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Quanto farsi pagare per le ripetizioni: da privato, con una piattaforma o un'agenzia

Quanto guadagnare con le ripetizioni? Come ragionare sulla tariffa e cosa cambia tra lavorare da privato, su una piattaforma o con un'agenzia.

di Gaetano Livornese

  • #lavoro

«Quanto si guadagna dando ripetizioni?» è la domanda che chiunque si faccia prima di cominciare, ed è anche quella a cui è più difficile rispondere onestamente. Le cifre che si leggono online cambiano da una città all’altra, da un livello all’altro, da un annuncio all’altro, e quasi sempre sono la tariffa lorda di una lezione, non quello che resta a chi la fa.

Qui non troverai una cifra magica. Troverai un modo di ragionare, che funziona qualunque sia il numero finale: che cosa conta davvero quando valuti quanto farti pagare, e che cosa cambia nei tre modi in cui puoi lavorare. Le nostre tariffe e quelle di nessun altro non sono in questa pagina, per scelta: le cifre invecchiano in fretta e un numero scritto qui sarebbe sbagliato tra pochi mesi. Quello che resta valido è il metodo.

Prima di tutto: la tariffa oraria lorda non è il tuo guadagno

Una lezione dura un’ora, ma il lavoro dietro quell’ora è più lungo. Contalo con onestà:

  • Preparazione: rileggere l’argomento, scegliere gli esercizi, preparare spiegazioni alternative. Con uno studente nuovo può essere quasi pari alla durata della lezione; con uno che conosci bene si riduce.
  • Comunicazione: messaggi per spostare un orario, risposte a un dubbio tra una lezione e l’altra, promemoria.
  • Dopo la lezione: mandare il PDF della lavagna, scrivere due righe di recap, assegnare gli esercizi.
  • Imprevisti: la lezione saltata all’ultimo minuto, lo studente che sparisce.
  • Tasse e contributi, se previsti nel tuo caso (ne parliamo sotto).

Se cerchi un’unica cifra di riferimento, calcola il tuo guadagno per ora di lavoro complessivo: quello che incassi in una settimana, diviso per le ore totali (lezioni più tutto il resto). Quel numero è quasi sempre più basso della tariffa oraria dichiarata, ed è quello con cui devi confrontare altre opportunità, dentro o fuori dall’insegnamento.

Cosa fa salire o scendere la tariffa di mercato

Senza inventare cifre, i fattori che spostano un prezzo sono abbastanza stabili:

  • Il livello. Aiutare un ragazzo delle medie e preparare un esame universitario non sono lo stesso lavoro, né per competenza richiesta né per tempo di preparazione. In quasi tutti i contesti il prezzo cresce con il livello.
  • La materia. Dove la domanda è alta e i tutor competenti sono pochi, il prezzo tende a salire; dove la domanda è bassa o l’offerta abbondante, scende.
  • L’urgenza. Chi cerca aiuto per una verifica tra cinque giorni o un esame tra due settimane accetta più facilmente un prezzo più alto di chi vuole un sostegno costante.
  • L’esperienza dimostrabile. Un tutor che può raccontare con concretezza com’è fatta una lezione e con quali studenti ha lavorato viene scelto più facilmente, anche a parità di prezzo. Come costruirla se parti da zero lo spieghiamo in farsi scegliere come tutor senza portfolio.
  • Il formato. Online o in presenza, lezione singola o percorso: un pacchetto di più lezioni spesso ha un prezzo orario più basso della lezione singola, perché lo studente si impegna per più tempo e tu hai continuità.

Per sapere dove si colloca il mercato nella tua zona e nella tua materia non c’è scorciatoia: guarda cosa chiedono le inserzioni pubblicate da tutor con un livello simile al tuo, e chiedi a chi ha già insegnato. Diffida di una singola cifra senza contesto.

Come funziona il prezzo nei tre modelli

Da privato

Fissi tu il prezzo e lo comunichi alla famiglia. Incassi tutto, ma ti occupi di trovare gli studenti (come farlo, qui), di gestire i pagamenti e i ritardi, di cambiare orario quando serve.

Un rischio concreto: partire con un prezzo troppo basso «per farsi conoscere». Alzarlo dopo con lo stesso studente è scomodo, e chi arriva a un prezzo basso tende a cercare un tutor al prezzo più basso, non quello più bravo. Meglio un prezzo coerente fin dall’inizio, e uno sconto esplicito e temporaneo per la prima lezione, se vuoi.

Su una piattaforma

Di solito paghi per essere visibile, in uno di questi modi: una percentuale su ogni lezione, un abbonamento, un costo per ogni contatto. Alcune piattaforme trattengono una quota che cambia con il numero di ore già svolte; altre fissano una percentuale unica. Non esiste una regola valida per tutte, quindi prima di iscriverti verifica sempre, sul sito della piattaforma:

  1. Quanto trattiene e su quale importo (sulla lezione intera, sul compenso?).
  2. Quando e come ti paga (a lezione, a fine mese, dopo una verifica?).
  3. Cosa succede se uno studente sceglie di lavorare con te fuori dalla piattaforma: molte condizioni lo vietano, o prevedono una penale.
  4. Chi decide il prezzo: tu, la piattaforma, o un intervallo consigliato.

Il vantaggio è la visibilità e una parte di lavoro amministrativo già gestita. Lo svantaggio è che sei uno tra molti profili, e che il prezzo che vedi pubblicato non è quello che ti arriva in tasca.

Con un’agenzia o un servizio che ti assegna gli studenti

In questo modello il servizio si occupa di trovare le famiglie, concordare il prezzo con loro e incassare, e a te riconosce una tariffa per le ore svolte. Per te cambiano due cose: non decidi il prezzo, ma non devi nemmeno cercare i clienti né inseguire i pagamenti. Come funziona la quota o la tariffa varia da un servizio all’altro: chiedi sempre come funziona prima di iniziare.

Come funziona da noi, in concreto, è su diventa tutor: la tariffa oraria dipende dal livello (elementari, medie, superiori, università), viene concordata per iscritto prima di iniziare e il pagamento è mensile, a consuntivo delle ore svolte. Le cifre non le pubblichiamo online: le trovi nella proposta che ricevi con l’approvazione, così sai prima di cominciare esattamente cosa riceverai.

Qualunque agenzia scegli, chiedi sempre le stesse cose: come è calcolata la tariffa, quando viene pagata, se è scritta, e quali vincoli ci sono (esclusiva, orari minimi, divieto di lavorare in parallelo con altri). Se una risposta è vaga, è il segnale più utile che puoi avere.

Una nota su tasse e contributi

Quello che incassi per le ripetizioni ha un trattamento fiscale e previdenziale che dipende dal tuo caso: quanto lavori, se lo fai in modo occasionale o continuativo, se hai già altri redditi. Non sono questioni che si possono liquidare con una regola generale. L’INPS pubblica una scheda sui contributi dei lavoratori autonomi occasionali che è un buon punto di partenza per capire come funziona. Prima di cominciare, verifica con un commercialista come inquadrare la tua situazione.

Un metodo in quattro mosse per decidere

  1. Scrivi quante ore a settimana vuoi davvero dedicare a lezioni, tenendo conto di preparazione e imprevisti.
  2. Scrivi quanto vuoi guadagnare al mese, al netto di tutto.
  3. Guarda cosa chiede il mercato per il tuo livello e la tua materia, senza fissarti su una cifra sola.
  4. Scegli il modello (da privato, piattaforma, agenzia) che ti lascia più ore di insegnamento e meno ore di tutto il resto, cioè quello in cui il tuo tempo vale di più.

Quest’ultimo punto è quello che si trascura più spesso. Un modello con un prezzo orario più alto ma con molte ore spese a cercare clienti può rendere meno di uno con una tariffa più bassa ma ore tutte piene di lezioni.

E adesso

Se vuoi capire se il modello con un’agenzia fa per te, leggi la pagina diventa tutor: ci sono i passi della candidatura e le risposte alle domande che ci fanno più spesso. Se ancora non hai deciso dove partire, come iniziare a dare ripetizioni online mette in ordine le prime scelte.

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