli importi sono dati contabili da esercizio.

1. Risconto attivo su un’assicurazione

Il 1° ottobre l’azienda ha pagato con bonifico un premio annuale di assicurazione di 2.400 €, valido dal 1° ottobre al 30 settembre dell’anno dopo, registrandolo tutto tra i costi. Fai la scrittura di assestamento al 31 dicembre.

Ragionamento. Il denaro è passato prima del 31 dicembre: è un risconto. È un costo pagato in anticipo: risconto attivo. Competenza di questo esercizio: 3 mesi (ottobre, novembre, dicembre). Competenza del prossimo: 9 mesi.

Scrittura al 31 dicembre:

ContoDareAvere
Risconti attivi1.800,00
Premi assicurativi1.800,00
Totale1.800,001.800,00

Il costo di competenza dell’esercizio è €, cioè . Torna. I 1.800 € entrano nello Stato patrimoniale tra le attività.

Il 1° gennaio, alla riapertura, si storna il risconto (Dare Premi assicurativi 1.800, Avere Risconti attivi 1.800): il costo torna all’esercizio a cui appartiene.

Se vuoi provare un compito completo di economia aziendale, c’è la seconda prova di economia aziendale: non c’è ancora un simulatore dedicato alle sole scritture di assestamento, quello è il più vicino come tipo di esercizio. La risposta corretta di ogni quesito è gratis, la soluzione guidata si sblocca con la prima lezione.

2. Rateo passivo su interessi di un finanziamento

L’azienda ha un finanziamento bancario di 50.000 € al tasso del 6% annuo. Gli interessi si pagano ogni sei mesi in via posticipata, il 31 marzo e il 30 settembre. Fai la scrittura al 31 dicembre.

Ragionamento. L’ultimo pagamento è del 30 settembre. Il prossimo sarà il 31 marzo, quindi il denaro passerà dopo il 31 dicembre: è un rateo. È un costo (interessi) di competenza di questo esercizio non ancora pagato: rateo passivo. Mesi maturati: ottobre, novembre, dicembre, cioè 3.

Scrittura al 31 dicembre:

ContoDareAvere
Interessi passivi su finanziamenti750,00
Ratei passivi750,00
Totale750,00750,00

Il costo va nel Conto economico, il debito tra le passività. Il 1° gennaio si storna il rateo (Dare Ratei passivi, Avere Interessi passivi, 750 €). Il 31 marzo, pagando gli interessi di sei mesi, €, si scrive Dare Interessi passivi 1.500, Avere Banca 1.500: nell’esercizio nuovo resta così a costo solo €, i tre mesi di gennaio-marzo.

3. Ammortamento di un macchinario

Il 1° luglio l’azienda ha acquistato un macchinario di 30.000 €, vita utile 10 anni, valore residuo zero, metodo a quote costanti con quota calcolata in ragione dei mesi di utilizzo. Fai la scrittura al 31 dicembre del primo anno, e calcola il valore contabile netto a fine del secondo anno.

Ragionamento. Quota annua intera:

Il macchinario è usato dal 1° luglio al 31 dicembre, cioè 6 mesi:

Scrittura al 31 dicembre del primo anno:

ContoDareAvere
Ammortamento macchinari1.500,00
Fondo ammortamento macchinari1.500,00
Totale1.500,001.500,00

Nel Conto economico c’è un costo di 1.500 €; nello Stato patrimoniale, il macchinario a 30.000 € e, in diminuzione, il fondo a 1.500 €: valore contabile netto €.

Secondo anno: quota intera di 3.000 €, stessa scrittura. Il fondo a fine secondo anno è €, e il valore contabile netto è

Il conto del macchinario non si tocca mai: a scendere è solo il fondo che si somma.

Gli errori che costano più punti

1. Scambiare rateo e risconto. Fai la domanda: il denaro è già passato prima del 31 dicembre? Sì, risconto; no, rateo. Poi: costo o ricavo, per l’aggettivo.

2. Sbagliare il segno della scrittura. In un rateo passivo il costo entra in Dare e il debito in Avere; in un risconto attivo il conto economico si riduce, quindi il costo va in Avere. Chiediti sempre: sto aggiungendo o togliendo un costo?

3. Prendere i mesi dal periodo sbagliato. Nel rateo contano i mesi maturati in questo esercizio, nel risconto quelli di competenza del prossimo.

4. Scrivere la quota di ammortamento in Avere sul macchinario. Nel metodo indiretto l’Avere va al Fondo ammortamento; il conto del bene resta al costo storico.

5. Mettere l’IVA in assestamento senza che l’esercizio lo chieda. Di norma l’IVA nasce con la fattura, non con la sola competenza.

6. Dimenticare la riapertura. Se un esercizio chiede di seguire il rateo o il risconto nell’anno successivo, la scrittura del 1° gennaio che lo storna è parte dell’esercizio, non un extra.

Come prepararsi da adesso

Fino a dicembre, ripassa acquisti, vendite e IVA: se la scrittura con IVA ti viene in meno di due minuti, l’assestamento sarà questione di calcolo, non di linguaggio. Ad ogni esercizio di partita doppia aggiungi la domanda “questo costo è di competenza di questo periodo?”: è esattamente la domanda dell’assestamento. Quando arriva il capitolo, fai tre blocchi separati (cinque risconti, cinque ratei, cinque ammortamenti), impostando la scrittura prima dei conti. Le quote di ammortamento ricompaiono poi come costi fissi nel punto di pareggio; la matematica finanziaria sotto gli interessi dell’esercizio 2 è nelle ripetizioni di matematica.

Come lavoro su questo nelle lezioni

Sull’assestamento insisto su un gesto: disegnare l’asse dei mesi con le date del contratto e il 31 dicembre in mezzo. Con la riga del tempo davanti si vede da che parte sta il denaro, e rateo e risconto non si confondono. Le lezioni sono online e uno-a-uno.

Per misurarti su un problema contabile completo, prova la seconda prova di economia aziendale. Se vuoi una mano prima dell’esercitazione contabile, la diagnosi gratuita è su contatti: guardiamo cosa stai facendo in classe e ti dico onestamente da dove conviene partire.

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