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Chimica in terza alle scienze umane: atomo e legami

Chimica in terza al liceo delle scienze umane: atomo, tavola periodica, legami e nomenclatura. Errori comuni, metodo e tre esercizi svolti.

di Gaetano Livornese

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Metà settembre 2026: al liceo delle scienze umane la classe di terza ha appena iniziato scienze naturali, e il professore sta introducendo (o sta per introdurre) la struttura dell’atomo e la tavola periodica. La prima verifica arriva fra cinque e otto settimane, quindi tra fine ottobre e metà novembre. Non è ancora il momento del ripasso dell’ultima ora: è il momento in cui vale la pena capire l’argomento bene, perché da qui in avanti tutta la chimica — legami, nomenclatura, reazioni — si costruisce su questa base.

Cosa chiede davvero la verifica in questo periodo

Alle scienze umane, scienze naturali ha 2 ore a settimana in tutti i cinque anni. È incastrata tra scienze umane a 5 ore, filosofia (nuova, a 3 ore), latino che scende a 2 ma resta, e storia dell’arte che debutta proprio in terza. Con questo carico, scienze naturali è quasi sempre la materia che riceve meno attenzione — dal ripasso a casa alle ripetizioni private, che qui quasi nessuno offre in modo specifico. Eppure il voto conta come tutti gli altri, ed entra nel calcolo della media e del credito scolastico, che parte proprio dal terzo anno.

La verifica di fine ottobre chiede quasi sempre tre cose insieme:

  1. saper scrivere la configurazione elettronica di un atomo e collocarlo nella tavola periodica (periodo e gruppo);
  2. saper spiegare come e perché variano alcune proprietà lungo un periodo e lungo un gruppo (non solo elencarle);
  3. saper prevedere il tipo di legame tra due elementi e dare il nome al composto che ne risulta.

Perché chi ha fatto il biennio “a memoria” si blocca qui

In prima e seconda, scienze naturali si affronta con contenuti che si possono imparare come un elenco di fatti: stati e passaggi di stato, cosa è un miscuglio e cosa una sostanza pura, le leggi di Lavoisier e Proust, il bilanciamento di un’equazione. Si può arrivare a un 6 anche ripetendo definizioni senza capirle davvero, perché la verifica spesso chiede di riconoscere o applicare una regola, non di collegare cause ed effetti.

In terza cambia registro. Modelli atomici, configurazione elettronica e andamenti periodici non sono fatti da elencare: sono un ragionamento da ricostruire ogni volta — “perché il sodio perde un elettrone più facilmente del cloro” non si risponde recitando una definizione, si risponde collegando la struttura dell’atomo (quanti elettroni ha nell’ultimo livello, quanto è distante dal nucleo) alla proprietà chimica che ne consegue. È il primo argomento dell’anno in cui la memoria da sola non basta più, ed è proprio per questo che tanti studenti che avevano un 6-7 stabile nel biennio si trovano davanti a un’insufficienza a novembre senza aver capito cosa sia cambiato.

Gli errori che costano punti

  • Confondere periodo e gruppo. Il periodo (riga orizzontale) dice quanti livelli energetici occupati ha l’atomo; il gruppo (colonna) dice quanti elettroni ha nell’ultimo livello (per gli elementi dei gruppi principali). Scambiarli porta a sbagliare sia la configurazione sia la previsione delle proprietà.
  • Scrivere la configurazione elettronica nell’ordine sbagliato. L’ordine di riempimento è 1s, 2s, 2p, 3s, 3p, 4s… Un errore frequente è riempire tutto il terzo livello (3s e 3p) e poi il quarto, saltando l’ordine reale di energia crescente, oppure dimenticare che ogni orbitale di tipo s contiene al massimo 2 elettroni e ogni sottolivello p ne contiene al massimo 6.
  • Invertire gli andamenti periodici. Il raggio atomico aumenta scendendo in un gruppo (più livelli occupati) e diminuisce andando verso destra in un periodo (più protoni attirano gli elettroni più vicino). Energia di ionizzazione ed elettronegatività vanno nella direzione opposta al raggio: crescono verso destra e verso l’alto. Confondere “aumenta” con “diminuisce” su una di queste tre proprietà è l’errore più comune in assoluto nelle verifiche di fine ottobre.
  • Decidere il tipo di legame senza guardare la differenza di elettronegatività. “Metallo + non metallo quindi ionico” è quasi sempre vero ma non è il criterio: il criterio è la differenza di elettronegatività tra i due atomi. Chi salta questo passaggio si trova in difficoltà davanti a un composto meno familiare.
  • Sbagliare i suffissi della nomenclatura tradizionale. Il suffisso -oso indica la valenza più bassa di un elemento a valenza variabile, -ico la valenza più alta. Scambiarli trasforma un composto in un altro (l’ossido ferroso, FeO, e l’ossido ferrico, Fe₂O₃, sono due sostanze diverse, non la stessa scritta in due modi).

Il metodo, passo per passo

Per la configurazione elettronica e la posizione in tavola periodica:

  1. Conta gli elettroni dell’atomo neutro: sono uguali al numero atomico Z.
  2. Riempi i livelli nell’ordine 1s, 2s, 2p, 3s, 3p, 4s, distribuendo gli elettroni rispettando la capienza massima di ogni sottolivello (2 per s, 6 per p).
  3. Il periodo è il numero del livello energetico più esterno occupato.
  4. Il gruppo (per gli elementi dei gruppi principali) corrisponde al numero di elettroni nel livello più esterno.

Per prevedere il tipo di legame:

  1. Individua la posizione dei due elementi in tavola periodica (metallo, non metallo).
  2. Se possibile, confronta la differenza di elettronegatività: sopra circa 1,9 il legame è ionico; tra 0,4 e 1,9 è covalente polare; sotto 0,4, o tra due atomi dello stesso elemento, è covalente puro (apolare).
  3. Scrivi la formula rispettando la neutralità elettrica complessiva del composto.

Per la nomenclatura di base:

  1. Riconosci la classe del composto: ossido/idrossido (con un metallo), acido (con idrogeno e un non metallo o un gruppo poliatomico), sale.
  2. Se l’elemento ha valenza fissa, il nome non ha ambiguità: “ossido di sodio”, “idrossido di calcio”.
  3. Se l’elemento ha valenza variabile, usa -oso per la valenza più bassa e -ico per quella più alta (nomenclatura tradizionale), oppure il numero romano tra parentesi (nomenclatura IUPAC): ferro(II) e ferro(III).

Tre esercizi svolti

1. Configurazione elettronica e posizione in tavola periodica

Un atomo neutro ha numero atomico (fosforo). Scrivine la configurazione elettronica e indica periodo e gruppo.

Riempio i livelli in ordine, per un totale di 15 elettroni:

Verifica: , corretto. Il livello più esterno occupato è il terzo (): il fosforo è nel 3º periodo. Gli elettroni nel livello più esterno sono : il fosforo è nel gruppo 15 (5 elettroni di valenza), lo stesso gruppo dell’azoto.

2. Confronto tra proprietà periodiche

Perché il sodio (Z = 11) forma facilmente lo ione , mentre il cloro (Z = 17) forma facilmente lo ione ?

Il sodio ha configurazione : un solo elettrone nel livello più esterno, lontano dal nucleo e poco trattenuto. La sua energia di ionizzazione è bassa (circa 496 kJ/mol): perdere quell’elettrone e raggiungere la configurazione stabile del neon costa poca energia.

Il cloro ha configurazione : sette elettroni nel livello più esterno, a un solo elettrone dalla configurazione stabile dell’argon. Il cloro è molto più a destra nel periodo del sodio (nucleo con più protoni, raggio più piccolo), quindi trattiene fortemente gli elettroni e ne acquista volentieri uno in più: la sua affinità elettronica è alta.

Messi insieme, il sodio “vuole” perdere un elettrone e il cloro “vuole” guadagnarne uno: è esattamente la coppia di tendenze che porta al legame ionico di , il prossimo esercizio.

3. Tipo di legame in tre composti

Classifica il legame in , e , sapendo che l’elettronegatività (scala di Pauling, valori approssimati) è: ; ; ; .

Per :

Sopra 1,9: legame ionico. Coerente con l’esercizio precedente — il sodio cede l’elettrone al cloro, non lo condivide.

Per (legame O–H):

Tra 0,4 e 1,9: legame covalente polare. L’ossigeno attira più fortemente gli elettroni di legame, ma non li strappa completamente come nel caso ionico.

Per (due atomi dello stesso elemento):

Legame covalente puro (apolare): nessun atomo attira gli elettroni più dell’altro, per definizione, essendo lo stesso elemento.

Come lavoro su questo argomento nelle lezioni

Con gli studenti di terza scienze umane parto quasi sempre dalla tavola periodica come oggetto da “leggere”, non da imparare a memoria: prima la struttura (periodi, gruppi, blocchi), poi la configurazione elettronica come conseguenza di quella struttura, e solo alla fine legami e nomenclatura, che a quel punto diventano applicazioni logiche e non nuove regole da ricordare a parte. Il materiale delle mie pagine di scienze segue lo stesso ordine.

Per allenarsi anche fuori dalla lezione, sul sito trovi le simulazioni di verifica del liceo: al momento coprono soprattutto matematica e fisica, una simulazione dedicata alla chimica non c’è ancora, ma la trovi comunque utile per il metodo di lavoro sotto tempo. Se vieni dal biennio e il bilanciamento delle reazioni di seconda non è ancora solido, ho scritto una guida dedicata: /blog/bilanciamento-reazioni-chimiche-seconda/. Più avanti nel programma arriverai alla mole e ai calcoli stechiometrici: quando ci arrivi, gli errori tipici (e come evitarli) sono raccolti qui: /blog/stechiometria-errori-tipici-liceo-medicina/.

Se vuoi impostare bene l’argomento prima della verifica di fine ottobre, o hai già un compito corretto da rivedere insieme, scrivimi dai contatti: si parte anche con una lezione di prova da 20 €, oppure con la lezione singola da 40 € o il pacchetto da 10 ore a 360 € (36 €/h) se vuoi seguire tutto il modulo con continuità, più una chiamata conoscitiva gratuita di 30 minuti se prima vuoi solo capire come lavoro. Pagamento sempre offline — bonifico, Satispay, PayPal, carta, Apple Pay o Revolut.

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