Il test per le Professioni Sanitarie è la prova nazionale che apre i corsi di laurea come infermieristica, fisioterapia, ostetricia e le altre lauree sanitarie. Non è il TOLC-MED e non è il semestre filtro di Medicina: ha una struttura sua, un punteggio suo e, cosa che sorprende chi arriva dai TOLC, una penalità per gli errori più alta. Qui trovi com’è fatto, come si costruisce la graduatoria e un piano per area. Se vuoi saltare dritto a come ti seguo in lezione, vedi la preparazione al test per le Professioni Sanitarie.
Prima cosa: che anno è e cosa è confermato
Le regole di questo post sono quelle dell’anno accademico 2026/27, fissate dal Decreto Ministeriale n. 1003 del 6 agosto 2026 del MUR. Secondo il decreto la prova in lingua italiana si è svolta il 16 settembre 2026 alle 11:00 e quella in lingua inglese il 17 settembre, con 100 minuti a disposizione. Quindi se leggi a ottobre 2026 la sessione di quest’anno è già passata.
Le date della prossima edizione non sono ancora state pubblicate, e le tengo fuori da questo post invece di indovinarle. Il decreto cambia ogni anno, quindi struttura e punteggio qui sotto vanno riletti sul decreto nuovo appena esce. Dove controllare: il sito del MUR, il portale Universitaly e, soprattutto, il bando del tuo ateneo. Il decreto stabilisce che i bandi escano con decreto rettorale almeno 30 giorni prima della prova (art. 8), quindi è lì che trovi iscrizione, sedi e modalità.
Un dettaglio che spesso si perde: la prova è predisposta da ciascuna università ed è identica per tutti i corsi di quell’ateneo (art. 2). Non esiste un’unica prova nazionale con gli stessi quesiti ovunque: esiste uno schema nazionale, e ogni sede scrive le sue domande dentro quello schema. In più ogni ateneo ti fa indicare l’ordine di preferenza fra i corsi per cui hai sostenuto la prova.
Com’è fatto il test
Sessanta quesiti a risposta multipla, cinque opzioni, una sola corretta, in un tempo massimo di 100 minuti. Fa in media un minuto e quaranta secondi a quesito. Le aree, con il peso sul totale:
- Biologia — 23 quesiti (circa 38%)
- Chimica — 15 quesiti (25%)
- Fisica e matematica — 13 quesiti (circa 22%)
- Ragionamento logico e problemi — 5 quesiti
- Competenze di lettura e conoscenze acquisite negli studi — 4 quesiti
Le ultime due insieme valgono 9 quesiti su 60, il 15%. La biologia da sola (23 quesiti) pesa più di fisica, matematica, logica e lettura messe insieme (22). È la fotografia di dove va il tempo di studio.
Il punteggio e la regola delle omissioni
Il decreto assegna al massimo 90 punti: +1,5 per ogni risposta esatta, −0,4 per ogni errata, 0 per ogni omessa. Sono idonei solo i candidati con punteggio superiore a zero, e chi non ha dato nessuna risposta resta fuori dalla graduatoria. Oltre l’idoneità il decreto non fissa una soglia: le università redigono le graduatorie sul punteggio e i posti, che per il 2026/27 il MUR indica in 39.624 per le lauree triennali, sono ripartiti fra gli atenei con decreto successivo. Cosa serve per entrare dipende quindi dai posti del corso che scegli e da chi altro ha fatto la prova.
Una differenza concreta rispetto ai TOLC, che hanno +1 e −0,25: qui rispondere completamente a caso a un quesito con cinque opzioni ha un valore atteso leggermente negativo. Se riesci a escludere opzioni come sicuramente sbagliate e scegli a caso fra le altre, il valore atteso di quel quesito è:
Con vale circa : meglio omettere. Con una sola opzione esclusa sale a , con due a circa , con tre a . La soglia di pareggio è una probabilità di indovinare di circa il 21% (). La regola pratica: rispondi quando sai scartare almeno un’opzione con certezza, omissione quando tutte e cinque ti sembrano ugualmente possibili.
Parità: perché la biologia pesa due volte
Quando due candidati hanno lo stesso punteggio, il decreto (art. 4) guarda nell’ordine il punteggio ottenuto nei quesiti di biologia, chimica, fisica e matematica, ragionamento logico, competenze di lettura. Solo se ancora pari prevale il candidato più giovane (restano le precedenze previste dal decreto per invalidità pari o superiore al 66% o disabilità con certificazione ai sensi della legge 104). Conseguenza: la biologia conta una volta nel punteggio e una seconda volta nello spareggio, e la chimica subito dopo. Se devi scegliere dove investire un’ora in più, è lì.
Che cosa c’è nel programma
Il programma ufficiale è l’Allegato A del decreto, ed è scritto sul livello delle Indicazioni nazionali dei licei e delle Linee guida di tecnici e professionali. Non è un programma universitario. In sintesi, area per area:
- Biologia. Chimica dei viventi, molecole organiche ed enzimi, cellula procariotica ed eucariotica, membrana e trasporto, mitosi e meiosi, genetica mendeliana e molecolare (duplicazione del DNA, codice genetico, sintesi proteica), evoluzione, biotecnologie, anatomia e fisiologia dell’uomo con l’omeostasi, bioenergetica (ATP, glicolisi, respirazione, fotosintesi).
- Chimica. Struttura dell’atomo e sistema periodico, legami e legami intermolecolari, nomenclatura inorganica, mole e stechiometria, soluzioni e concentrazioni, equilibri, cinetica, ossidoriduzioni, acidi e basi con pH e tamponi, fondamenti di chimica organica con i gruppi funzionali.
- Fisica. Grandezze e unità di misura, cinematica, dinamica e conservazioni, meccanica dei fluidi, termodinamica, elettricità ed elettromagnetismo (Coulomb, condensatori, Ohm, Kirchhoff, induzione).
- Matematica. Algebra, proporzioni e percentuali, potenze, radicali e logaritmi, equazioni e disequazioni, funzioni elementari anche goniometriche, geometria analitica fino alle coniche, nozioni di probabilità e statistica.
- Ragionamento logico e lettura. Completare un ragionamento coerente con le premesse, anche in forma simbolica; comprendere brevi testi, il lessico non comune, la coesione, le inferenze; orientarsi nello spazio e nel tempo storico, conoscere le principali istituzioni, i fenomeni giuridici ed economici di base.
La parte di fisica e matematica è più larga di quanto 13 quesiti facciano pensare: un programma che va dalle proporzioni alla trigonometria e a Kirchhoff, da coprire con pochi quesiti per argomento. Per questo conviene lavorare per tipologia di quesito e non per capitolo.
Un piano di dodici settimane
È un piano costruito sui pesi sopra. Ricalibralo a ritroso dalla data della prova quando il bando sarà uscito.
Settimana 1 — diagnosi. Una simulazione completa a tempo. Annota gli errori per tipo (“confusa la fase del ciclo cellulare”, “errore di conversione di unità”, “omesso con un’opzione già scartabile”), non genericamente per materia.
Settimane 2-4 — biologia. Cellula, genetica, anatomia e fisiologia, bioenergetica. Schemi a memoria, poi quesiti: venti al giorno, con ogni errore riportato su una pagina di errori ricorrenti.
Settimane 5-7 — chimica. Parti dalla mole e dalla stechiometria, perché reggono tutto il resto. Poi soluzioni, acidi e basi, ossidoriduzioni; la chimica organica in fondo e per gruppi funzionali. In questa fase tieni 15 minuti al giorno di biologia per non perderla.
Settimane 8-9 — fisica e matematica. Unità di misura, cinematica e dinamica, fluidi, circuiti, poi algebra, logaritmi, goniometria. Obiettivo: riconoscere in fretta il tipo di quesito, perché con meno di due minuti non c’è tempo di ricostruire una formula.
Settimana 10 — ragionamento logico e lettura. Poche ore ben fatte: deduzioni da premesse, negazioni, un brano al giorno con la domanda letta prima del testo, ripasso dei grandi snodi di storia e istituzioni.
Settimana 11 — simulazioni complete. Due o tre a tempo, riviste quesito per quesito con la pagina degli errori. Esercita la regola delle omissioni: marca con un segno i quesiti in cui hai risposto sapendo di poter escludere solo un’opzione e conta alla fine come è andata.
Settimana 12 — ripasso leggero. Un’ultima simulazione a metà settimana, poi stop. Il giorno prima, solo gli schemi.
Gli errori che costano più punti
- Studiare solo biologia. Pesa tanto, ma 28 quesiti su 60 sono chimica, fisica e matematica, a cui non arrivi con la sola memoria. Un buon voto in biologia e zero in fisica ti porta sotto chi è equilibrato.
- Trascurare i 9 quesiti non scientifici. Sono solo 9 quesiti, ma valgono fino a 13,5 punti e si allenano in poche ore ben spese.
- Rispondere a tutto o omettere troppo. Entrambi gli estremi costano. Lo vedi solo registrando in simulazione quante risposte “a sensazione” fai e come vanno.
- Imparare senza fare quesiti. Il test premia il riconoscimento rapido: sapere cos’è il pH non basta, serve fare in trenta secondi il calcolo di una diluizione.
- Non allenare il tempo. Un minuto e quaranta a quesito è poco per i quesiti di calcolo. Se ne spendi quattro su uno, ne perdi due altrove.
Come lavoriamo nelle lezioni
Parto da una simulazione diagnostica, per vedere se ti manca il metodo, la base di una materia o è la gestione del tempo a farti perdere punti. Da lì costruiamo un piano per aree che segue i pesi veri del test, alternando ripasso guidato, quesiti a tempo e simulazioni riviste insieme, online con tavoletta grafica e schermo condiviso. Se la biologia è già solida, il tempo passa su chimica e fisica, e viceversa.
Per il quadro completo di tutti i test su cui preparo c’è la pagina Test di ammissione; per le basi scientifiche, scienze, fisica e matematica. Se il tuo piano passa anche da Medicina, leggi come funziona il semestre filtro: per alcune lauree sanitarie definite “affini” l’art. 6 del decreto fa passare i posti non coperti alla graduatoria dei corsi affini del semestre filtro, e prevede una possibile prova suppletiva la cui data è rinviata a un provvedimento successivo.
Se vuoi capire da dove partire, ti propongo una chiamata conoscitiva gratuita: mi racconti a che punto sei e ti dico onestamente quante settimane ti servono e su cosa.
Misurati subito con la simulazione gratuita del test Professioni Sanitarie: stessa struttura, stesso tempo, stesso punteggio del decreto. Le fonti usate in questo post sono il DM n. 1003 del 6 agosto 2026 con il suo Allegato A e il comunicato del MUR sui posti 2026/27.