Se sei in terza ai licei delle scienze umane, siamo a inizio ottobre: le equazioni di secondo grado sono appena state spiegate o stanno per esserlo, e subito dopo arrivano le disequazioni di secondo grado. Di solito il capitolo si chiude a novembre, e il compito che lo contiene cade fra cinque e otto settimane. C’è tutto il tempo per impararlo bene, e vale la pena: la stessa tecnica ricompare con le disequazioni fratte, con lo studio dei domini e, più avanti, con i limiti.
L’idea è una sola e si impara in un pomeriggio: non si risolve la disequazione, si guarda una parabola. Per le equazioni di secondo grado in sé ho scritto altrove (versione per il liceo artistico e per il professionale): qui do per scontato che tu sappia calcolare discriminante e radici. Per le disequazioni con frazioni c’è un articolo a parte, e per tangenti e fasci di parabole questo. Qui resto sul segno.
L’idea: una disequazione è una domanda sul segno
Prendi un trinomio con . Il suo grafico è una parabola. La disequazione chiede: per quali la parabola sta sopra l’asse delle ascisse? Con chiede dove sta sotto. Con e si includono anche i punti in cui la parabola tocca l’asse.
Non serve disegnarla con precisione: servono solo tre informazioni.
- La concavità, dal segno di : verso l’alto se , verso il basso se .
- Le intersezioni con l’asse , cioè le radici, se esistono.
- Il verso della disequazione ( o , con o senza uguale).
Il metodo in quattro passi
- Porta tutto a un membro e riscrivi nella forma . Se è negativo conviene moltiplicare per , ricordando di invertire il verso.
- Calcola il discriminante .
- Trova le radici (se ) e disegna uno schizzo: una parabola con la concavità giusta, che incontra l’asse nelle radici.
- Leggi il segno dallo schizzo e scrivi la soluzione.
I tre casi, con
Con la parabola è “a U”. Il comportamento dipende dal discriminante, e conviene saperlo a memoria come una tabellina.
| Caso | Radici | ||
|---|---|---|---|
| oppure | |||
| nessuna soluzione | |||
| nessuna | tutti i reali | nessuna soluzione |
La regola pratica per è: valori esterni alle radici quando cerchi il positivo, valori interni quando cerchi il negativo (sempre con ). Con la parabola è rovesciata e tutto si scambia: lo schizzo ti fa vedere subito il risultato senza dover imparare due tabelle.
Con e le radici entrano nella soluzione. Per questo è decisivo: ha una soluzione, , mentre con non ne ha nessuna.
Disequazioni con più di un termine, e sistemi
Se la disequazione non è in forma normale, la porti prima in forma normale: per esempio diventa . Non lasciare mai da una parte e un numero dall’altra.
Un sistema di disequazioni si risolve in tre mosse: risolvi ogni disequazione per conto suo, disegna le soluzioni su rette parallele (una sotto l’altra, stesse ascisse) e prendi l’intersezione, cioè i valori in cui tutte le linee sono “piene”. Se una soluzione è vuota, lo è tutto il sistema.
Gli errori che vedo ogni anno
Verso sbagliato. Dopo aver moltiplicato per si dimentica di invertire il segno: da si passa a , non a . Controllo rapido: prova un numero (per esempio ) nella disequazione di partenza.
Scordare il caso . Se il discriminante è negativo non ci sono radici e molti si bloccano o inventano due intervalli. La soluzione è sempre “tutti i reali” oppure “nessun valore”, a seconda del verso e del segno di .
Dividere per . Davanti a la tentazione è semplificare per e scrivere . Ma non sai se è positivo o negativo: se è negativo il verso cambierebbe, e perdi tutte le soluzioni con . Si porta tutto a un membro, , e si studia il segno: dà oppure .
Dire che dà “tutti i reali” o “nessuno” senza guardare. Con la soluzione è tutti i reali, ma con è : il valore escluso va scritto.
Intervalli scritti male. Scrivere non ha senso: la soluzione “esterna” è oppure , mai un’unica catena. La parola “o” (unione) e la parola “e” (intersezione) vanno usate con cura.
Tre esercizi svolti
1. Due disequazioni con
Risolvi e poi .
Primo caso: , radici
Parabola con (a U) e disequazione “maggiore di zero”: valori esterni. Soluzione: oppure .
Secondo caso: moltiplico per e inverto il verso, ottenendo . Qui , radici
Parabola a U, “minore o uguale a zero”: valori interni, estremi inclusi. Soluzione: .
Controllo sul secondo: nella disequazione originale dà , vero; dà , falso. Coerente con l’intervallo.
2. Il discriminante nullo e quello negativo
Risolvi , poi , poi .
Il trinomio è , con . Un quadrato non è mai negativo, quindi:
- vale solo se : soluzione ;
- vale ovunque tranne in : soluzione .
Per il discriminante è
La parabola ha e non tocca l’asse : sta sempre sopra, quindi è sempre positivo. La richiesta "" non ha soluzioni.
3. Un sistema
Risolvi
Prima disequazione: , radici , cioè e . Con “minore di zero” e parabola a U, valori interni: .
Seconda disequazione: , con . Dire “maggiore di zero” vuol dire .
Ora l’intersezione: dall’intervallo tolgo il punto , che appartiene all’intervallo ma è escluso dalla seconda. Soluzione:
Verifica con : la seconda disequazione diventa , falsa. Con : vero e vero. Con : falso, quindi 4 è fuori, come previsto.
Come prepararsi nelle prossime settimane
Non serve fare tanti esercizi, serve farli nell’ordine giusto: prima i tre casi del discriminante con numeri semplici, poi il verso (quanto spesso lo sbagli?), poi i sistemi. Rifai i tre esercizi sopra senza guardare, cambiando i coefficienti. Se sbagli sempre nello stesso punto, è quel punto il problema, non l’esercizio.
Quando il capitolo è chiuso in classe, puoi provare il simulatore delle verifiche per il liceo: propone una verifica simulata per argomento. Altre risorse sulla materia sono nella pagina matematica.
Come lavoriamo nelle lezioni
Faccio ripetizioni di matematica 1-a-1 online. Con chi arriva da me su questo argomento disegniamo sempre lo schizzo della parabola, anche quando “si potrebbe fare a mente”: lo schizzo toglie quasi tutti gli errori di verso, e dopo qualche esercizio diventa automatico.
Se vuoi una mano
Se il compito si avvicina e vuoi capire a che punto sei, puoi prenotare una diagnosi gratuita: vediamo insieme dove sono i buchi e se ha senso lavorarci.