Le lezioni del primo semestre sono iniziate a metà settembre — al Politecnico di Milano il 14 settembre 2026 — e a Chimica generale il programma segue di solito lo stesso ordine: stechiometria e nomenclatura per prime, poi le ossidoriduzioni tra ottobre e novembre. Ogni ateneo ha il proprio calendario, ma se sei arrivato fin qui la sequenza è probabilmente questa. Dove sono previste, le prove in itinere cadono a fine ottobre-novembre — al Politecnico dal 29 ottobre al 2 novembre 2026 — e la sessione invernale parte il 7 gennaio 2027 negli atenei con calendario anticipato come il Politecnico.
Nella prova scritta di Chimica generale — problemi teorico-numerici, domande a risposta multipla, identificazione e bilanciamento di reazioni, nomenclatura — la stechiometria, le ossidoriduzioni e il calcolo del pH sono i tre argomenti che mettono in difficoltà quasi tutti all’inizio. Le redox in particolare hanno un problema specifico: non è che i concetti siano difficili, è che bilanciarle “a occhio” come si fa con una reazione semplice smette di funzionare, e senza un metodo sistematico si perde tempo prezioso in un esame a tempo.
I numeri di ossidazione: le regole e le eccezioni
Prima di riconoscere una redox, serve saper assegnare un numero di ossidazione (n.o.) a ogni atomo, con queste regole in ordine di priorità:
- Un elemento allo stato libero ha n.o. 0 — , , .
- In uno ione monoatomico, il n.o. coincide con la carica — ha n.o. .
- L’ossigeno ha quasi sempre n.o. , tranne nei perossidi (, ), dove è , e nel composto con il fluoro , dove è (un caso raro, ma da sapere che esiste).
- L’idrogeno ha quasi sempre n.o. , tranne negli idruri metallici (, ), dove è .
- Il fluoro ha sempre n.o. , in ogni composto, senza eccezioni: è l’elemento più elettronegativo della tavola periodica e non cede mai questa posizione.
- La somma dei numeri di ossidazione è 0 in un composto neutro, ed è uguale alla carica complessiva in uno ione poliatomico.
L’ordine conta: applica prima le eccezioni (perossidi, idruri, fluoro), poi le regole generali, e infine ricava per differenza il n.o. dell’atomo “incognito” — di solito quello centrale, come il manganese in o il cromo in .
Riconoscere ossidazione e riduzione
Una reazione è una ossidoriduzione (redox) quando almeno un atomo cambia numero di ossidazione tra reagenti e prodotti. Chi si ossida aumenta il proprio n.o. (perde elettroni); chi si riduce lo diminuisce (acquista elettroni). Di conseguenza:
- L’ossidante è la specie che si riduce — è lei che “ossida” l’altra, prendendole elettroni.
- Il riducente è la specie che si ossida — è lei che “riduce” l’altra, cedendole elettroni.
È uno scambio simmetrico e obbligato: se una specie perde elettroni, un’altra deve acquistarli nella stessa quantità, nella stessa reazione. Questo bilancio degli elettroni è esattamente il perno del metodo che segue.
Il metodo ionico-elettronico in ambiente acido
Il modo più affidabile per bilanciare una redox è scomporla in due semireazioni — una di ossidazione, una di riduzione — bilanciare ciascuna separatamente, e poi sommarle. In ambiente acido, i passi sono sempre gli stessi:
- Scrivi le due semireazioni, individuando chi si ossida e chi si riduce dai numeri di ossidazione.
- Bilancia l’atomo che cambia n.o. (di solito serve solo mettere un coefficiente).
- Bilancia l’ossigeno aggiungendo molecole di dal lato che ne ha meno.
- Bilancia l’idrogeno aggiungendo ioni dal lato che ne ha meno.
- Bilancia la carica aggiungendo elettroni () dal lato con la carica più alta, tanti quanti servono a pareggiare.
- Uguaglia il numero di elettroni nelle due semireazioni moltiplicandole per gli opportuni coefficienti, poi sommale ed elimina ciò che compare identico su entrambi i lati.
Esercizio svolto 1 — + in ambiente acido
Il permanganato ossida il ferro(II) a ferro(III), riducendosi a manganese(II).
Semireazione di riduzione (il manganese passa da a ):
Bilancio l’ossigeno con 4 a destra, poi l’idrogeno con 8 a sinistra:
Carica a sinistra: ; carica a destra: . Serve pareggiare aggiungendo a sinistra:
Semireazione di ossidazione (il ferro passa da a , senza bisogno di bilanciare O o H):
Uguaglio gli elettroni: la riduzione ne consuma 5, l’ossidazione ne produce 1 — moltiplico la seconda per 5:
Sommo le due semireazioni ed elimino i 5 elettroni, che compaiono su entrambi i lati:
Verifica: atomi di Mn (1 = 1), Fe (5 = 5), O (4 = 4, nell’acqua), H (8 = 8, nell’acqua); carica a sinistra , a destra . Bilanciata sia in atomi sia in carica.
Esercizio svolto 2 — + in ambiente acido
Il dicromato ossida lo ioduro a iodio molecolare, riducendosi a cromo(III).
Riduzione (il cromo passa da a ; essendoci 2 atomi di Cr nel dicromato, il coefficiente 2 va messo subito a destra):
Bilancio O con 7 a destra, poi H con 14 a sinistra:
Carica a sinistra: ; a destra: . Aggiungo a sinistra:
Ossidazione (lo iodio passa da a , e serve 2 ioduri per formare ):
Uguaglio gli elettroni: la riduzione ne consuma 6, l’ossidazione ne produce 2 — moltiplico la seconda per 3:
Sommo ed elimino i :
Verifica: Cr (2 = 2), I (6 = 6), O (7 = 7, nell’acqua), H (14 = 14, nell’acqua); carica a sinistra , a destra .
Il metodo in ambiente basico
In ambiente basico non ci sono ioni liberi in quantità significativa: il metodo più diretto è bilanciare prima come se fosse in ambiente acido, e solo alla fine convertire, aggiungendo tanti ioni per lato quanti sono gli presenti, così da trasformarli in acqua () e poi semplificare le molecole d’acqua che compaiono su entrambi i lati. È lo stesso identico procedimento di prima, con un solo passo aggiuntivo alla fine: usa sempre questo, senza mischiarlo con altri metodi, per non perdere il conto.
Esercizio svolto 3 — + in ambiente basico
Il permanganato ossida il solfito a solfato, riducendosi a biossido di manganese () — un caso tipico di redox in basico, perché il permanganato in ambiente basico si riduce solo fino a , non fino a come in acido.
Riduzione (Mn da a ):
Bilancio O: a sinistra 4, a destra 2 — aggiungo 2 a destra:
Bilancio H con 4 a sinistra (provvisori, come in acido):
Carica a sinistra: ; a destra: . Aggiungo a sinistra:
Ossidazione (S da a ): parto da , bilancio O con 1 a sinistra e H con 2 a destra (provvisori):
(carica a sinistra , a destra : torna con 2 elettroni ceduti).
Uguaglio gli elettroni (riduzione: 3, ossidazione: 2 → minimo comune multiplo 6, moltiplico la prima per 2 e la seconda per 3):
Sommo ed elimino gli elettroni, poi semplifico e comuni ai due lati ( a sinistra; a destra):
Ora converto in basico: aggiungo 2 a entrambi i lati per neutralizzare i 2 a sinistra, trasformandoli in :
E semplifico l’acqua comune ( a sinistra):
Verifica: Mn (2 = 2), S (3 = 3), O ( a sinistra; a destra), H (); carica a sinistra , a destra .
La dismutazione: quando la stessa specie si ossida e si riduce
Un caso particolare di redox è la dismutazione (o disproporzione): uno stesso elemento, nello stesso composto di partenza, in parte si ossida e in parte si riduce, dando due prodotti diversi. L’esempio classico è il cloro in ambiente basico:
Il cloro parte da n.o. (elemento libero): metà si riduce a (n.o. ), metà si ossida a (n.o. ). Non è un errore di bilanciamento vederlo scritto con lo stesso elemento su entrambi i lati come prodotto: è proprio la firma di una dismutazione, e riconoscerla evita di cercare a lungo “l’altro reagente” che qui semplicemente non serve.
Stechiometria redox: dalla reazione bilanciata ai grammi
Una volta bilanciata la redox, i calcoli seguono esattamente lo schema della stechiometria ordinaria — moli, coefficienti, riconversione — con l’unica differenza che i coefficienti vengono dal bilanciamento degli elettroni invece che dalla sola conservazione degli atomi.
Titolazione permanganometrica. Una soluzione di di volume viene titolata con (reazione dell’esercizio 1), e il viraggio si osserva dopo l’aggiunta di di titolante. Qual è la concentrazione della soluzione di ?
Moli di permanganato usate:
Dalla reazione bilanciata, ogni mole di reagisce con 5 moli di :
Concentrazione della soluzione di :
L’errore più comune in questo tipo di problema è usare il rapporto 1:1 tra ossidante e riducente, come se fosse una neutralizzazione acido-base qualunque: nella redox il rapporto stechiometrico viene dal numero di elettroni scambiati (qui 5 a 1), non è mai automaticamente uno a uno.
Dove si perdono punti, in sintesi
- Dimenticare le eccezioni sui numeri di ossidazione (perossidi, idruri, fluoro) prima di applicare le regole generali.
- Bilanciare gli atomi ma non la carica, o viceversa: una redox bilanciata deve tornare su entrambi i fronti, sempre.
- Mischiare i due metodi (acido e basico) a metà bilanciamento: scegline uno, portalo a termine, converti solo alla fine se serve.
- Assumere un rapporto 1:1 tra ossidante e riducente nei problemi di stechiometria redox, invece di leggerlo dai coefficienti della reazione bilanciata.
- Non verificare il bilancio di carica come ultimo controllo: è il modo più veloce per accorgersi di un coefficiente sbagliato prima di consegnare.
Per approfondire
I numeri di ossidazione, con un taglio più da liceo e senza semireazioni, sono anche il punto di partenza della nomenclatura chimica inorganica, IUPAC e tradizionale: utile per chi arriva all’università con quella parte non del tutto solida. Per il resto della stechiometria — moli, reagente limitante, resa — la guida di riferimento è stechiometria: gli errori tipici.
Se vuoi allenarti sul formato dell’esame, la simulazione di Chimica generale segue la struttura della prova scritta — problemi numerici e domande a risposta multipla: la risposta corretta è gratis, la soluzione guidata passo passo si sblocca con la prima lezione. Per il resto delle materie scientifiche trovi il quadro nella pagina di scienze, e per l’affiancamento universitario in generale nella pagina delle ripetizioni universitarie. Se le redox restano il punto debole dopo aver provato questo metodo, scrivimi dai contatti: la prima chiamata conoscitiva è gratuita e dura mezz’ora.