Controlli Automatici è l’esame in cui molti studenti di ingegneria — meccanica, aerospaziale, elettronica, automazione — incontrano per la prima volta un modo di ragionare completamente diverso da quello di Analisi o Fisica: non risolvi un’equazione per trovare un numero, ragioni sulla forma di una risposta in frequenza per decidere se un sistema si comporta bene o esplode.
È anche un esame dove è facilissimo “quasi” capire: sai cos’è un diagramma di Bode, sai che il criterio di Nyquist conta i giri intorno a un punto, ma messo davanti a una funzione di trasferimento specifica non sai più da dove iniziare. Qui ti porto il metodo che uso con i miei studenti: cosa chiede davvero l’esame, dove si perdono i punti, e tre esercizi risolti fino ai conti.
Cosa chiede l’esame
Quasi tutti i corsi di Controlli Automatici (base) chiedono, su una funzione di trasferimento data (spesso a catena aperta, talvolta con un controllore da progettare):
- Analisi del sistema: poli, zeri, guadagno, tipo (numero di poli nell’origine), stabilità a catena aperta.
- Stabilità a catena chiusa con il criterio di Routh-Hurwitz sull’equazione caratteristica.
- Diagramma di Bode asintotico (modulo e fase) disegnato a mano, con lettura di margine di fase e margine di guadagno.
- Criterio di Nyquist per la stabilità a catena chiusa a partire dal diagramma a catena aperta.
- Luogo delle radici al variare di un guadagno : asintoti, punti di diramazione, intersezioni con l’asse immaginario.
- Spesso, un progetto di rete correttrice (anticipo o ritardo di fase) per rispettare specifiche di margine di fase o errore a regime.
Il filo conduttore è sempre lo stesso: dalla funzione di trasferimento, con carta e penna, devi arrivare a dire sì, è stabile o no, non lo è — e per quale intervallo di parametri.
Dove si perdono i punti, in concreto
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Confondere margine di fase e margine di guadagno. Il margine di fase si legge alla pulsazione di attraversamento del guadagno (dove , cioè 0 dB): è . Il margine di guadagno si legge alla pulsazione di attraversamento della fase (dove la fase vale ): è . Sono due pulsazioni diverse, lette su due assi diversi, e scambiarle è l’errore più comune di tutto l’esame.
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Dimenticare il contributo dei poli/zeri nell’origine. Un polo nell’origine () parte già da di fase a tutte le frequenze e contribuisce con una pendenza di dB/decade fin dall’inizio del diagramma — non da un punto di rottura. Se il sistema è di tipo 2 (due poli nell’origine), parti da di fase: è facilissimo dimenticarselo e sbagliare tutta la lettura del margine di fase.
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Sbagliare la pendenza in dB/decade. Ogni polo reale aggiunge dB/decade dopo la sua pulsazione di rottura, ogni zero reale aggiunge dB/decade. Un polo doppio (o una coppia complessa coniugata) ne aggiunge . Un errore di segno qui ribalta tutto il grafico.
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Routh: tabella con uno zero nella prima colonna trattato a caso. Se compare uno zero nella prima colonna (ma la riga non è tutta nulla), si sostituisce con un piccolo e si prosegue prendendo il limite; se invece l’intera riga è nulla, il sistema ha una simmetria delle radici rispetto all’origine e serve il polinomio ausiliario. Sono due casi diversi e vanno riconosciuti, non improvvisati.
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Nyquist: dimenticare i poli instabili a catena aperta. Il criterio dice : il numero di giri orari del diagramma polare intorno a è uguale al numero di zeri meno il numero di poli instabili a catena aperta del sistema a catena chiusa. Se a catena aperta ha già un polo instabile (), servono giri antiorari per stabilizzare, non l’assenza di giri: è il punto che confonde di più.
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Luogo delle radici: dimenticare che parte dai poli e finisce sugli zeri (o all’infinito). Il luogo per parte sempre nei poli di () e arriva agli zeri finiti o, se non ce ne sono abbastanza, va all’infinito lungo gli asintoti. Disegnare un ramo che “spunta dal nulla” è quasi sempre un segno che qualcosa nella regola dei segmenti sull’asse reale è stato applicato male.
Il metodo, passo per passo
1. Analisi preliminare
Scrivi in forma standard, guadagno di Bode isolato:
è il tipo del sistema (numero di poli nell’origine): determina l’errore a regime per gradino/rampa/parabola e la pendenza di partenza del Bode.
2. Routh-Hurwitz sull’equazione caratteristica
Dato il polinomio caratteristico , costruisci la tabella di Routh a partire dai coefficienti pari e dispari sulle prime due righe. Il sistema è stabile (tutte le radici a parte reale negativa) se e solo se tutti gli elementi della prima colonna hanno lo stesso segno — niente cambi di segno, niente zeri.
3. Diagramma di Bode asintotico
Scomponi nei suoi fattori elementari e sommane i contributi:
- Guadagno costante : dB, fase (o se ) — una retta orizzontale.
- Polo/zero nell’origine ( o ): pendenza dB/decade su tutto il grafico, fase costante .
- Polo/zero reale semplice ( o ): asintoto piatto fino alla pulsazione di rottura, poi pendenza dB/decade; la fase varia con continuità da a , passando per esattamente alla pulsazione di rottura (approssimata come variazione lineare tra un decade prima e uno dopo, nel tracciato asintotico).
- Coppia complessa coniugata: pendenza dB/decade dopo , ma occhio alla risonanza se lo smorzamento è basso — l’asintoto da solo sottostima il picco.
4. Margini di stabilità
Entrambi positivi ⇒ sistema a catena chiusa stabile (per sistemi a fase minima, il caso più comune all’esame).
5. Criterio di Nyquist
= giri orari del diagramma polare intorno a , = poli instabili di a catena aperta, = poli instabili a catena chiusa. Per stabilità a catena chiusa serve , cioè (cioè giri antiorari se , nessun giro se ).
6. Rete correttrice
Una rete a sella d’anticipo (lead) aggiunge fase positiva vicino alla pulsazione di attraversamento per aumentare il margine di fase; una a ritardo (lag) riduce il guadagno alle alte frequenze senza toccare troppo la fase, per correggere l’errore a regime senza destabilizzare. La scelta dipende da cosa manca: fase (lead) o guadagno a bassa frequenza (lag).
Tre esercizi svolti
Esercizio 1 — Routh-Hurwitz: per quali il sistema è stabile?
Catena aperta , retroazione unitaria. L’equazione caratteristica è:
Tabella di Routh:
| col. 1 | col. 2 | |
|---|---|---|
| 1 | 20 | |
| 12 | ||
| 0 | ||
L’elemento della riga è la solita combinazione delle due righe sopra:
Per la stabilità serve prima colonna tutta positiva: (sempre), , e . Quindi:
Per la riga si annulla: è il valore critico a cui il sistema ha una coppia di poli sull’asse immaginario e inizia a oscillare in modo sostenuto (limite di stabilità).
Esercizio 2 — Bode: margine di fase di
Tipo 1 (un polo nell’origine), un polo reale a rad/s. Fase totale: , sempre tra (a ) e (a ) — non raggiunge mai , quindi il margine di guadagno è infinito (nessuna pulsazione di attraversamento della fase).
Per il margine di fase serve . Con il tracciato asintotico: sotto la pendenza è dB/decade e il modulo asintotico è , che si annulla a ; ma , quindi a quella frequenza sei già oltre la rottura, sul tratto a dB/decade. Il modulo asintotico a vale
Da lì la pendenza è dB/decade:
Risolvendo esattamente (senza approssimazione asintotica) si ottiene rad/s — la stima asintotica sovrastima un po’, come è normale vicino a una rottura, ma è già utile per orientarsi prima di rifinire il conto. Con il valore esatto:
Un margine di fase intorno ai 40° è il valore che si cerca tipicamente in progetto (sotto i 30° il sistema è vicino all’instabilità pratica, sopra i 60° è molto conservativo).
Esercizio 3 — Luogo delle radici: punto di diramazione di
Due poli reali, in e , nessuno zero finito: il luogo, per crescente da 0, parte dai due poli e si muove l’uno verso l’altro sul segmento reale tra e (regola dei segmenti: un numero dispari di poli/zeri reali alla destra del punto), fino a incontrarsi in un punto di diramazione per poi partire in verticale verso l’infinito (due rami, per due poli e zero zeri finiti).
L’equazione caratteristica è , cioè . Il punto di diramazione si trova dove :
che è, non a caso, il punto medio tra i due poli (simmetria del caso a due poli reali senza zeri). Il guadagno a quel punto:
A i due rami si incontrano in (polo doppio reale, smorzamento critico) e per diventano una coppia complessa coniugata: il sistema resta stabile per ogni (entrambi i poli restano a parte reale negativa), ma la risposta passa da sovrasmorzata a sottosmorzata proprio a .
Come lavoriamo nelle lezioni
Su Controlli Automatici lavoro sempre a mano, con carta millimetrata (o il suo equivalente digitale su tavoletta grafica): il Bode asintotico va saputo disegnare velocemente, perché all’esame non hai MATLAB per verificarlo. Partiamo da funzioni di trasferimento semplici — un polo, uno zero — e costruiamo la fluenza sui contributi elementari prima di sommarli su casi complessi.
Buona parte del lavoro è anche lessicale: capire perché si chiama margine di fase, cosa vuol dire “il sistema è a fase minima”, quando il criterio di Nyquist si applica in versione semplificata (il “criterio del margine”, valido solo per sistemi a fase minima) e quando serve la versione completa. È lì che si gioca l’orale, quando c’è.
Se il tuo corso tratta anche la rappresentazione di stato (matrici , controllabilità, osservabilità, retroazione degli stati), quella la vediamo come modulo a parte — chiedimelo in prima lezione così la pianifichiamo insieme.
Per il quadro generale di come lavoro sulla matematica applicata all’ingegneria trovi la pagina di matematica; se il tuo corso di controlli parte da nozioni di segnali e sistemi che non ti sono ancora chiare, dai un’occhiata anche alla pagina di fisica per i fondamenti di dinamica ed equazioni differenziali.
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