«Quanto si guadagna dando ripetizioni?» è la domanda che chiunque si faccia prima di cominciare, ed è anche quella a cui è più difficile rispondere onestamente. Le cifre che si leggono online cambiano da una città all’altra, da un livello all’altro, da un annuncio all’altro, e quasi sempre sono la tariffa lorda di una lezione, non quello che resta a chi la fa.
Qui non troverai una cifra magica. Troverai un modo di ragionare, che funziona qualunque sia il numero finale: che cosa conta davvero quando valuti quanto farti pagare, e che cosa cambia nei tre modi in cui puoi lavorare. Le nostre tariffe e quelle di nessun altro non sono in questa pagina, per scelta: le cifre invecchiano in fretta e un numero scritto qui sarebbe sbagliato tra pochi mesi. Quello che resta valido è il metodo.
Prima di tutto: la tariffa oraria lorda non è il tuo guadagno
Una lezione dura un’ora, ma il lavoro dietro quell’ora è più lungo. Contalo con onestà:
- Preparazione: rileggere l’argomento, scegliere gli esercizi, preparare spiegazioni alternative. Con uno studente nuovo può essere quasi pari alla durata della lezione; con uno che conosci bene si riduce.
- Comunicazione: messaggi per spostare un orario, risposte a un dubbio tra una lezione e l’altra, promemoria.
- Dopo la lezione: mandare il PDF della lavagna, scrivere due righe di recap, assegnare gli esercizi.
- Imprevisti: la lezione saltata all’ultimo minuto, lo studente che sparisce.
- Tasse e contributi, se previsti nel tuo caso (ne parliamo sotto).
Se cerchi un’unica cifra di riferimento, calcola il tuo guadagno per ora di lavoro complessivo: quello che incassi in una settimana, diviso per le ore totali (lezioni più tutto il resto). Quel numero è quasi sempre più basso della tariffa oraria dichiarata, ed è quello con cui devi confrontare altre opportunità, dentro o fuori dall’insegnamento.
Cosa fa salire o scendere la tariffa di mercato
Senza inventare cifre, i fattori che spostano un prezzo sono abbastanza stabili:
- Il livello. Aiutare un ragazzo delle medie e preparare un esame universitario non sono lo stesso lavoro, né per competenza richiesta né per tempo di preparazione. In quasi tutti i contesti il prezzo cresce con il livello.
- La materia. Dove la domanda è alta e i tutor competenti sono pochi, il prezzo tende a salire; dove la domanda è bassa o l’offerta abbondante, scende.
- L’urgenza. Chi cerca aiuto per una verifica tra cinque giorni o un esame tra due settimane accetta più facilmente un prezzo più alto di chi vuole un sostegno costante.
- L’esperienza dimostrabile. Un tutor che può raccontare con concretezza com’è fatta una lezione e con quali studenti ha lavorato viene scelto più facilmente, anche a parità di prezzo. Come costruirla se parti da zero lo spieghiamo in farsi scegliere come tutor senza portfolio.
- Il formato. Online o in presenza, lezione singola o percorso: un pacchetto di più lezioni spesso ha un prezzo orario più basso della lezione singola, perché lo studente si impegna per più tempo e tu hai continuità.
Per sapere dove si colloca il mercato nella tua zona e nella tua materia non c’è scorciatoia: guarda cosa chiedono le inserzioni pubblicate da tutor con un livello simile al tuo, e chiedi a chi ha già insegnato. Diffida di una singola cifra senza contesto.
Come funziona il prezzo nei tre modelli
Da privato
Fissi tu il prezzo e lo comunichi alla famiglia. Incassi tutto, ma ti occupi di trovare gli studenti (come farlo, qui), di gestire i pagamenti e i ritardi, di cambiare orario quando serve.
Un rischio concreto: partire con un prezzo troppo basso «per farsi conoscere». Alzarlo dopo con lo stesso studente è scomodo, e chi arriva a un prezzo basso tende a cercare un tutor al prezzo più basso, non quello più bravo. Meglio un prezzo coerente fin dall’inizio, e uno sconto esplicito e temporaneo per la prima lezione, se vuoi.
Su una piattaforma
Di solito paghi per essere visibile, in uno di questi modi: una percentuale su ogni lezione, un abbonamento, un costo per ogni contatto. Alcune piattaforme trattengono una quota che cambia con il numero di ore già svolte; altre fissano una percentuale unica. Non esiste una regola valida per tutte, quindi prima di iscriverti verifica sempre, sul sito della piattaforma:
- Quanto trattiene e su quale importo (sulla lezione intera, sul compenso?).
- Quando e come ti paga (a lezione, a fine mese, dopo una verifica?).
- Cosa succede se uno studente sceglie di lavorare con te fuori dalla piattaforma: molte condizioni lo vietano, o prevedono una penale.
- Chi decide il prezzo: tu, la piattaforma, o un intervallo consigliato.
Il vantaggio è la visibilità e una parte di lavoro amministrativo già gestita. Lo svantaggio è che sei uno tra molti profili, e che il prezzo che vedi pubblicato non è quello che ti arriva in tasca.
Con un’agenzia o un servizio che ti assegna gli studenti
In questo modello il servizio si occupa di trovare le famiglie, concordare il prezzo con loro e incassare, e a te riconosce una tariffa per le ore svolte. Per te cambiano due cose: non decidi il prezzo, ma non devi nemmeno cercare i clienti né inseguire i pagamenti. Come funziona la quota o la tariffa varia da un servizio all’altro: chiedi sempre come funziona prima di iniziare.
Come funziona da noi, in concreto, è su diventa tutor: la tariffa oraria dipende dal livello (elementari, medie, superiori, università), viene concordata per iscritto prima di iniziare e il pagamento è mensile, a consuntivo delle ore svolte. Le cifre non le pubblichiamo online: le trovi nella proposta che ricevi con l’approvazione, così sai prima di cominciare esattamente cosa riceverai.
Qualunque agenzia scegli, chiedi sempre le stesse cose: come è calcolata la tariffa, quando viene pagata, se è scritta, e quali vincoli ci sono (esclusiva, orari minimi, divieto di lavorare in parallelo con altri). Se una risposta è vaga, è il segnale più utile che puoi avere.
Una nota su tasse e contributi
Quello che incassi per le ripetizioni ha un trattamento fiscale e previdenziale che dipende dal tuo caso: quanto lavori, se lo fai in modo occasionale o continuativo, se hai già altri redditi. Non sono questioni che si possono liquidare con una regola generale. L’INPS pubblica una scheda sui contributi dei lavoratori autonomi occasionali che è un buon punto di partenza per capire come funziona. Prima di cominciare, verifica con un commercialista come inquadrare la tua situazione.
Un metodo in quattro mosse per decidere
- Scrivi quante ore a settimana vuoi davvero dedicare a lezioni, tenendo conto di preparazione e imprevisti.
- Scrivi quanto vuoi guadagnare al mese, al netto di tutto.
- Guarda cosa chiede il mercato per il tuo livello e la tua materia, senza fissarti su una cifra sola.
- Scegli il modello (da privato, piattaforma, agenzia) che ti lascia più ore di insegnamento e meno ore di tutto il resto, cioè quello in cui il tuo tempo vale di più.
Quest’ultimo punto è quello che si trascura più spesso. Un modello con un prezzo orario più alto ma con molte ore spese a cercare clienti può rendere meno di uno con una tariffa più bassa ma ore tutte piene di lezioni.
E adesso
Se vuoi capire se il modello con un’agenzia fa per te, leggi la pagina diventa tutor: ci sono i passi della candidatura e le risposte alle domande che ci fanno più spesso. Se ancora non hai deciso dove partire, come iniziare a dare ripetizioni online mette in ordine le prime scelte.