La verifica sui limiti è la prima dell’ultimo anno e, nella maggior parte delle classi, quella con più insufficienze di tutto il quinquennio. Al liceo scientifico cade tra la fine di settembre e novembre; nelle scuole con due ore di matematica — scienze umane, linguistico, artistico — arriva più tardi, tra novembre e gennaio, ma il compito è lo stesso.
Il motivo per cui va male non è il concetto di limite, che quasi tutti afferrano. È che la verifica chiede tre cose diverse insieme — calcolare limiti, classificare le discontinuità, trovare gli asintoti — e le ultime due arrivano nell’ultima settimana di lezione, quando l’attenzione è già finita sul calcolo. Chi arriva al compito sapendo solo calcolare prende 5, anche facendo tutti i limiti giusti.
Qui trovi le tecniche che servono davvero, come si classificano le discontinuità, il metodo per gli asintoti (obliquo compreso), tre esercizi svolti e i cinque errori che costano più punti.
Cosa chiede la verifica di quinta
Vale la pena chiarire subito il perimetro, perché in rete si trovano soprattutto materiali universitari e sono un’altra cosa. Sul concetto di limite, la definizione con e e i limiti notevoli visti in profondità ho scritto una guida a parte, che copre anche il livello di Analisi 1: limiti spiegati bene. Questa pagina è invece tarata sul compito di quinta, che chiede tre blocchi:
- calcolare limiti con le forme indeterminate, senza De l’Hôpital — le derivate arrivano dopo, e usarlo prima che il professore lo abbia introdotto è un rischio inutile;
- discutere la continuità di una funzione e classificare i punti di discontinuità;
- trovare gli asintoti di una funzione, obliquo compreso, che è l’esercizio che vale di più.
Il terzo blocco è quello su cui si decide il voto, e non a caso è anche il ponte verso lo studio di funzione di febbraio.
Se la tua classe anticipa già i teoremi di Weierstrass, degli zeri e dei valori intermedi, li trovi enunciati con le rispettive ipotesi nel formulario di quinta, insieme alle sette forme indeterminate per intero e a dodici esercizi con la soluzione completa — qui restiamo sul perimetro del compito.
Le forme indeterminate e le tre tecniche del liceo
Una forma indeterminata non è un errore né un risultato: è un segnale che la sostituzione diretta non basta e serve riscrivere l’espressione. Le forme che escono al compito sono , , e, più raramente, e .
Le tecniche sono tre, e si scelgono guardando la forma.
Raccogliere il termine di grado massimo, per con funzioni razionali. In pratica la regola operativa è il confronto fra i gradi di numeratore e denominatore:
| Gradi | Risultato |
|---|---|
| grado num. > grado den. | , con il segno dato dai coefficienti direttivi |
| grado num. = grado den. | il rapporto dei coefficienti direttivi |
| grado num. < grado den. |
Scomporre, per con funzioni razionali. Se sostituendo si annullano sia numeratore che denominatore, allora è fattore di entrambi: si scompone, si semplifica, si sostituisce di nuovo. Non fallisce mai, ed è per questo che la scomposizione di prima superiore torna utile fino all’ultimo giorno di liceo.
Razionalizzare, per e per con le radici. Si moltiplica e si divide per l’espressione coniugata: la differenza di quadrati fa sparire la radice e la forma indeterminata con lei.
A queste si aggiungono i limiti notevoli, che vanno sapiti a memoria:
La regola d’uso è una sola e la si sbaglia spesso: l’argomento della funzione e il denominatore devono essere la stessa cosa. In non sono uguali, quindi si aggiusta:
Continuità e i tre tipi di discontinuità
Una funzione è continua in se valgono tre condizioni insieme: esiste, il limite per esiste finito, e i due coincidono. Quando qualcosa salta, la discontinuità si classifica così:
| Specie | Quando | Come si vede sul grafico |
|---|---|---|
| Prima (salto) | limite destro e sinistro finiti ma diversi | il grafico si spezza, salto finito |
| Seconda | almeno uno dei due limiti è infinito o non esiste | asintoto verticale, o oscillazione |
| Terza (eliminabile) | il limite esiste finito, ma non esiste o è diverso | un “buco” nel grafico |
Il calcolo da fare è sempre lo stesso: limite destro, limite sinistro, valore della funzione. Tre numeri, e la classificazione viene da sé. Il salto della prima specie ha anche un’ampiezza, cioè la differenza fra i due limiti, e i professori la chiedono spesso.
Nota pratica: le funzioni definite a tratti sono il caso preferito dai compiti, perché permettono di chiedere anche “per quale valore del parametro la funzione è continua?”. Si risolve imponendo che limite destro e limite sinistro nel punto di raccordo siano uguali.
Asintoti: il metodo, in ordine
Verticali. Si cercano nei punti esclusi dal dominio. La retta è asintoto verticale se
Vanno calcolati entrambi i limiti laterali, perché il comportamento a destra e a sinistra può essere diverso — ed è proprio quello che il compito vuole vedere scritto.
Orizzontali. La retta è asintoto orizzontale se
Anche qui i due lati vanno guardati separatamente: una funzione può avere un asintoto orizzontale a destra e uno diverso (o nessuno) a sinistra.
Obliqui. Si cercano solo se da quella parte non c’è l’asintoto orizzontale: i due si escludono a vicenda. La retta è con
e serve che sia finito e diverso da zero. Per una funzione razionale fratta c’è una scorciatoia che vale la pena conoscere: l’asintoto obliquo esiste quando il grado del numeratore supera di esattamente uno quello del denominatore, e si ottiene facendo la divisione fra polinomi — il quoziente è l’asintoto. È il modo più rapido di controllare il risultato dei due limiti.
Tre esercizi svolti
1. Forma
Sostituendo si ottiene . Raccolgo sopra e sotto:
Tutti i termini con la al denominatore tendono a zero. Il risultato è il rapporto dei coefficienti direttivi, come dice la tabella — ma il passaggio del raccoglimento va scritto: è quello che il professore valuta.
2. Forma
Sostituendo, sia il numeratore sia il denominatore si annullano: forma , quindi è fattore comune. Scompongo:
Il limite esiste finito ma la funzione in non è definita: è una discontinuità di terza specie, eliminabile. Se il testo chiede la classificazione, la risposta è già qui.
3. Asintoti di una funzione fratta
Trova dominio e asintoti di .
Il dominio è . Comincio dall’asintoto verticale, con i due limiti laterali:
(il numeratore tende a , positivo; il denominatore tende a zero, positivo da destra e negativo da sinistra). Quindi è asintoto verticale, e la discontinuità è di seconda specie.
All’infinito il grado del numeratore supera quello del denominatore, quindi il limite è infinito: niente asintoto orizzontale, e vale la pena cercare l’obliquo.
L’asintoto obliquo è , da entrambe le parti.
Il controllo con la divisione fra polinomi è immediato:
Il quoziente è , cioè l’asintoto, e il resto tende a zero: torna tutto in dieci secondi.
I cinque errori che costano più punti
1. Scrivere come risultato. Non è un numero, è la constatazione che il lavoro deve ancora cominciare. Un limite non può “valere” una forma indeterminata.
2. Scrivere senza il segno. Serve sapere se il denominatore tende a zero da sopra o da sotto, e quindi vanno calcolati i due limiti laterali. È il passaggio che distingue chi ha capito gli asintoti verticali da chi li tira a indovinare.
3. Dimenticare il valore assoluto con . Vale , che per negativo è . È l’errore classico dell’asintoto obliquo di una funzione irrazionale: a destra e a sinistra vengono due rette diverse, e chi non mette il valore assoluto ne trova una sola.
4. Cercare l’asintoto obliquo quando c’è già quello orizzontale. Si escludono a vicenda dalla stessa parte. Se hai trovato per , l’obliquo a destra non esiste e cercarlo è tempo perso.
5. Applicare un limite notevole senza aggiustare l’argomento. In il denominatore deve diventare , e il fattore va portato fuori. Vale per tutti i notevoli, nessuno escluso.
Le due settimane prima della verifica
- Scrivi i cinque limiti notevoli su un foglio bianco ogni giorno per una settimana. Due minuti. Quello che non esce è la priorità del giorno.
- Fai dieci limiti scrivendo solo la forma indeterminata e la tecnica, senza risolverli: → raccoglimento, razionale → scomposizione, radici → razionalizzazione. È l’esercizio che al compito fa guadagnare più tempo.
- Fai cinque studi di asintoti completi, con dominio, limiti laterali e obliquo. È l’esercizio che vale di più e quello che quasi nessuno prova abbastanza.
- Aggiungi tre funzioni definite a tratti con un parametro da determinare per la continuità: è la domanda più probabile fra quelle “difficili”.
Quando i limiti sono a posto, il passo successivo del programma sono le derivate, e da lì lo studio di funzione completo — dove tutto quello che hai imparato qui torna, ma dentro un esercizio solo.
Come lavoriamo su questo nelle lezioni
La prima lezione sui limiti la spendo quasi tutta sul riconoscimento: guardiamo venti limiti e per ciascuno diciamo solo la forma indeterminata e la tecnica, senza fare un conto. In un’ora si copre quello che risolvendoli richiederebbe quattro lezioni, e al compito la differenza si vede sul tempo, che è la vera variabile scarsa.
Sugli asintoti lavoro sempre con il grafico accanto: ogni limite calcolato va tradotto in un pezzo di disegno, altrimenti restano quattro conti scollegati. Chi sa disegnare mentalmente cosa sta calcolando non sbaglia i segni dei limiti laterali. Le lezioni sono online e uno-a-uno: 40 € l’ora, oppure 360 € per un pacchetto di 10 ore (36 €/h) se la quinta è appena cominciata e conviene arrivare preparati fino allo studio di funzione.
Il modo più rapido per capire a che punto sei è provare la verifica simulata sui limiti: quindici quesiti in cinquanta minuti, con il dettaglio dei punti deboli per argomento alla fine. La risposta corretta di ogni quesito è gratis e senza registrazione; la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione. Se dopo la prova vedi che il calcolo regge ma gli asintoti no (o viceversa), scrivimi per una diagnosi gratuita: guardiamo il programma della tua verifica e ti dico onestamente quante lezioni servono. Il quadro completo di come imposto il percorso è nella pagina delle ripetizioni di matematica.