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Equazioni di secondo grado in terza al professionale

Formula risolutiva, delta e disequazioni di secondo grado: il primo muro algebrico della terza al professionale, spiegato con tre esercizi svolti.

di Gaetano Livornese

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Fine settembre 2026: in terza agli istituti professionali il programma di matematica si apre con le equazioni di secondo grado, dopo aver chiuso il ripasso di equazioni e disequazioni di primo grado. Ai professionali si va quasi sempre a quadrimestri, con la pagella a fine gennaio: la prima verifica seria su questo blocco cade fra cinque e otto settimane, quindi tra fine ottobre e metà novembre, e pesa direttamente su quella pagella.

Questo capitolo ha una caratteristica che nessuno degli argomenti visti finora aveva: è il primo vero salto di difficoltà tecnica del triennio, e viene percepito come brusco. Fino a qui il calcolo era in gran parte meccanico; qui bisogna prima riconoscere di che tipo di equazione si tratta, e solo dopo scegliere come risolverla. Il taglio del professionale su questo argomento è applicativo: niente dimostrazione della formula risolutiva, il tempo va sul procedimento e sulla verifica del risultato.

Il punto di partenza: non tutte le equazioni di secondo grado sono uguali

Un’equazione di secondo grado in forma normale si scrive

Il motivo per cui questo capitolo sembra più difficile del previsto è che la maggior parte degli errori non nasce dal calcolo, ma dal saltare un passaggio prima del calcolo: riconoscere il tipo di equazione. Le equazioni pure e spurie si risolvono in tre righe, senza formula. Usare la formula generale anche lì non è sbagliato nel risultato, ma fa perdere tempo — e in un compito a tempo, è tempo che manca altrove.

Pura (manca il termine di primo grado, ): . Si isola e si estrae la radice:

Se risulta negativo, l’equazione non ha soluzioni reali: non esiste un numero reale il cui quadrato sia negativo.

Spuria (manca il termine noto, ): si raccoglie a fattore comune.

L’errore più diffuso su questa forma è fermarsi alla seconda soluzione e perdere , che è sempre una soluzione valida quando manca il termine noto.

Completa (nessun coefficiente è nullo): serve la formula risolutiva, vista nella prossima sezione.

Formula risolutiva e discriminante

Per un’equazione completa, le soluzioni sono

La quantità sotto radice, , si chiama discriminante e il suo segno stabilisce quante soluzioni reali esistono:

  • : due soluzioni reali distinte;
  • : una soluzione reale (detta doppia);
  • : nessuna soluzione reale.

Somma e prodotto delle radici, come controllo veloce. Trovate e , vale sempre:

È un controllo che costa dieci secondi e smaschera un errore di calcolo prima di consegnare: se la somma o il prodotto trovati non coincidono con quello che dà la formula, da qualche parte c’è un segno sbagliato.

Errore tipico nella formula

Il più frequente riguarda il segno di quando è negativo. In , , quindi , non : chi sostituisce senza prima riscrivere il segno finisce con invece di , e sbaglia entrambe le soluzioni pur avendo calcolato correttamente. La regola pratica: scrivi il valore di tra parentesi con il suo segno, poi sostituiscilo nella formula — non fidarti di farlo a mente.

Le disequazioni di secondo grado: il metodo della parabola

Una disequazione come si risolve guardando dove il grafico della parabola sta sopra o sotto l’asse delle . Il procedimento:

  1. Porta la disequazione in forma normale, con lo stesso membro a zero.
  2. Risolvi l’equazione associata , trovando le soluzioni (se esistono).
  3. Se , la parabola ha la concavità verso l’alto: sta sopra l’asse (quindi l’espressione è positiva) fuori dalle radici, e sotto (negativa) tra le radici.
  4. Se , vale il contrario: la parabola ha la concavità verso il basso, positiva tra le radici, negativa fuori.
  5. Se , la parabola non tocca mai l’asse : è sempre dello stesso segno di , per ogni valore di .

L’errore tipico qui è scegliere l’intervallo sbagliato perché non si controlla il verso della concavità: si trovano correttamente le due radici, ma poi si prende “tra le radici” quando serviva “fuori”, o viceversa. Un modo per non sbagliare mai: dopo aver scelto l’intervallo, prova un valore a caso dentro quell’intervallo nell’espressione di partenza, e controlla che il segno che ottieni sia davvero quello richiesto dalla disequazione.

Perché conviene arrivarci con metodo, non con più ore di esercizi

Il capitolo precedente, equazioni, disequazioni e sistemi in seconda al professionale, si chiudeva con equazioni e sistemi di primo grado: qui il salto è che bisogna gestire due variabili nella stessa decisione — riconoscere il tipo di equazione, e solo dopo applicare il metodo giusto — invece di applicare sempre la stessa procedura. Chi arriva a questo capitolo abituato ad applicare sempre la formula generale a tutto (l’abitudine presa nel primo mese, quando le equazioni complete sono la maggioranza degli esempi visti in classe) fatica di più proprio nel riconoscere le incomplete: non è un problema di calcolo, è un problema di metodo, e si risolve allenando prima il riconoscimento del tipo, poi la risoluzione.

Primo esercizio svolto: pura, spuria e completa a confronto

Pura. Risolvi .

Tre righe, nessuna formula.

Spuria. Risolvi .

Anche qui, nessuna formula: solo un raccoglimento.

Completa. Risolvi . Qui , , :

Controllo con somma e prodotto: , corretto; , corretto.

Applicare la formula generale anche alla pura o alla spuria avrebbe dato lo stesso risultato finale, ma con il triplo dei passaggi: il tempo risparmiato riconoscendo il tipo prima di iniziare è esattamente il tempo che serve per l’ultimo esercizio del compito.

Secondo esercizio svolto: delta negativo e delta zero

Delta negativo. Risolvi .

negativo: l’equazione non ha soluzioni reali. Non è un conto da rifare: è il risultato corretto, e va scritto come tale — “nessuna soluzione reale”, non lasciato in bianco come se fosse un esercizio incompleto.

Delta zero. Risolvi .

vuol dire una soluzione reale, doppia:

Verifica per scomposizione: , che si annulla solo per : coerente con la soluzione doppia appena trovata.

Su questi due casi puoi esercitarti con correzione immediata nella verifica di matematica — equazioni di secondo grado: un avviso onesto, quella simulazione è catalogata sotto “seconda” perché al liceo scientifico le equazioni di secondo grado si studiano un anno prima — al professionale arrivano in terza, ma il livello degli esercizi è esattamente quello giusto per questo capitolo, non semplificato.

Terzo esercizio svolto: disequazione con il metodo della parabola

Risolvi .

L’equazione associata: . Cerco due numeri con prodotto e somma : sono e .

Qui : la parabola ha concavità verso l’alto, quindi è positiva (maggiore di zero) fuori dalle due radici:

Verifica con un valore di prova dentro l’intervallo trovato, per esempio : , coerente. Verifica anche con un valore escluso, : , che non è maggiore di zero, coerente con l’esclusione dell’intervallo tra le radici.

Quarto esercizio svolto: un problema applicativo

Un laboratorio artigianale produce vassoi rettangolari il cui lato lungo supera quello corto di 4 cm. Se l’area di un vassoio è , quali sono le dimensioni?

Indico con il lato corto: il lato lungo è , e l’area è il loro prodotto.

La soluzione si scarta: non perché “i numeri negativi non vadano bene in generale”, ma perché qui rappresenta la lunghezza di un lato, e una lunghezza negativa non ha senso nel problema concreto. Restano lato corto e lato lungo : verifica, .

Come lavoriamo in lezione

Con una scansione a quadrimestri e una pagella che arriva a fine gennaio, il primo compito su questo capitolo conta più che altrove: un voto basso qui non ha molto tempo per essere recuperato prima dello scrutinio. In lezione parto sempre da un mini-test di riconoscimento — dato un elenco di equazioni, dire per ciascuna se è pura, spuria o completa, senza risolverla — perché è lì, non nel calcolo del discriminante, che si gioca la velocità in verifica. Solo dopo si passa alla formula, alle disequazioni e ai problemi applicati.

Sullo stesso argomento, ma in un altro indirizzo e con un ritmo diverso (2 ore a settimana anziché il taglio applicativo del professionale), ho scritto equazioni di secondo grado in terza al liceo artistico. Il capitolo che porta fin qui, di un anno prima nello stesso indirizzo, è raccontato in equazioni, disequazioni e sistemi in seconda al professionale.

Il programma completo di matematica per l’indirizzo è sulla pagina di matematica. Se vuoi una mano su questo blocco prima della verifica di novembre, scrivimi dai contatti.

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