Metà ottobre 2026. Le vacanze di Natale, dal 23-24 dicembre al 6 gennaio, sono a circa dieci settimane. Prima ci sono gli scrutini di fine primo periodo: nelle scuole con trimestre e pentamestre cadono a metà dicembre e portano la prima pagella; con il quadrimestre la pagella arriva a gennaio. Subito dopo il rientro, di solito, ci sono le verifiche di gennaio. Dieci settimane sembrano tante, ma è proprio il momento giusto per decidere come usare quelle due settimane: se c’è qualcuno indietro, si recupera prima della pagella, non dopo.
In questo post non parlo del voto in pagella (per quello c’è prima pagella con insufficienze) e non rifaccio il discorso generale sul piano di studio (c’è già come si costruisce un piano di studio). Qui c’è un’idea sola: come stare dentro due settimane di vacanza senza che diventino né due settimane di studio forzato né due settimane vuote.
Il problema: due errori opposti
Alla fine delle feste vedo due famiglie diverse.
La prima ha tenuto la regola “le vacanze sono vacanze”: zero libri fino al 6 gennaio, compiti buttati nell’ultima sera. Il risultato è che il 7 gennaio lo studente ha dimenticato metà di ciò che sapeva, i compiti sono fatti male e la verifica è alle porte.
La seconda ha riempito le giornate: ogni mattina quattro ore di libri. Il risultato è che lo studente arriva al 6 gennaio stanco, senza aver riposato, e il rendimento a gennaio non è migliore.
In mezzo c’è una regola pratica che consiglio sempre: il riposo vero viene prima, lo studio è poco ma regolare. Non esiste un numero di ore che vada bene per tutti, dipende da quanto è indietro lo studente e dall’anno. Ma esiste un criterio: lo studio delle vacanze deve stare in una parte della mattina, in orari sempre uguali, e finire presto. Il resto della giornata è libero davvero.
Tre cose diverse, da tenere separate
Il motivo per cui le vacanze diventano pesanti, spesso, è che si mettono nello stesso sacco tre attività che sono diverse.
| Cosa | Che cos’è | Come si lavora |
|---|---|---|
| Compiti assegnati | quello che i professori hanno dato per le vacanze | si fanno a piccole dosi, con scadenza interna prima del 6 gennaio |
| Ripasso | argomenti già capiti, da tenere freschi | brevi richiami attivi: rifare da soli 2-3 esercizi, spiegare a voce |
| Recupero delle lacune | argomenti che non sono chiari | si torna indietro alla base, un tema alla volta, con esercizi graduati |
Il recupero è l’unica voce che cambia le cose per chi ha un’insufficienza, ma richiede energia e non va sprecato su compiti fatti in fretta. Se i compiti sono tanti, conviene finirli presto (nei primi giorni di lavoro) per liberare la testa e spendere il tempo migliore sul recupero. I compiti di matematica e fisica meritano un’attenzione particolare: sono quelli che si accumulano e che in gennaio vengono ripresi in verifica.
Quanto riposo, quanto studio
Una regola che funziona, senza cifre da manuale:
- I primi giorni sono liberi, a partire dalla sera dell’ultimo giorno di scuola. Dopo un trimestre pieno, il riposo non è un premio, è parte del lavoro.
- Il Natale e Capodanno restano fuori: niente libri il 24-25 dicembre, niente il 31 e l’1 gennaio.
- Un blocco al giorno nei giorni di lavoro, non due, e di durata breve, con una pausa vera in mezzo se si arriva alla seconda mezz’ora.
- Due giorni a settimana senza niente, scelti in anticipo, così nessuno li negozia ogni sera.
- Gli ultimi due giorni prima del rientro sono per il passaggio finale, non per “recuperare tutto”.
Se lo studente è in regola, i blocchi possono essere meno e più leggeri. Se è indietro in una materia, il blocco giornaliero va dedicato a quella, non diviso su cinque.
Come aiutare senza sostituirsi
Il genitore non deve fare il professore, e nemmeno il controllore. Il suo compito è fare in modo che il piano esista, sia scritto e sia visibile. Poi la regola è la stessa di aiutare il figlio con i compiti senza farli al posto suo: si chiede “da dove parti?” e “come l’hai fatto?”, non si detta la risposta. Tre abitudini concrete:
- Il piano sul frigorifero: una tabella con i giorni e il blocco previsto, scritta dallo studente (con voi, ma scritta da lui).
- Cinque minuti la sera: “cosa hai fatto oggi?”, e lui risponde con un esercizio concreto, non con “ho studiato”.
- Il saldo a metà: intorno al 30 dicembre si guarda insieme che cosa è fatto e che cosa no, e si sposta senza scenate.
Il piano dei 14 giorni
Il calendario che segue prende le due settimane dal 24 dicembre al 6 gennaio e le divide in blocchi corti. È un esempio da adattare: i nomi delle materie sono quelli di uno studente di liceo con un’insufficienza in matematica e compiti di fisica e inglese. Un blocco dura da quaranta minuti a un’ora.
| Giorno | Cosa | Tipo |
|---|---|---|
| 24-25 dic | niente | riposo |
| 26 dic | niente | riposo |
| 27 dic | compiti di fisica, parte 1 | compiti |
| 28 dic | matematica: ripasso della base su cui si è inciampato | recupero |
| 29 dic | compiti di inglese | compiti |
| 30 dic | controllo a metà con un genitore | verifica del piano |
| 31 dic - 1 gen | niente | riposo |
| 2 gen | matematica: esercizi graduati sul tema | recupero |
| 3 gen | compiti di fisica, parte 2 | compiti |
| 4 gen | matematica: nuova serie, questa volta cronometrata | recupero |
| 5 gen | passaggio finale: ripasso veloce degli argomenti delle prime verifiche | ripasso |
| 6 gen | niente, si prepara lo zaino | riposo |
Nota che le materie su cui c’è il recupero compaiono almeno tre volte e a giorni non consecutivi: un tema difficile si fissa meglio se lo si riprende dopo uno o due giorni di intervallo che se lo si fa tutto di fila. Se vuoi una struttura più dettagliata, il metodo a blocchi è quello del post sul piano di studio.
Se in pagella ci sono insufficienze
Se a dicembre arriva un 4 o un 5, soprattutto in matematica o in fisica, le vacanze sono l’occasione migliore per intervenire. Come procedere:
- Chiedere allo studente che cosa gli sfugge, con un esempio concreto di esercizio che non gli riesce. “Non capisco niente” si trasforma quasi sempre in “mi perdo quando ci sono le frazioni algebriche” o simili.
- Scegliere una o due materie, non tutte. Chi prova a recuperare quattro materie in due settimane non ne recupera nessuna.
- Partire dalla base: l’insufficienza di fisica nasce spesso da un buco di matematica, per esempio nelle equazioni o nelle proporzioni.
- Misurarsi prima del rientro: un’autoverifica cronometrata nell’ultimo weekend dice se il recupero ha funzionato. Per il metodo ho scritto come allenarsi sotto tempo prima di una verifica.
- Concordare con il professore un’occasione di recupero a gennaio, se la scuola la prevede.
Per esercitarti con quesiti nello stile delle verifiche di liceo c’è il simulatore di verifiche: la risposta corretta si vede subito, mentre la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione.
Checklist del rientro
Gli ultimi due giorni, con un foglio:
- i compiti sono finiti, controllati e nello zaino;
- il quaderno di matematica ha gli esercizi del recupero, con le correzioni a penna di colore diverso;
- sul calendario ci sono le date delle verifiche di gennaio, se già note;
- c’è scritto che cosa ha funzionato nelle due settimane e che cosa no;
- lo studente ha dormito: gli ultimi due giorni si torna all’orario della scuola.
Quando serve una mano
Se a dicembre c’è un’insufficienza in matematica e non sapete da dove far ripartire il recupero, la cosa più utile è una diagnosi: un colloquio e qualche esercizio per capire dove si interrompe il filo. La faccio io, ed è gratuita: scrivetemi dalla pagina contatti, meglio ora che a pagella uscita, così avete tutto novembre e dicembre per sistemare le cose e le vacanze restano vacanze.