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Reazioni organiche: addizione elettrofila, SN1 e SN2

Addizione elettrofila e regola di Markovnikov, sostituzione nucleofila SN1 e SN2: come riconoscere il meccanismo, gli errori tipici ed esercizi svolti in quinta

di Gaetano Livornese

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Fine settembre 2026, quinta liceo scientifico: dopo nomenclatura IUPAC e gruppi funzionali, il programma di chimica organica arriva alla parte che chiede di ragionare, non solo di nominare — come e perché avvengono le reazioni. In classe questo blocco si affronta fra fine ottobre e novembre, con la verifica fra fine novembre e dicembre — fra otto e dieci settimane da adesso. Vale la pena arrivarci con metodo: scienze è stata materia d’orale alla maturità 2026 con il commissario interno, e i meccanismi di reazione sono esattamente il tipo di argomento su cui si finisce a ragionare a voce, mesi dopo la verifica.

Do per acquisiti ibridazione, isomeria e nomenclatura degli idrocarburi (ne ho parlato in Chimica organica in quinta: ibridazione, isomeria, idrocarburi) e i gruppi funzionali con la loro nomenclatura (in Gruppi funzionali in chimica organica: nomi e proprietà), che segnalava proprio questi meccanismi come “argomenti a parte”: eccoli.

Elettrofili e nucleofili: chi attacca chi

Ogni reazione organica si può leggere come un incontro fra due specie con cariche complementari:

  • un elettrofilo (letteralmente, “che ama gli elettroni”) è una specie povera di elettroni, spesso con una carica positiva o parziale, che cerca una coppia di elettroni da qualche parte per completare il suo ottetto o stabilizzarsi;
  • un nucleofilo (letteralmente, “che ama il nucleo”) è una specie ricca di elettroni — un anione, o una molecola neutra con doppietti liberi — che possiede una coppia di elettroni disponibile a formare un nuovo legame.

Le due reazioni di questo post nascono entrambe dallo stesso incontro elettrofilo-nucleofilo, applicato a due situazioni diverse: un doppio legame che attira un elettrofilo (addizione elettrofila) e un carbonio legato a un buon gruppo uscente che attira un nucleofilo (sostituzione nucleofila).

Il carbocatione e la sua stabilità

Al centro di quasi tutti i meccanismi di questo blocco c’è il carbocatione: un carbonio con solo tre legami e una carica positiva, quindi povero di elettroni (un elettrofilo per definizione). La sua stabilità dipende da quanti gruppi alchilici sono legati al carbonio carico, perché ogni gruppo alchilico “dona” densità elettronica verso la carica positiva, alleggerendola (effetto induttivo):

Questa gerarchia da sola spiega quasi tutti i risultati che seguono: ogni volta che un meccanismo può passare per un carbocatione più stabile, lo fa preferenzialmente.

Addizione elettrofila agli alcheni

Il doppio legame di un alchene ha una nuvola di elettroni esposta e disponibile: è un nucleofilo, e attira elettrofili. Nella reazione con (un acido alogenidrico, per esempio ), il meccanismo procede in due passaggi:

  1. Il doppio legame attacca l’idrogeno dell’ (l’elettrofilo), formando un nuovo legame su uno dei due carboni del doppio legame e liberando lo ione alogenuro . Il carbonio che non ha ricevuto l’idrogeno resta con solo tre legami: è diventato un carbocatione.
  2. Lo ione alogenuro (ora un nucleofilo) attacca il carbocatione, formando il legame e completando il prodotto.

La stessa logica in due passaggi vale per l’addizione di (che dà un alcol, in presenza di catalisi acida) e di (un alogeno come , che dà un dialogenuro vicinale, con un meccanismo leggermente diverso — passa per uno ione alogenio ciclico invece che per un carbocatione libero, ma a questo livello basta sapere riconoscere reagenti e prodotto).

La regola di Markovnikov, spiegata dal carbocatione

Quando l’alchene di partenza è asimmetrico (i due carboni del doppio legame non portano lo stesso numero di sostituenti), l’idrogeno dell’ può legarsi a due carboni diversi, e i due possibili carbocationi intermedi non hanno la stessa stabilità. La regola di Markovnikov dice che l’idrogeno si lega al carbonio del doppio legame che ha già più idrogeni, così che l’alogeno finisca sul carbonio più sostituito — ma il modo corretto di ricordarla, invece di impararla a memoria, è pensare al perché: l’idrogeno si posiziona in modo da generare il carbocatione intermedio più stabile, e la stabilità dei carbocationi è terziario > secondario > primario, come visto sopra. Il prodotto Markovnikov è semplicemente quello che passa dall’intermedio più stabile, quindi si forma più velocemente ed è il prodotto maggioritario.

Sostituzione nucleofila: SN2 e SN1

Nella sostituzione nucleofila, un nucleofilo sostituisce un gruppo uscente legato a un carbonio saturo (tipicamente un alogeno, in un alogenuro alchilico ). Esistono due meccanismi alternativi, e riconoscere quale dei due sta avvenendo è il cuore della verifica.

SN2 (sostituzione nucleofila bimolecolare). Avviene in un unico passaggio concertato: il nucleofilo attacca il carbonio dal lato opposto rispetto al gruppo uscente (attacco “da dietro”), mentre il legame con il gruppo uscente si rompe nello stesso istante in cui si forma il nuovo legame con il nucleofilo. Conseguenze dirette di questo meccanismo:

  • la velocità dipende dalla concentrazione di entrambi i reagenti (substrato e nucleofilo): da qui il nome bimolecolare;
  • avviene con inversione di configurazione al carbonio (come un ombrello che si rivolta nel vento) — se il carbonio di partenza è un centro stereogenico, il prodotto ha configurazione spaziale invertita rispetto al reagente;
  • funziona bene su substrati primari (poco ingombro attorno al carbonio, il nucleofilo riesce ad avvicinarsi) e richiede un nucleofilo forte.

SN1 (sostituzione nucleofila unimolecolare). Avviene in due passaggi separati:

  1. Il gruppo uscente se ne va da solo, senza aspettare il nucleofilo, formando un carbocatione intermedio (passaggio lento, che determina la velocità della reazione).
  2. Il nucleofilo attacca il carbocatione, che essendo planare può essere attaccato da entrambi i lati.

Conseguenze:

  • la velocità dipende solo dalla concentrazione del substrato (il primo passaggio è quello lento): da qui il nome unimolecolare;
  • il carbocatione planare può essere attaccato da entrambe le facce con probabilità simile, quindi se il carbonio di partenza era un centro stereogenico il prodotto è una miscela quasi 1:1 dei due stereoisomeri (racemizzazione parziale) invece di un’inversione netta;
  • funziona bene su substrati terziari (il carbocatione terziario è abbastanza stabile da formarsi), favorito da un solvente protico (che stabilizza il carbocatione per solvatazione) e non richiede un nucleofilo forte.

Come riconoscere quale meccanismo sta avvenendo

SN2SN1
PassaggiUno, concertatoDue, con carbocatione intermedio
CineticaDipende da substrato e nucleofiloDipende solo dal substrato
Substrato favoritoPrimarioTerziario
NucleofiloForte, in buona concentrazioneAnche debole
StereochimicaInversione nettaRacemizzazione (parziale)
SolventeAprotico polareProtico

Il substrato secondario è il caso ambiguo: può reagire con l’uno o l’altro meccanismo a seconda di nucleofilo e solvente — è spesso il punto su cui una verifica ti chiede di ragionare, invece di applicare una tabella a memoria.

Un cenno a E1 ed E2

Accanto alla sostituzione, lo stesso substrato può andare incontro a una reazione di eliminazione (E1 o E2), in cui il nucleofilo si comporta da base e strappa un idrogeno invece di attaccare il carbonio, formando un doppio legame al posto del gruppo uscente. E1 ed E2 competono rispettivamente con SN1 e SN2 sugli stessi substrati, e in generale un nucleofilo/base forte e ingombrante o una temperatura alta favoriscono l’eliminazione rispetto alla sostituzione. A questo livello basta sapere che questa competizione esiste, senza approfondire i dettagli.

Errori tipici

ErroreCome te ne accorgi
Applicare Markovnikov senza pensare al carbocationeChiediti sempre quale dei due carbocationi intermedi è più stabile: è quello il prodotto maggioritario
Confondere SN1 e SN2 guardando solo il nucleofiloGuarda prima il substrato (primario → SN2, terziario → SN1): è il fattore più decisivo, più del nucleofilo
Pensare che SN1 dia sempre inversione completa come SN2SN1 passa da un carbocatione planare: il prodotto è una miscela di stereoisomeri, non un’inversione netta
Dimenticare che il nucleofilo forte richiede la SN2 anche su substrati poco reattiviUn nucleofilo forte in alta concentrazione spinge verso SN2 quando il substrato lo permette (primario o secondario)
Confondere addizione elettrofila e sostituzione nucleofilaL’addizione parte da un doppio legame (alchene) e aggiunge atomi; la sostituzione parte da un carbonio saturo con un gruppo uscente e lo rimpiazza

Tre esercizi svolti

1. Addizione elettrofila con Markovnikov. Prevedi il prodotto principale della reazione fra il propene () e .

Il doppio legame è fra il C2 e il C3 (numerando dal metile): il C2 porta un solo idrogeno oltre al gruppo metilico, il C3 ne porta due. Se l’idrogeno dell’ si lega al C3 (quello con più idrogeni, come da Markovnikov), il carbocatione intermedio si forma sul C2, che è legato a due carboni (il metile e il C3): è un carbocatione secondario. Se invece l’idrogeno si legasse al C2, il carbocatione si formerebbe sul C3, legato a un solo carbonio: sarebbe primario, molto meno stabile.

Il meccanismo passa dal carbocatione secondario, più stabile: il bromo finisce quindi sul C2. Il prodotto principale è il 2-bromopropano ().

Su questo argomento non esiste ancora una simulazione dedicata di chimica sul sito: trovi comunque tutte quelle disponibili sulle altre materie in /simulazioni/liceo/, con la risposta corretta gratis e la soluzione guidata che si sblocca con la prima lezione.

2. Riconoscere SN2. Il bromometano (, substrato primario — anzi il caso limite, senza nemmeno un carbonio sostituente) reagisce con ioni idrossido (un nucleofilo forte) in un solvente aprotico polare. Che meccanismo avviene, e qual è il prodotto?

Substrato primario (il carbonio con il bromo non è legato ad altri carboni) e nucleofilo forte in buona concentrazione: entrambe le condizioni indicano SN2. Il meccanismo è concertato, in un solo passaggio: l’ attacca il carbonio dal lato opposto al bromo, che se ne va come nello stesso istante. Il prodotto è il metanolo (). Non essendoci un centro stereogenico su questo substrato specifico (il carbonio ha già due idrogeni identici), qui l’inversione di configurazione non è osservabile — ma il meccanismo resta comunque SN2, per substrato e nucleofilo.

3. Riconoscere SN1. Il 2-bromo-2-metilpropano (substrato terziario) viene sciolto in acqua (solvente protico, nucleofilo debole). Che meccanismo avviene, e con quale stereochimica attesa?

Substrato terziario e solvente protico con nucleofilo debole: entrambe le condizioni indicano SN1. Il bromo se ne va da solo, formando un carbocatione terziario (stabile, legato a tre gruppi metilici), che poi viene attaccato dall’acqua per dare, dopo la perdita di un protone, il 2-metilpropan-2-olo. In questo caso specifico il carbocatione non è un centro stereogenico (è legato a tre gruppi identici, i tre metili, più il quarto legame libero), quindi non si osserva vera racemizzazione — ma se il substrato di partenza avesse quattro sostituenti diversi attorno al carbonio, il carbocatione planare darebbe una miscela di entrambi gli stereoisomeri, non un’inversione netta come in una SN2.

Prima della verifica

Per questo argomento non esiste ancora una simulazione dedicata di chimica sul sito: trovi test cronometrati su altre materie in /simulazioni/liceo/. Per ripassare nomenclatura e gruppi funzionali prima di affrontare questi meccanismi, i post di riferimento sono Chimica organica in quinta: ibridazione, isomeria, idrocarburi e Gruppi funzionali in chimica organica: nomi e proprietà; per il resto del programma di scienze trovi tutto in /materie/scienze/.

Se questi meccanismi ti stanno creando più dubbi che certezze prima della verifica, o ti serve una mano per l’orale di maturità, la prima chiamata conoscitiva è gratuita e dura mezz’ora.

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