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Come prepararsi al test Luiss: struttura, punteggio e strategia

Come prepararsi al test Luiss: struttura sequenziale, punteggio in centesimi, cosa studiare e la simulazione gratis per allenarti prima della prova.

di Gaetano Livornese

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Il test Luiss ha una caratteristica che lo rende diverso da quasi tutti gli altri test di ammissione italiani, e che ogni anno prende in contropiede studenti bravissimi: non si può tornare indietro. Confermi una risposta e quella domanda è chiusa per sempre, che tu sia sicuro o che tu abbia tirato a caso. Chi arriva pensando “faccio prima le facili e poi torno sulle difficili” — la strategia che funziona quasi ovunque — al test Luiss si ritrova nei guai già dalla decima domanda.

In questa guida metto quello che uso con i miei studenti che si preparano per Economia e Management, Economics and Business, PPE, Giurisprudenza o Scienze Politiche alla Luiss: com’è fatto il test, perché la sequenzialità cambia tutto, cosa studiare per area e come impostare i 75 minuti il giorno della prova.

Com’è fatto il test Luiss

Dal 2026 la Luiss ha unificato l’accesso ai corsi triennali e a ciclo unico in un unico test Luiss: stesso test per Economia e Management, Economics and Business, PPE, Giurisprudenza, Scienze Politiche e gli altri corsi che lo richiedono come via di ammissione principale. Si svolge online con proctoring (sorveglianza da remoto) ed è composto da:

  • 50 domande a risposta multipla
  • 75 minuti di tempo totale
  • nessuna divisione in sezioni con tempi separati — è un unico blocco cronometrato

La Luiss non pubblica una scomposizione ufficiale degli argomenti. Dalla ricostruzione di chi prepara il test ogni anno, i contenuti coprono logica (verbale e numerica), matematica (algebra, funzioni, geometria, probabilità e calcolo combinatorio) e cultura generale. Esiste anche una versione del test in inglese, ma è una traduzione della stessa prova, non una sezione di lingua separata da sostenere in aggiunta.

Il punteggio: +1 per risposta corretta, −0,25 per risposta errata, 0 per domanda omessa. Il totale su 50 viene convertito in centesimi (si divide per 50 e si moltiplica per 100), e la soglia minima per essere ammessi in graduatoria è 60/100. Per i corsi più richiesti il punteggio che serve realmente per entrare, secondo i dati non ufficiali ma ricorrenti tra chi lo ha sostenuto, si aggira tra 70 e 85/100 — molto sopra la soglia minima.

La graduatoria si basa solo sul punteggio del test: il voto di maturità non pesa. Chi ha superato Summer School o percorsi Foundation riconosciuti riceve un bonus fino a +5 o +10 punti in graduatoria. Esiste anche una via di ammissione senza test, tramite certificazioni internazionali (SAT ≥ 1200, ACT ≥ 25 o IB ≥ 36): se le hai già, vale la pena valutarla prima di impostare mesi di preparazione.

Le sessioni principali sono a febbraio, con un’eventuale sessione aggiuntiva a maggio se restano posti disponibili, più un percorso di Orientation Summer School dedicato ai ragazzi di quarto anno. La fee di partecipazione è di 150 € e i posti totali sul test sono circa 1.720.

Struttura, date e numero di posti possono cambiare da un anno all’altro. Prima di impostare il piano di studio, verifica sempre il bando ufficiale aggiornato su luiss.it: questa guida ti dà il quadro, il bando ha l’ultima parola.

La regola che cambia tutto: niente ritorno indietro

Qui si gioca la parte più importante della preparazione, ed è anche quella che quasi nessuno allena. Nella maggior parte dei test italiani (TOLC compreso) puoi scorrere avanti e indietro tra le domande, saltare quelle difficili e tornarci con calma. Nel test Luiss questo non esiste: una domanda alla volta, e una volta confermata la risposta non puoi più cambiarla o rivederla.

Le conseguenze pratiche sono due, e vanno interiorizzate prima del giorno del test, non durante:

  1. Ogni domanda va decisa “a bocce ferme”. Non puoi contare sul fatto di tornarci con la mente più libera dopo aver finito le altre. Il tempo che dedichi a una domanda è quello che hai, punto.
  2. La gestione del tempo va fatta domanda per domanda, non a sezioni. Con 75 minuti per 50 domande, la media è 90 secondi a domanda. Alcune ne richiedono 20, altre 4 minuti: la disciplina sta nel non farsi risucchiare da una domanda difficile sacrificando le tre facili che vengono dopo.

La regola pratica che do ai miei studenti: se dopo 90 secondi non hai un’idea chiara di come risolvere la domanda, decidi subito — non “ci penso un altro po’” — se tentare una risposta ragionata sulle opzioni che riesci a eliminare, oppure omettere. Con la penalità di −0,25 per errore e 0 per omissione, omettere ha senso solo se non riesci a scartare nessuna delle opzioni; se ne elimini anche solo una su quattro, rispondere ha un valore atteso positivo. Ma qui, a differenza di un test con ritorno libero, la decisione va presa lì, in quei 90 secondi, perché non c’è un “dopo” in cui rivedere la domanda con la testa più sgombra.

Cosa studiare per area

Logica è la parte su cui investo il grosso del tempo di preparazione, perché è l’area con il margine di miglioramento più alto in poco tempo: logica verbale (sillogismi, deduzioni, relazioni tra affermazioni) e logica numerica (sequenze, proporzioni, problemi con dati). Sono pattern che si riconoscono con l’allenamento — dopo un centinaio di quesiti svolti, i tipi ricorrenti si notano a colpo d’occhio, e la velocità di risoluzione cambia radicalmente.

Matematica richiede un consolidamento più che uno studio da zero: algebra di base, funzioni ed equazioni, geometria (piana e analitica), probabilità e calcolo combinatorio. Per la maggior parte degli studenti di quinto anno sono argomenti già visti a scuola, e il lavoro è tornare fluidi su quello che si è un po’ arrugginito, non imparare teoria nuova.

Cultura generale è l’area che rende meno per ora di studio dedicata: non ha un programma definito e chiuso, quindi conviene trattarla come una rendita — letture, attualità, qualche quiz di cultura generale nei momenti morti — piuttosto che come un blocco di studio strutturato. Le energie vere vanno su logica e matematica.

Per orientarti sulla parte matematica trovi materiale e supporto nella pagina matematica; se ti stai confrontando anche con altri test di area economica, guarda anche le guide su Bocconi e sul TIEC di Cattolica: i tre test condividono buona parte del programma di logica e matematica, e prepararsi per uno rafforza gli altri.

Strategia d’esame: decidere la politica di skip prima di sedersi

Con un test sequenziale, l’errore più costoso non è non sapere una risposta: è decidere sul momento cosa fare quando ti blocchi. Sotto pressione, senza una regola già scritta in testa, si finisce quasi sempre per insistere troppo su una domanda o per omettere per paura, anche quando avresti potuto eliminare due opzioni su quattro.

Prima di entrare nel test, decidi a mente fredda:

  • La soglia di tempo per domanda (90 secondi è il punto di partenza, aggiustalo sulle tue simulazioni).
  • La regola di omissione: nessuna opzione eliminabile → ometti; almeno una eliminata → rispondi.
  • L’ordine mentale: non puoi scegliere l’ordine delle domande (arrivano come arrivano), ma puoi decidere in anticipo con che ritmo vuoi procedere nei primi dieci minuti, per non partire né troppo lento né troppo in ansia.

Questa politica va allenata prima del test, con simulazioni che replicano davvero la sequenzialità — non con eserciziari dove puoi tornare indietro liberamente, che allenano un riflesso opposto a quello che ti servirà.

Tempistiche realistiche

  • 3 mesi prima — la finestra ideale. Tempo per consolidare logica e matematica con calma e arrivare a fare simulazioni sequenziali complete nelle ultime settimane.
  • 6 settimane prima — ancora pienamente fattibile, con un piano che concentra il grosso del tempo su logica (il margine di crescita più rapido) e un ripasso mirato di matematica.
  • 2 settimane prima — poco tempo per imparare argomenti nuovi: si lavora su simulazioni cronometrate e sulla gestione dei 90 secondi a domanda, che da sola vale diversi punti in centesimi.

Chi parte l’ultima settimana arriva al test senza aver mai provato la sequenzialità sotto pressione, ed è quasi sempre lì — non sui contenuti — che si perdono i punti che fanno la differenza tra la soglia minima e il punteggio che serve davvero per il corso desiderato.

Quale test per quale università

Ricapitolando la mappa dei test per economia, perché è il punto dove si fa più confusione:

Come lavoriamo nelle lezioni

Il primo passo che faccio fare a chiunque si prepari per il test Luiss è una simulazione gratuita del test Luiss in modalità sequenziale vera: una domanda alla volta, senza possibilità di tornare indietro, esattamente come il giorno della prova. La trovi qui: simulazione gratuita del test Luiss. Non è un esercizio come gli altri: è il modo più veloce per scoprire se il tuo problema è di contenuto (non sai la logica o la matematica) o di gestione (sai le cose ma la sequenzialità ti manda in tilt) — e i due problemi si curano in modo completamente diverso.

Da lì costruiamo un piano su misura: consolidamento mirato su logica e matematica dove serve, e via via più simulazioni sequenziali cronometrate, con revisione domanda per domanda per capire se un errore è stato di conoscenza, di tempo o di gestione della pressione. È lo stesso metodo che uso per TOLC, Bocconi e Cattolica, adattato alla particolarità del test Luiss: qui la sequenzialità non è un dettaglio, è la variabile che decide più punti di quanto faccia qualunque ripasso in più.

Vuoi capire dove stai perdendo punti?

Se ti stai preparando al test Luiss, il punto di partenza migliore è la simulazione sequenziale: ti dice in 75 minuti dove sei davvero, non dove pensi di essere. Da lì possiamo costruire insieme un piano concreto — scrivimi per una diagnosi gratuita e la organizziamo insieme, con lezioni singole a 40 €/h o il pacchetto da 10 ore a 360 € per chi vuole un percorso strutturato fino a febbraio.

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