Fine settembre 2026, terza agli istituti tecnici: le prime settimane vanno al ripasso di equazioni e disequazioni, poi si aggiungono valore assoluto e irrazionali, prima di passare a parabola e circonferenza fra ottobre e novembre. Con 3 ore di matematica a settimana e un compito da 4-6 esercizi (3-4 compiti per periodo), il primo compito dell’anno cade fra quattro e sette settimane, quindi tra metà ottobre e inizio novembre — e il ripasso conta come argomento a tutti gli effetti, non come formalità prima del programma vero.
Valore assoluto e irrazionali non sono un capitolo a sé: sono gli strumenti che userai tra poche settimane per la parabola e per la circonferenza (dove compare la distanza, che è sempre una radice), e più avanti in goniometria, dove entrambi tornano nella stessa forma. Il tempo speso ora per fissare bene i casi si ripaga già nel prossimo capitolo.
Valore assoluto: cos’è, prima delle regole
Il valore assoluto di un numero è la sua distanza da zero sulla retta reale, sempre positiva o nulla. Per questo e : entrambi distano 5 da zero. La definizione formale, quella che serve per risolvere equazioni e disequazioni, si scrive per casi:
Cioè: se quello che sta dentro il modulo è già positivo o nullo, il modulo non fa nulla; se è negativo, il modulo lo rende positivo cambiandogli segno. Tutte le regole che seguono nascono da questa definizione, non sono regole a memoria indipendenti.
Equazioni con un valore assoluto
Caso , con numero. Se , l’equazione non ha soluzioni: un valore assoluto non può mai essere negativo. Se , si spezza in due equazioni:
Caso , due valori assoluti. Due quantità hanno lo stesso valore assoluto se sono uguali oppure opposte:
Questo caso è più comodo del successivo: non serve nessuna condizione aggiuntiva, perché un valore assoluto è sempre automaticamente da entrambi i lati.
Caso , con espressione contenente . Qui serve attenzione: è sempre , quindi perché l’uguaglianza sia possibile serve che anche lo sia. La condizione va scritta prima di risolvere, non verificata solo alla fine sul risultato:
Chi salta la condizione su e si limita a risolvere le due equazioni rischia di accettare una soluzione che non ha senso: se risulta negativo per quel valore di , l’uguaglianza non può reggere, un numero positivo non può essere uguale a uno negativo.
Disequazioni con un valore assoluto: le due regole rapide
Per una disequazione della forma o , con , valgono due regole dirette, che si ricavano pensando al valore assoluto come distanza da zero:
La prima si legge: “la distanza di da zero è minore di ”, quindi sta in un intervallo centrato in zero. La seconda si legge: “la distanza è maggiore di ”, quindi sta fuori da quell’intervallo, da una parte o dall’altra. Le stesse regole valgono con e , includendo gli estremi.
Un caso a due moduli: quando serve la tabella dei segni
Quando in un’espressione compaiono due valori assoluti con contenuti diversi, come , non esiste una scorciatoia diretta: bisogna togliere entrambi i moduli insieme, e il modo per farlo senza sbagliare un caso è una tabella dei segni, esattamente come per una disequazione fratta.
Si trovano gli zeri di ciascun contenuto (; ), si dividono i numeri reali in tre zone con questi due punti, e in ciascuna zona si scrive esplicitamente come si comporta ogni modulo:
| negativo | negativo | positivo o nullo | |
| $ | x-2 | $ | |
| negativo | positivo o nullo | positivo | |
| $ | x+1 | $ |
Una volta scritta questa tabella, l’equazione o la disequazione con due moduli diventa tre equazioni o disequazioni separate, una per zona, ciascuna senza più valori assoluti — e alla fine si controlla che ogni soluzione trovata cada davvero dentro la zona da cui è nata. È il quarto esercizio più sotto a mostrarlo per intero.
Equazioni irrazionali:
Un’equazione irrazionale ha l’incognita sotto una radice. Il caso più comune, radice quadrata uguale a un’espressione, si risolve rispettando due condizioni, non una:
- Condizione di esistenza (C.E.): . Sotto una radice quadrata non può starci un numero negativo, quindi va imposta prima di qualunque altro passaggio.
- Condizione sul secondo membro: . Una radice quadrata, quando esiste, è per definizione un numero positivo o nullo. Se fosse negativo, l’uguaglianza non potrebbe mai reggere, indipendentemente da come va il calcolo.
Solo dopo aver scritto entrambe le condizioni si eleva al quadrato:
Il motivo per cui serve la condizione su e non basta elevare al quadrato e poi controllare: elevare al quadrato è un’operazione che non è reversibile con lo stesso segno — trasforma sia sia l’equazione “gemella” nella stessa equazione . Risolvendo trovi le soluzioni di entrambe, mescolate insieme, e solo la condizione scritta prima ti dice quali tenere. Aspettare la fine e “verificare a occhio” funziona quasi sempre, ma è un controllo via, non una condizione: in un esercizio con più incognite o parametri diventa facile sbagliarla.
Disequazioni irrazionali: perché diventano sistemi
Con o non esiste una regola diretta come per il valore assoluto: bisogna ragionare sul segno di , perché una radice è sempre e il confronto con un numero negativo o positivo cambia tutto.
. Perché la disuguaglianza possa reggere, il membro di destra deve essere positivo (una quantità non può essere minore di un numero negativo o nullo). Servono quindi, tutte insieme: (C.E.), , e — solo a queste condizioni — puoi elevare al quadrato mantenendo il verso: . È un sistema di tre condizioni in and, non un’unica disequazione:
. Qui invece bisogna distinguere due casi, perché la disuguaglianza può reggere anche quando è negativo (una radice, che è , è automaticamente maggiore di qualunque numero negativo). Il caso dà quindi tutta la C.E. come soluzione, senza bisogno di elevare al quadrato; il caso richiede invece di elevare al quadrato per confrontare le due quantità, entrambe non negative:
Le formule vanno capite come sistemi di condizioni da controllare nell’ordine — non come schemi da applicare senza sapere perché — perché altrove nell’anno, con la circonferenza, la stessa struttura logica torna quando confronti una distanza (sempre positiva) con un raggio.
Cinque esercizi svolti
1. , il caso base
Poiché , l’equazione si spezza in due:
Verifica: , corretto; , corretto. Entrambe le soluzioni sono valide, non c’è nessuna condizione da controllare in più: è già un numero, non un’espressione con .
2. , due valori assoluti
Nessuna condizione aggiuntiva: si spezza direttamente in due equazioni.
Verifica: per , e , coincidono; per , e , coincidono. Entrambe valide.
3. , con condizione da scrivere prima
Condizione: . Solo dentro questa condizione ha senso cercare soluzioni. Le due equazioni:
Ora il controllo che fa la differenza: rispetta , si tiene. non rispetta : va scartato, e non serve nemmeno sostituirlo per accorgersene — la condizione scritta all’inizio lo esclude direttamente. (Sostituendo comunque per controllo: , mentre ; non coincidono, coerente con lo scarto.) Resta solo .
4. Due moduli, con tabella dei segni
Zeri dei contenuti: e . Tre zone: , , .
Zona : entrambi i contenuti sono negativi, quindi e :
rispetta : si tiene.
Zona : , ma (qui il contenuto è già ):
Uguaglianza falsa, indipendente da : in questa zona non c’è nessuna soluzione.
Zona : entrambi i contenuti sono positivi, e :
rispetta : si tiene.
Soluzioni finali: e . Verifica su : , corretto.
5. Equazione irrazionale, con verifica delle condizioni
C.E.: . Condizione sul secondo membro: (il secondo membro deve essere perché una radice non è mai negativa). Tra le due, quella più stretta è : è quella che useremo per controllare le soluzioni.
Elevo al quadrato entrambi i membri:
Scompongo, cercando due numeri di prodotto e somma : sono e .
Controllo con la condizione : la rispetta, si tiene; non la rispetta, va scartato — è la soluzione estranea introdotta dall’elevamento al quadrato, esattamente il caso spiegato sopra: elevando al quadrato, e diventano la stessa equazione, e è la soluzione dell’equazione “gemella” che non ci interessava.
Verifica su : , e il secondo membro è : coincidono. Resta solo .
Errori tipici
- Elevare al quadrato senza condizioni. Scrivere subito senza aver imposto e produce equazioni che sembrano risolte correttamente ma restituiscono soluzioni che non risolvono l’equazione di partenza.
- Soluzioni estranee non scartate. Ogni soluzione di un’equazione irrazionale va ricontrollata contro le condizioni scritte all’inizio (o sostituita direttamente nell’equazione originale): il calcolo algebrico può essere perfetto e la soluzione comunque non valida.
- Dimenticare un caso nel valore assoluto o negli zeri di un modulo doppio. Sia sia il caso a due moduli richiedono di considerare tutte le zone o entrambe le equazioni: fermarsi alla prima soluzione trovata, ignorando l’altro caso, è l’errore più frequente su questo argomento.
Perché torna subito nelle prossime settimane
Con la parabola, il vertice e il segno del discriminante userai di nuovo il ragionamento per casi che hai appena praticato; con la circonferenza, il raggio è sempre una distanza — quindi sempre un valore sotto radice, mai negativo — e il confronto fra distanza e raggio è la stessa struttura logica delle disequazioni irrazionali viste sopra. Più avanti, in goniometria, seno e coseno tornano a comparire dentro valori assoluti nello stesso modo. Il tempo speso ora sui casi, non sulle formule a memoria, è quello che rende più veloci quei capitoli.
Per il capitolo che precede questo, il ripasso di equazioni e disequazioni di secondo grado, trovi equazioni di secondo grado in terza al professionale: stesso livello di programma, indirizzo diverso. Il capitolo di un anno prima nello stesso ciclo tecnico, retta e scomposizione, è raccontato in scomposizione e retta: il primo compito di seconda.
Su valore assoluto e irrazionali non abbiamo ancora una simulazione dedicata in catalogo: nel frattempo trovi l’indice completo delle verifiche per argomento su /simulazioni/verifiche-liceo/, man mano che il capitolo cresce nel programma della classe.
Il quadro completo di matematica per l’indirizzo tecnico è sulla pagina di matematica. Se vuoi una mano a preparare il compito di metà ottobre, parti dalla chiamata conoscitiva gratuita: mezz’ora per capire dove concentrare il ripasso.