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Fisica al semestre filtro di Medicina: cosa studiare davvero

Il syllabus MUR di Fisica del semestre filtro unità per unità, gli errori che costano punti il 10 dicembre e un piano di studio da qui all'appello.

di Gaetano Livornese

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Delle tre materie del semestre filtro, Fisica è quella che gli studenti trattano peggio. Biologia si studia perché è “la materia di Medicina”, Chimica fa paura e quindi si guarda in faccia, Fisica si rimanda a novembre — e a novembre ci sono tre esami addosso. Il risultato lo vedo ogni anno nelle prime lezioni di dicembre: ragazzi che sanno raccontare il ciclo di Krebs e non sanno impostare un bilancio di pressioni in un tubo che si restringe.

Gli appelli 2026/27 sono il 10 dicembre 2026 e l’11 gennaio 2027, entrambi alle 11:00. Da oggi al primo appello ci sono tredici settimane. Sono abbastanza, ma solo se Fisica entra nel piano adesso e non a metà novembre.

Come è fatta la prova, in concreto

Ogni materia ha la sua prova separata: 50 minuti, 31 domande — 21 a risposta multipla e 10 a completamento. Non c’è logica, non c’è cultura generale, non c’è inglese: è un esame universitario di Fisica da 6 CFU, e va preparato come tale. Struttura, durata e numero di quesiti sono fissati dal DM MUR n. 941 del 10 luglio 2026 (art. 7); le date dal Decreto Direttoriale n. 249 del 13 luglio 2026.

Cinquanta minuti per 31 domande fanno poco più di un minuto e mezzo a quesito. È il dato che dovrebbe governare tutta la preparazione, e quasi nessuno lo tiene in conto: non è un esame in cui si ragiona una domanda da zero, è un esame in cui si riconosce la situazione e si applica la relazione giusta. Se davanti a “un fluido ideale scorre in un condotto la cui sezione si dimezza” dovete fermarvi a ricostruire da dove viene l’equazione di continuità, avete già perso la domanda.

Se non avete ancora provato una simulazione cronometrata, la simulazione con la struttura del TOLC-MED copre chimica, biologia e fisica ed è il modo più veloce per capire quanto siete lontani dal ritmo. La risposta corretta la vedete subito e gratis; la soluzione guidata, quella che spiega perché la vostra alternativa era sbagliata, si sblocca con la prima lezione.

Il syllabus, unità per unità

Il programma non ve lo dovete inventare: il syllabus MUR di Fisica per il semestre filtro è pubblico e definisce sette unità didattiche, ciascuna con il suo peso in CFU. Questo è l’unico documento che decide cosa può uscire, e vi dice anche dove studiare di più.

UnitàCFUPeso relativo
Introduzione ai metodi della fisica0,2marginale
Meccanica1,4il blocco più grande
Meccanica dei fluidi1,2secondo per peso
Onde meccaniche0,4leggero
Termodinamica1,0medio-alto
Elettricità e magnetismo1,2secondo per peso
Fisica delle radiazioni0,6leggero ma nuovo

Guardate la colonna dei CFU come se fosse la distribuzione delle domande, perché in prima approssimazione lo è. Meccanica, fluidi ed elettromagnetismo valgono da soli 3,8 CFU su 6: sono i due terzi della prova. Se il vostro piano di studio dedica lo stesso tempo alle onde meccaniche e alla meccanica, il piano è sbagliato in partenza.

Due cose vanno dette sui contenuti. La prima è che il taglio è biomedico: i fluidi non sono lì per la fisica dei fluidi, sono lì per la circolazione e la respirazione; l’elettricità non è lì per i circuiti, è lì per i potenziali e la conduzione. La seconda è che il syllabus 2026 assegna a ogni unità una quota minima di esercitazioni (tra il 20% e il 30% delle ore). È un’indicazione di metodo scritta nero su bianco: questa materia si prepara facendo esercizi, non leggendo.

Meccanica dei fluidi: l’unità che decide l’esame

La metto per prima anche se non è la prima del syllabus, perché è quella dove si vince o si perde. Idrostatica (Stevino, Pascal, Archimede), idrodinamica (continuità, Bernoulli), viscosità e legge di Poiseuille, fenomeni di superficie e legge di Laplace.

L’equazione di continuità dice che in un condotto la portata si conserva:

e il teorema di Bernoulli, per un fluido ideale, che si conserva l’energia per unità di volume:

La legge di Poiseuille è quella che mi aspetto veda uscire più spesso, per una ragione precisa: è l’unica del blocco in cui compare una potenza quarta, e le potenze quarte sono un regalo per chi scrive domande a risposta multipla.

Il quesito tipo suona così: in un vaso il raggio si riduce del 20%; a parità di gradiente di pressione, la portata diventa…. Non serve calcolare niente, serve sapere che la portata scala come :

Il 20% di raggio in meno è quasi il 60% di portata in meno. Chi risponde “20% in meno” e chi risponde “40% in meno” (confondendo con l’area, che va come ) sono i due errori più frequenti che vedo, e sono entrambi nelle alternative.

Meccanica: 1,4 CFU, e nessuna scorciatoia

Cinematica, dinamica, lavoro ed energia, statica. È il blocco più pesante e paradossalmente quello che gli studenti dal liceo scientifico saltano perché “l’ho già fatto”. Il livello però è universitario e le domande sono più asciutte di quelle del liceo: raramente c’è un problema lungo, spesso c’è una situazione descritta in due righe e quattro alternative numeriche che si distinguono per un fattore 2 o per il quadrato.

Il consiglio pratico: non ristudiatela, testatela. Fate trenta domande, segnate quali sbagliate, e ristudiate solo i pezzi che hanno prodotto errori. Chi viene dallo scientifico di solito ha buchi su lavoro-energia e sull’uso dei segni nel piano inclinato, non sulla cinematica.

Elettricità e magnetismo

Legge di Coulomb, campo elettrico, potenziale, corrente, legge di Ohm, condensatori, campo magnetico, forza di Lorentz, induzione e legge di Faraday-Neumann-Lenz. Con 1,2 CFU è alla pari con i fluidi, e con lo stesso taglio applicativo.

L’errore che costa più punti qui non è concettuale, è di unità di misura. Le grandezze in gioco nei contesti biomedici sono piccole — millivolt, microampere, picofarad — e chi lavora in unità miste sbaglia di tre ordini di grandezza. Prendete l’abitudine di convertire tutto in SI prima di scrivere la formula, non dopo.

Termodinamica

Leggi dei gas, scambi di calore, trasmissione del calore, primo e secondo principio, ciclo di Carnot, entropia. Un CFU pieno, quindi vale attenzione. Il punto in cui si perde di più è la convenzione dei segni del primo principio:

con positivo se assorbito dal sistema e positivo se compiuto dal sistema. Metà degli errori in questa unità sono un segno, non un concetto.

Onde meccaniche e fisica delle radiazioni

Le onde (0,4 CFU) sono l’unità più leggera: sovrapposizione e interferenza, energia e potenza trasportate, intensità come energia per unità di area e di tempo. Studiatela, ma per ultima.

La fisica delle radiazioni (0,6 CFU) merita invece un discorso a parte, perché è il pezzo su cui è concentrata la maggior parte delle novità del syllabus 2026: onde elettromagnetiche e spettro, radioattività e tipi di decadimento, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, ottica geometrica. Chi si prepara su appunti o su un corso dell’anno scorso rischia di arrivare all’appello senza averla vista. Controllate che il vostro materiale la copra: è l’unica unità in cui ho visto studenti presentarsi completamente scoperti.

Il decadimento radioattivo si porta dietro due relazioni che vale la pena avere in testa senza pensarci:

e la domanda tipo è del tipo “dopo tre emivite quale frazione resta”. Risposta: , cioè il 12,5%. Non c’è calcolo, c’è riconoscimento — che è esattamente il tipo di preparazione che questa prova premia.

Gli errori che vedo ripetersi

Studiare in ordine di syllabus. Il syllabus è un indice, non un piano di studio. Se seguite l’ordine delle unità, arrivate a dicembre con la fisica delle radiazioni non aperta e la meccanica ripassata tre volte.

Preparare Fisica leggendo. È la materia con la distanza più grande fra “ho capito la spiegazione” e “so rispondere in novanta secondi”. Il syllabus stesso prescrive fra il 20% e il 30% di esercitazioni: prendetelo come un pavimento, non come un tetto.

Ignorare il cronometro fino all’ultima settimana. Trentuno domande in cinquanta minuti si reggono solo se il riconoscimento è automatico. Le prime prove a tempo vanno fatte a ottobre, quando c’è ancora spazio per correggere, non il 5 dicembre quando servono solo a spaventarvi.

Trattare le tre materie come tre esami separati. Sono tre prove distinte, ma il tempo di studio è uno solo e la graduatoria è sulla somma. Se Fisica è la vostra materia debole, il punto marginale lì costa meno di un punto marginale in Biologia, dove magari siete già alti.

Rimandare al secondo appello. L’11 gennaio esiste, ma arriva dopo le vacanze e dopo gli altri esami. Chi punta lì di solito ci arriva peggio preparato di come sarebbe arrivato al 10 dicembre.

Un piano realistico da qui al 10 dicembre

Tredici settimane. Su Fisica realisticamente potete mettere fra le quattro e le sei ore a settimana senza sacrificare le altre due materie.

Settimane 1–4 (settembre). Meccanica e fluidi, cioè 2,6 CFU su 6. Non “ripasso”: studio con esercizi dal primo giorno. Alla fine della quarta settimana dovete saper impostare un problema di Bernoulli e uno di Poiseuille senza guardare la formula.

Settimane 5–8 (ottobre). Termodinamica ed elettromagnetismo, altri 2,2 CFU. In parallelo, la prima simulazione a tempo, anche se il programma non è finito: serve a misurare il ritmo, non il punteggio.

Settimane 9–11 (novembre). Onde e fisica delle radiazioni — le due unità leggere, 1 CFU in tutto — e poi solo esercizi misti. Da qui in avanti non si studiano argomenti nuovi, si chiudono i buchi che gli esercizi fanno emergere.

Settimane 12–13 (fine novembre / inizio dicembre). Solo simulazioni cronometrate, una ogni due o tre giorni, con revisione dettagliata di ogni errore. Nessun capitolo nuovo. L’ultima settimana serve a consolidare, non ad aggiungere.

Chi arriva da un liceo senza fisica — classico, scienze umane, molti tecnici — deve mettere in conto due settimane in più sulla meccanica e va gestito diversamente: il problema lì non è la fisica, è il calcolo con potenze e notazione scientifica, e si risolve prima di aprire il programma. Ne ho scritto in una guida sugli errori tipici in fisica al liceo che vale anche qui.

Come lavoriamo nelle lezioni

Con chi prepara il semestre filtro parto sempre da una prova a tempo, prima ancora di spiegare qualsiasi cosa. Serve a me per capire se il problema è il contenuto, il calcolo o il ritmo — sono tre cose diverse e si curano in modo diverso — e serve allo studente per smettere di stimare la propria preparazione a sensazione.

Poi lavoriamo per unità del syllabus e in ordine di peso, non in ordine di indice: meccanica e fluidi prima, radiazioni e onde in coda. Su ogni unità la lezione è per due terzi esercizi commentati mentre li fa lo studente, perché è lì che si vedono gli automatismi che mancano — il segno del primo principio, la conversione in SI, il riconoscere che una domanda su un vaso che si restringe è una domanda su una potenza quarta.

Da metà novembre le lezioni cambiano forma: diventano revisioni di simulazioni. Lo studente fa la prova da solo a tempo, io la correggo prima della lezione, e in lezione si guardano solo le domande sbagliate e — altrettanto importante — quelle indovinate senza sapere perché.

Se volete inquadrare la preparazione nel complesso, ho scritto una guida su come funziona il semestre filtro con date, struttura e graduatoria, una sugli errori tipici di stechiometria per la parte di chimica, e una sulla biologia cellulare e molecolare. La panoramica della fisica come materia e le altre simulazioni per i test di ammissione completano il quadro.

Per riassumere

Fisica al semestre filtro è 31 domande in 50 minuti su sette unità di peso molto diverso: meccanica, fluidi ed elettromagnetismo valgono i due terzi, le onde e le radiazioni un sesto — ma le radiazioni sono la parte più nuova del syllabus 2026 ed è dove ho visto più studenti arrivare scoperti. Si prepara con esercizi e col cronometro, non leggendo, e si comincia adesso: da settembre a inizio dicembre c’è spazio per farla bene, da metà novembre no.

Se avete provato una simulazione e il risultato non vi è piaciuto, o se venite da un liceo dove la fisica non c’era, scrivetemi e ne parliamo: la prima lezione serve a capire dove si rompe la catena, perché contenuto mancante, calcolo lento e ritmo sbagliato sono tre problemi diversi. Lezione singola 40 €, pacchetto da 10 ore 360 € (36 € l’ora), pagamento offline con bonifico, Satispay, PayPal, carta, Apple Pay o Revolut.

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