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Come prepararsi al test Bocconi: guida pratica

Come prepararsi al test Bocconi: struttura, punteggio con le omissioni, peso del curriculum (45%) e la simulazione gratis prima dell'Early Admission.

di Gaetano Livornese

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Ogni anno arrivano studenti che mi dicono la stessa cosa: “Ho sentito che il test Bocconi è tipo un SAT”. Non è sbagliato come punto di partenza, ma non basta per prepararsi bene. Il “test online Bocconi” ha una struttura precisa, un sistema di punteggio con penalità diverse da sezione a sezione, e — cosa che quasi nessuno considera davvero — pesa solo il 55% della graduatoria finale. Il resto lo fa il curriculum scolastico.

In questo post metto insieme quello che vedo funzionare quando preparo studenti che puntano alla Bocconi: com’è fatto il test, come si costruisce il punteggio, dove si perdono punti per distrazione più che per ignoranza, e un piano realistico a seconda della sessione che scegli.

Prima di leggere tutto il resto, un consiglio pratico: fatti un’idea concreta di dove sei con la simulazione gratuita del test Bocconi che ho costruito con la stessa struttura reale — 75 minuti, le stesse quattro sezioni, il pensiero critico con le tre opzioni Vero/Falso/Non si può determinare, e soluzioni spiegate passaggio per passaggio. Ti dice in mezz’ora quello che altrimenti scopriresti dopo settimane di studio alla cieca.

Com’è fatto il test online Bocconi

Il test (nella versione per i corsi di area economico-gestionale, quelli su cui lavoro di più) è online, dura 75 minuti totali senza un orologio per sezione — gestisci tu il tempo tra le quattro parti — ed è composto da 50 domande:

SezioneN. domandeCosa misura
Matematica24algebra, funzioni, geometria, probabilità
Comprensione del testo11lettura analitica, inferenze, struttura argomentativa
Ragionamento numerico6data sufficiency, stima, relazioni tra quantità
Pensiero critico9valutare argomentazioni, Vero/Falso/Non si può determinare

Nota subito la proporzione: quasi metà del test (24 domande su 50) è matematica. Chi arriva pensando “è un test di lingua e ragionamento” spesso sottovaluta quanto conta saper risolvere in fretta un problema di algebra o di geometria analitica.

Una cosa importante da chiarire perché genera confusione: non esiste una sezione d’inglese separata. Scegli tu la lingua in cui sostenere il test (italiano o inglese); l’inglese richiesto per i corsi in lingua inglese si certifica a parte, con un livello minimo B2, non dentro questo test. Se hai letto altrove che la Bocconi ha un “test SAT-style in inglese con sezione verbale”, è una semplificazione che confonde il test online con altre prove di ammissione internazionali — non è la struttura di questo test.

Caveat obbligatorio, e lo ripeto perché conta più di quanto sembri: date, quote di ammissione e dettagli di struttura possono cambiare da un anno all’altro. Quello che leggi qui è la fotografia più aggiornata che ho a disposizione, ma fai sempre fede al bando ufficiale su unibocconi.it prima di organizzare la tua preparazione attorno a un numero specifico.

Come funziona il punteggio (e perché le omissioni contano davvero)

Il sistema di punteggio è quello che decide se il test lavora per te o contro di te:

  • Risposta corretta: +1
  • Risposta omessa: 0
  • Risposta errata: −0,2
  • Eccezione — Pensiero critico: qui le opzioni sono solo tre (Vero / Falso / Non si può determinare), quindi la penalità per l’errore sale a −0,33, perché con tre opzioni indovinare a caso è più facile che con quattro o cinque.

La soglia tecnica minima per considerare valido il test è 17 punti su 50. Se punti al percorso di Artificial Intelligence, Management and Analytics (o comunque a un percorso con requisito matematico rinforzato), serve anche un minimo di 11/24 nella sola sezione di matematica — un dettaglio che molti scoprono tardi e che vale la pena controllare fin dal primo giorno di preparazione.

Perché le omissioni contano così tanto? Fai il conto: se non sei sicuro e tiri a indovinare su 4 domande di matematica (4 opzioni), in media ne azzecchi una (+1) e ne sbagli tre (−0,6): guadagno netto +0,4, comunque positivo ma piccolo e rischioso. Sul pensiero critico, con 3 opzioni e penalità più alta, il calcolo cambia: un’ipotesi casuale ha aspettativa vicina allo zero o leggermente negativa. La regola pratica che do ai miei studenti: tira solo se hai escluso con certezza almeno un’opzione su tre nel pensiero critico, o due su quattro/cinque nelle altre sezioni. Sotto quella soglia, lascia in bianco. Non è vigliaccheria, è matematica del punteggio atteso.

Il peso del curriculum: il test non è tutto

Qui arriva il punto che sposta davvero le strategie di tanti studenti: la graduatoria finale è 55% test + 45% curriculum scolastico. Il curriculum si costruisce sui voti di terza e quarta superiore, guardando le materie core (Italiano, Inglese, Matematica, Storia) più altre due materie a scelta.

Cosa significa in pratica? Che uno studente con una pagella solida in terza e quarta ha già in mano quasi metà della graduatoria prima ancora di aprire il test. E significa anche che uno studente che nel triennio ha avuto un paio di anni sottotono deve compensare con un punteggio al test più alto della media — cosa possibile, ma da pianificare, non da scoprire a ottobre.

Chi legge questo post da un secondo o terzo anno di liceo: la cosa più utile che puoi fare oggi non è studiare per un test che darai in futuro, è portare a casa buoni voti in terza e quarta, perché quel pezzo di graduatoria non si recupera più dopo.

Le quattro sezioni, una per una

Matematica (24 domande)

Il programma copre algebra, funzioni (potenze, logaritmi, esponenziali), geometria piana e analitica, trigonometria, insiemi, probabilità, statistica descrittiva e calcolo combinatorio — sostanzialmente il programma di un liceo scientifico ben fatto, senza derivate né integrali. La difficoltà non è tanto nei singoli argomenti quanto nella velocità: con 24 domande su un test da 75 minuti condivisi con altre tre sezioni, non hai il tempo di rifare i conti due volte. Lavoro molto sul calcolo mentale e sulle scorciatoie algebriche prima ancora che sulla teoria, perché spesso la teoria c’è già — manca la scioltezza.

Comprensione del testo (11 domande)

Brani di attualità o divulgazione seguiti da domande su idea principale, inferenze, struttura argomentativa del testo. Non è un test di conoscenze, è un test di lettura attenta sotto tempo. L’errore classico è leggere il brano una volta e rispondere “a memoria”: meglio leggere con attenzione la prima volta, poi tornare al punto esatto del testo per ogni domanda che lo richiede.

Ragionamento numerico (6 domande)

Sono poche ma dense: quesiti di data sufficiency (hai abbastanza informazioni per rispondere, sì o no?) e stima. Si allenano bene con pochi esercizi ripetuti, perché il format si impara in fretta — il rischio è sottovalutarli perché “sono solo 6” e non allenarli mai.

Pensiero critico (9 domande)

La sezione più insidiosa per il sistema di penalità che abbiamo visto sopra. Ti presenta un’argomentazione (spesso un breve testo con una tesi e delle premesse) e ti chiede di valutare un’affermazione collegata: è Vero, Falso, o Non si può determinare con le informazioni date? La terza opzione è quella che gli studenti sottovalutano di più: non significa “non lo so”, significa “il testo non fornisce dati sufficienti per stabilirlo con certezza”, ed è spesso la risposta corretta anche quando “sembra” che manchi solo un piccolo passaggio logico.

Gli errori tipici che vedo

  1. Sottovalutare la matematica pensando “è un test di logica”. È il contrario: quasi metà delle domande è matematica pura. Chi arriva senza aver ripassato funzioni e geometria analitica perde qui, non nel ragionamento.
  2. Tirare a indovinare nel pensiero critico come nelle altre sezioni. La penalità più alta (−0,33 su 3 opzioni) cambia il calcolo. Vedi sopra la regola pratica sull’esclusione delle opzioni.
  3. Confondere “Non si può determinare” con “non ho capito il testo”. Sono cose diverse: la prima è una risposta legittima e spesso corretta, la seconda è un problema di comprensione da risolvere con altro allenamento.
  4. Studiare il test e ignorare il curriculum. Con un peso del 45%, i voti di terza e quarta non sono un dettaglio a margine.
  5. Arrivare al test senza aver mai gestito 75 minuti su 4 sezioni miste. La difficoltà tecnica dei singoli quesiti è gestibile; la vera sfida è dosare il tempo tra sezioni molto diverse tra loro senza un cronometro per sezione a guidarti.

Tempistiche realistiche: Early o Winter?

Le sessioni principali sono Early (a settembre, aperta anche a chi è ancora al quarto anno di superiori), Winter e Spring. Circa il 90-95% dei posti si assegna tra Early e Winter, quindi se punti sulla Bocconi vale la pena orientarsi su una di queste due, lasciando Spring come rete di sicurezza. Puoi ripetere il test fino a un massimo di 4 volte all’anno (60€ a tentativo, più 100€ di application fee), e conta il punteggio migliore.

Se punti su Early (settembre): la preparazione va iniziata entro l’estate. Con 2-3 mesi di lavoro mirato, 1-2 lezioni a settimana più esercizio autonomo, si arriva pronti. Chi è ancora al quarto anno e vuole tentare Early ha un vantaggio in più: può ripetere il test in Winter o Spring l’anno successivo se il primo tentativo non basta.

Se punti su Winter: hai qualche mese in più, ma non vuol dire che si possa rimandare. Il curriculum del quarto anno intanto sta già “chiudendo” — motivo di più per non trascurare i voti mentre studi per il test. Un piano di 3-4 mesi con simulazioni cronometrate nelle ultime 4-6 settimane resta la misura giusta anche qui.

In entrambi i casi, il primo tentativo diagnostico è oro: ti dice esattamente dove stai perdendo punti prima di sprecare settimane a studiare cose che già sai.

Quale test per quale università

Ricapitolando la mappa dei test per economia, perché è il punto dove si fa più confusione:

Come lavoriamo nelle lezioni

Parto sempre da una simulazione iniziale — la stessa simulazione test Bocconi che ho linkato all’inizio — per capire dove sei messo davvero, non dove pensi di essere messo. Da lì costruisco un piano che alterna:

  • Ripasso mirato di matematica sugli argomenti deboli emersi dalla diagnosi (spesso geometria analitica e probabilità sono i punti più fragili).
  • Batterie di quesiti di ragionamento numerico e pensiero critico, con particolare attenzione alla gestione delle tre opzioni Vero/Falso/Non si può determinare.
  • Tecniche di lettura veloce e mirata per la comprensione del testo.
  • Simulazioni cronometrate complete ogni 2-3 settimane, con analisi degli errori — non basta sapere “quanti” ne hai sbagliati, serve sapere “perché”.

Se hai già dato o stai valutando anche il TOLC-E come alternativa o percorso parallelo, ho scritto un confronto dettagliato in Test Bocconi o TOLC-E: quale conviene preparare — utile soprattutto se non hai ancora deciso su quale test concentrarti.

Se vuoi capire da dove partire — quante ore ti servono davvero, su quali sezioni concentrarti, se ha senso puntare su Early o aspettare Winter — la strada più rapida è una diagnosi gratuita. Guardiamo insieme la tua situazione e ti dico onestamente il piano più realistico, senza venderti niente che non ti serva.

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