Sono passate due settimane dall’inizio delle lezioni del semestre filtro, oggi è il 15 settembre, e il primo appello è il 10 dicembre alle 11:00: dodici settimane esatte. Chi mi scrive in questi giorni per Chimica di solito ha già capito una cosa e ne ha ancora sbagliata un’altra. Ha capito che non è un test a crocette generico, è un esame universitario da 6 CFU con un programma preciso. Sbaglia ancora a stimare quanto tempo serve alla stechiometria rispetto a tutto il resto — ed è esattamente il blocco che decide il punteggio.
Come è fatta la prova
Ogni materia ha la sua prova a sé: 50 minuti, 31 domande — 21 a risposta multipla e 10 a completamento. Niente logica, niente cultura generale, niente inglese. Struttura, durata e numero di quesiti sono fissati dal DM MUR n. 941 del 10 luglio 2026; le date dal Decreto Direttoriale n. 249 del 13 luglio 2026. Il meccanismo di accesso nasce dalla L. 14 marzo 2025 n. 26 e dal D.lgs. 71/2025: iscrizione libera via Universitaly nei limiti dei posti, frequenza di tre insegnamenti da 6 CFU (Chimica e propedeutica biochimica, Fisica, Biologia), due appelli per materia, poi una graduatoria nazionale di merito.
I posti 2026/27 (DM n. 1004 del 6 agosto 2026) sono 30.225 in totale — 27.001 Medicina, 1.825 Odontoiatria, 1.399 Veterinaria — a fronte di circa 62.200 iscritti al semestre filtro. Su Medicina si parla di circa 18.889 posti assegnati via graduatoria nazionale. Sulle modalità di passaggio a un corso affine per chi resta fuori, la lettura giusta è il decreto e il sito del proprio ateneo: non è una procedura che mi sento di riassumere qui.
Questo è tutto quello che serve sapere sulla cornice. Il resto del post è chimica.
Il programma, blocco per blocco
1. Struttura atomica e tavola periodica
Numeri quantici, configurazione elettronica, andamenti periodici — raggio atomico, energia di ionizzazione, elettronegatività. Le domande tipiche non chiedono di scrivere una configurazione intera, chiedono di confrontare due elementi: “quale tra sodio e cloro ha energia di ionizzazione maggiore, e perché”. Sapere l’andamento (cresce lungo un periodo, diminuisce lungo un gruppo) vale più che saper recitare le eccezioni.
2. Legame chimico e geometria molecolare
Ionico, covalente, metallico; polarità del legame; geometria VSEPR; forze intermolecolari, in particolare il legame a idrogeno. Il quesito frequente è “prevedi la geometria di questa molecola” oppure “quale tra queste sostanze ha il punto di ebollizione più alto” — che è una domanda su chi fa legami a idrogeno e chi no, non su calcoli.
3. Nomenclatura e reazioni
Ossidi, idrossidi, acidi, sali, e il bilanciamento delle reazioni. È la parte più meccanica del programma: si allena con ripetizione, non con teoria. Se il 10 dicembre vi trovate a ragionare su come bilanciare una reazione a due o tre coefficienti, avete già perso il tempo di due domande.
4. Mole e stechiometria: il blocco che decide il voto
Massa molare, reagente limitante, resa di reazione, formula minima ed empirica. Non è un’unità come le altre: è la base su cui poggiano soluzioni, gas ed elettrochimica. Chi non ha automatizzato il calcolo delle moli arriva alle soluzioni già in difficoltà, perché lì la mole ricompare come se fosse acquisita.
5. Soluzioni
Molarità, concentrazioni percentuali (m/m, m/V), diluizione, proprietà colligative. La confusione più comune è fra molarità (mol/L di soluzione) e molalità (mol/kg di solvente): sono simili nel nome e diverse nel denominatore, e nei quesiti a completamento basta scambiarle per sbagliare un numero che sembrava giusto.
6. Gas
Equazione di stato dei gas ideali, condizioni standard. Un’unità compatta ma che si presta a domande veloci — dato P, V, T, trova n oppure la massa — perché con una formula sola si testa se sapete gestire le unità di misura in modo pulito.
7. Termodinamica e cinetica di base
Entalpia e spontaneità delle reazioni, velocità di reazione e catalizzatori, equilibrio chimico e principio di Le Châtelier. Qui le domande sono più qualitative che numeriche: “se aumento la temperatura, l’equilibrio si sposta verso…”, “un catalizzatore modifica l’energia di attivazione o l’entalpia di reazione?”. Vale la pena saper rispondere a voce, senza calcolo.
8. Acidi, basi e pH
Acidi e basi forti e deboli, costante , pH e pOH, idrolisi salina, cenni sui tamponi. Insieme alla stechiometria è il blocco con più conti espliciti, e uno degli esercizi svolti più sotto è proprio su questo.
9. Elettrochimica di base
Numeri di ossidazione, reazioni redox, bilanciamento in ambiente acido. Meno estesa delle precedenti, ma i numeri di ossidazione tornano utili anche fuori da qui — servono a riconoscere una reazione redox in mezzo ad altre nelle domande di reazioni generali.
10. Propedeutica biochimica
Gruppi funzionali, isomeria, le quattro classi di biomolecole (carboidrati, lipidi, proteine, acidi nucleici). È la parte “propedeutica” del nome del corso, non un programma di chimica organica: livello di dettaglio basso, giusto per riconoscere una struttura e classificarla.
Gli errori che costano punti in cinquanta minuti
Cinquanta minuti per 31 domande sono poco più di un minuto e mezzo a quesito: non c’è tempo per rifare un calcolo da capo se sbagliate un’unità di misura all’inizio. Gli errori che vedo ripetersi:
- Unità di misura non convertite. Millilitri lasciati tali dentro una formula che vuole litri, grammi al posto di moli: è l’errore più frequente e il più evitabile, basta l’abitudine di scrivere sempre l’unità accanto al numero.
- Molarità scambiata per molalità. Denominatori diversi (litri di soluzione contro chilogrammi di solvente), stesso simbolo mentale nella testa di chi ha fretta.
- Reagente limitante dimenticato. Si calcola la quantità di prodotto da un solo reagente senza controllare se è davvero quello che si esaurisce per primo — ed è esattamente l’errore che l’esercizio (a) qui sotto rende impossibile da fare per sbaglio, se seguite il procedimento.
- Segno dell’esponente nel pH sbagliato. : dimenticare il segno meno o il logaritmo trasforma un acido in una base sulla carta.
- Formule per soluzioni diluite applicate fuori campo. Alcune approssimazioni (per esempio nel calcolo del pH di un acido debole) valgono solo se la concentrazione è sufficientemente maggiore di : usarle su una soluzione troppo diluita dà un risultato che sembra un numero ma non lo è.
Tre esercizi come quelli veri
(a) Stechiometria con reagente limitante e resa
10,0 g di carbonato di calcio (, massa molare 100,09 g/mol) reagiscono con 50,0 mL di acido cloridrico 2,00 M secondo:
Quanti grammi di si formano, sapendo che la resa reale della reazione è dell’85%?
Primo passo, le moli di partenza:
La stechiometria della reazione vuole 2 mol di HCl per ogni mole di : per consumare tutto il carbonato servirebbero mol di HCl, ma ne ho solo 0,100. L’acido cloridrico è il reagente limitante.
Le moli di prodotte si calcolano dal reagente limitante, non dall’altro:
Resa teorica in grammi (massa molare = 44,01 g/mol):
Con una resa dell’85%:
Chi calcola le moli di a partire dal (dimenticando il controllo sul limitante) trova 4,40 g teorici: il doppio, ed è esattamente una delle alternative che un test da 31 domande mette in mezzo alle altre.
Se volete misurare quanto siete rapidi su calcoli come questo sotto cronometro, la simulazione con la struttura del TOLC-MED copre chimica, biologia e fisica nello stesso formato dell’appello vero. La risposta corretta è gratis; la soluzione guidata, che spiega passaggio per passaggio dove si sbaglia, si sblocca con la prima lezione.
(b) pH di un acido debole
Calcolare il pH di una soluzione di acido acetico () 0,10 M, sapendo che .
L’equilibrio di dissociazione è:
Poiché è molto più piccolo di 0,10, è trascurabile rispetto a 0,10 e si può approssimare :
è la concentrazione di all’equilibrio, quindi:
Un errore comune qui è usare direttamente come se l’acido fosse forte: darebbe pH = 1, un valore troppo basso di quasi due unità. Un acido debole dissocia solo in parte, e la costante è lì apposta per dirvi quanto.
(c) Gas ideali
Un contenitore da 5,00 L contiene un gas a 2,0 atm e 27 °C. Quante moli di gas sono presenti?
Prima conversione obbligatoria: la temperatura va in kelvin, . Poi l’equazione di stato dei gas ideali:
Con :
Lo stesso schema — isolare l’incognita, sostituire in unità coerenti, controllare l’ordine di grandezza del risultato — vale per qualunque variazione: pressione a volume costante dopo un riscaldamento, volume a pressione costante dopo un raffreddamento. Cambia la variabile isolata, non il metodo.
Come organizzare le dodici settimane
Il primo criterio non è “quanti argomenti”, è da cosa dipende cosa. Mole e stechiometria vanno per prime e subito, non perché siano le più difficili ma perché soluzioni, gas ed elettrochimica sono tutte, in fondo, stechiometria applicata con una variabile in più. Studiarle prima che il blocco 4 sia solido significa ristudiarlo due volte senza saperlo.
Settimane 1–3. Struttura atomica, legame chimico, nomenclatura e bilanciamento — le basi che servono a leggere qualunque reazione senza fermarsi a decifrarla.
Settimane 4–6. Mole e stechiometria, con esercizi ogni giorno, non ogni tanto. È il blocco che vale l’investimento di tempo più alto del programma.
Settimane 7–8. Soluzioni e gas: qui la stechiometria torna, in un contesto diverso, ed è la controprova migliore che il blocco precedente è davvero acquisito.
Settimane 9–10. Acidi, basi e pH, elettrochimica di base, termodinamica e cinetica. Sono unità più compatte ma con conti propri: due settimane bastano se il calcolo con logaritmi ed esponenti è già fluido.
Settimane 11–12. Propedeutica biochimica (compatta, per ultima) e poi solo simulazioni cronometrate, una ogni due-tre giorni, con revisione degli errori invece di argomenti nuovi.
Sul secondo appello, l’11 gennaio: cambia la strategia solo se puntate a entrambi con lo stesso peso. Se il 10 dicembre è l’obiettivo vero, gennaio va tenuto come rete di sicurezza, non come piano B su cui rilassarsi da novembre — chi rimanda arriva a gennaio con un mese di studio in meno alle spalle, non con uno in più.
Come lavoriamo in lezione
Con chi prepara la Chimica del semestre filtro parto da dove è più debole: quasi sempre mole e stechiometria, perché è il blocco che richiede automatismo di calcolo più che comprensione teorica, ed è quello su cui un liceo classico o scientifico “leggero” in laboratorio lascia più buchi. Le lezioni sono per lo più esercizi commentati mentre lo studente li risolve, non spiegazioni frontali: è lì che emergono gli errori sistematici — un’unità di misura saltata, un segno nel pH, un reagente limitante non controllato.
Se volete inquadrare il semestre filtro nel suo complesso, ho scritto una guida su come funziona il semestre filtro con date, struttura e graduatoria, il post gemello di questo su Fisica al semestre filtro e uno sulla biologia cellulare e molecolare. Se la stechiometria è il vostro punto debole in modo specifico, c’è anche una guida dedicata agli errori tipici di stechiometria. La panoramica delle materie scientifiche, la pagina sui test di ammissione e la simulazione TOLC-MED completano il quadro per chi vuole allenarsi in modo strutturato.
Se avete provato la simulazione e il punteggio in chimica non vi ha convinto, o se il liceo vi ha lasciato buchi proprio sulla stechiometria, scrivetemi e ne parliamo: una prima lezione basta a capire se il problema è il contenuto, il calcolo o il tempo — sono tre cose diverse e si risolvono in modo diverso. Lezione singola 40 €, pacchetto da 10 ore 360 € (36 € l’ora), lezione di prova 20 € per chi non ha mai fatto lezione con me, più una chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti. Pagamento offline con bonifico, Satispay, PayPal, carta, Apple Pay o Revolut.