gl/ripetizioni

I casi in tedesco: nominativo, accusativo e dativo

Nominativo, accusativo e dativo in tedesco: come riconoscere il caso, la tabella degli articoli, le preposizioni che lo reggono, con esercizi svolti.

di Claudia Edwards

  • #tedesco
  • #prima superiore
  • #liceo linguistico
  • #grammatica
  • #casi

Se sei al liceo linguistico, prima superiore, e il tedesco è una delle tue lingue (o al tecnico turistico/RIM, dove spesso è seconda o terza lingua), a fine settembre stai già lavorando su nominativo e accusativo, e il dativo arriva a stretto giro, fra ottobre e novembre. La prima verifica che li mette insieme, di solito, cade fra metà novembre e inizio dicembre: hai sei-nove settimane per fissare bene lo schema, che è il vero scoglio iniziale del tedesco — più delle coniugazioni.

I casi in tedesco: perché non esistono in italiano

In italiano il ruolo di una parola nella frase si capisce quasi sempre dall’ordine e dalle preposizioni: “il professore aiuta lo studente” e “lo studente aiuta il professore” sono frasi diverse solo perché cambia l’ordine delle parole. Il tedesco, invece, marca il ruolo di ogni sostantivo cambiando l’articolo (e a volte il sostantivo stesso): è per questo che una frase tedesca può cambiare l’ordine delle parole senza cambiare significato, mentre in italiano no. I casi che vedi nel biennio sono tre: nominativo, accusativo, dativo (il quarto, il genitivo, arriva più avanti nel programma).

L’unico punto in cui l’italiano fa qualcosa di simile è nei pronomi: “io” (soggetto) diventa “me/mi” come complemento oggetto (Luca mi vede) e “a me/mi” come complemento di termine (Luca mi dà un libro). È esattamente lo schema dell’analisi logica italiana che hai già fatto, solo che il tedesco lo applica non solo ai pronomi ma a tutti i sostantivi, tramite l’articolo. Se l’analisi logica (soggetto, complemento oggetto, complemento di termine) non ti è ancora chiara del tutto, parti da lì: la trovi in analisi logica in prima superiore, ed è il prerequisito diretto di questo capitolo.

Le tre domande-chiave

Per ogni caso c’è una domanda in tedesco che ti dice se stai usando quello giusto — e ognuna corrisponde esattamente a una domanda dell’analisi logica italiana:

CasoDomanda tedescaDomanda italianaFunzione
NominativWer? (chi?)Chi/che cosa?soggetto
AkkusativWen? (chi, oggetto)Chi/che cosa?complemento oggetto
DativWem? (a chi?)A chi/a che cosa?complemento di termine

Prendi una frase con tre ruoli diversi: Der Lehrer gibt dem Schüler das Buch (il professore dà il libro allo studente). Wer gibt das Buch? → der Lehrer (Nominativ, soggetto). Wem gibt er das Buch? → dem Schüler (Dativ, a chi). Was gibt er? → das Buch (Akkusativ, cosa). Tre ruoli, tre casi, tre articoli diversi. E se der Lehrer passasse a fare da complemento oggetto, l’articolo cambierebbe: Ich sehe den Lehrer.

La tabella degli articoli determinativi

Questa tabella è la base di tutto il capitolo — va imparata a memoria prima ancora di provare a fare gli esercizi:

maschilefemminileneutroplurale
Nominativderdiedasdie
Akkusativdendiedasdie
Dativdemderdemden + n

Tre cose da notare, perché sono esattamente dove si sbaglia in verifica:

  1. Femminile, neutro e plurale non cambiano affatto fra nominativo e accusativo: die Frau resta die Frau, das Buch resta das Buch. È solo il maschile a cambiare (der Lehrer → den Lehrer), quindi la vera domanda da farsi in verifica è “questo sostantivo maschile è soggetto o oggetto?” — sugli altri generi l’articolo non ti aiuta a distinguerlo.
  2. Al dativo il maschile e il neutro coincidono (dem), mentre il femminile prende der — che è anche l’articolo nominativo maschile: stessa parola, funzione diversa, si distingue dal contesto e dal genere del sostantivo.
  3. Al plurale, al dativo, il sostantivo prende una -n finale se non ce l’ha già: die Kinder (Nom/Akk) diventa den Kindern (Dativ) — un dettaglio che si dimentica spesso.

Articoli indeterminativi e kein

Ein (un, uno, una) segue lo stesso schema, con una differenza: non ha plurale (in italiano non diresti “degli uno”). Kein (nessuno/a, negazione di un sostantivo) ha invece anche il plurale, keine, proprio perché nega anche i sostantivi plurali:

maschilefemminileneutro
Nominativeineineein
Akkusativeineneineein
Dativeinemeinereinem

Stesso schema del der/die/das: solo il maschile cambia fra nominativo e accusativo (ein Hund → einen Hund), il femminile e il neutro no.

I pronomi personali: lo stesso schema, forme diverse

I pronomi seguono la stessa logica a tre caselle, ma con parole del tutto diverse (come in italiano io/mi/me):

NominativAkkusativDativ
ichmichmir
dudichdir
er / sie / esihn / sie / esihm / ihr / ihm
wirunsuns
ihreucheuch
sie / Siesie / Sieihnen / Ihnen

I verbi che vogliono il dativo

Alcuni verbi tedeschi reggono il dativo dove l’italiano userebbe un complemento oggetto diretto — è una delle fonti di errore più frequenti, perché la logica italiana ti porta ad aspettarti l’accusativo. I quattro più comuni al biennio:

  • helfen (aiutare): Ich helfe meiner Schwester. (aiuto mia sorella — dativo, non accusativo)
  • danken (ringraziare): Ich danke dir. (ti ringrazio)
  • gefallen (piacere): Der Film gefällt mir. (il film piace a me — letteralmente “il film piace-a-me”, stessa logica di “mi piace”)
  • gehören (appartenere): Das Buch gehört dem Schüler. (il libro appartiene allo studente)

Il modo più sicuro per non sbagliarli è impararli come un piccolo gruppo a parte, verbo per verbo, invece di provare a dedurre il caso dalla traduzione italiana.

Le preposizioni che reggono un caso fisso

Alcune preposizioni tedesche vogliono sempre lo stesso caso, indipendentemente dal significato della frase:

Con l’accusativo: durch (attraverso), für (per), gegen (contro), ohne (senza), um (intorno a, per un orario).

  • Wir gehen durch den Park. (attraversiamo il parco — den Park, maschile accusativo)
  • Das Geschenk ist für meine Schwester. (femminile, invariato fra Nom/Akk)

Con il dativo: aus (da, proveniente da), bei (presso, da), mit (con), nach (dopo, verso), seit (da, temporale), von (di, da), zu (verso, da — spesso contratta: zu + der = zur, zu + dem = zum).

  • Ich komme aus der Schweiz. (vengo dalla Svizzera — der Schweiz, femminile dativo)
  • Wir fahren zur Schule. (andiamo a scuola — contrazione di zu der Schule)

Un gruppo di preposizioni (an, auf, hinter, in, neben, über, unter, vor, zwischen) può reggere sia l’accusativo che il dativo a seconda che descrivano un movimento verso un luogo o una posizione ferma — sono le Wechselpräpositionen, e le vedrai come argomento a parte più avanti nel programma: per ora ti basta sapere che esistono e che non seguono la regola fissa di questo capitolo.

Gli errori tipici

  • Usare l’accusativo con i verbi che vogliono il dativo (helfen, danken, gefallen, gehören): tradurre parola per parola dall’italiano porta quasi sempre a sbagliare qui.
  • Dimenticare che femminile e neutro non cambiano fra Nominativ e Akkusativ: l’errore tipico è cambiare die in den anche sul femminile, per abitudine presa dal maschile.
  • Confondere der (nominativo femminile) con der (dativo femminile) in una frase dove non è chiaro il genere del sostantivo: se hai dubbi, controlla prima il genere sul dizionario, poi applica la tabella.
  • Dimenticare la -n del dativo plurale: mit den Kinder è sbagliato, deve essere mit den Kindern.

Esercizi svolti

Esercizio 1 — completa con l’articolo giusto:

a) ___ Lehrer erklärt die Regel. (nominativo, maschile) b) Ich sehe ___ Lehrer. (accusativo, maschile) c) Ich helfe ___ Lehrer. (dativo, maschile) d) ___ Frau kommt später. (nominativo, femminile) e) Ich danke ___ Frau. (dativo, femminile)

Soluzioni: a) Der Lehrer — soggetto → nominativo. b) den Lehrer — complemento oggetto, maschile → accusativo (l’unico genere che cambia). c) dem Lehrer — helfen regge il dativo, maschile. d) Die Frau — soggetto, femminile → nominativo (identico all’accusativo). e) der Frau — danken regge il dativo, femminile.

Esercizio 2 — trova il caso di ogni sostantivo evidenziato:

Der Lehrer gibt dem Schüler das Buch.

Soluzioni: der Lehrer → Nominativ (Wer gibt das Buch? Il soggetto). dem Schüler → Dativ (Wem gibt er das Buch? A chi). das Buch → Akkusativ (Was gibt er? Cosa).

Esercizio 3 — traduci dall’italiano:

a) “Il professore aiuta lo studente.” → Der Lehrer hilft dem Schüler. (helfen + dativo, non l’accusativo che ti aspetteresti dall’italiano)

b) “Io vedo il libro.” → Ich sehe das Buch. (accusativo neutro, identico al nominativo)

c) “Il libro appartiene alla studentessa.” → Das Buch gehört der Schülerin. (gehören + dativo, femminile)

d) “Camminiamo attraverso il parco.” → Wir gehen durch den Park. (durch + accusativo, maschile)

e) “Il regalo è per mia sorella.” → Das Geschenk ist für meine Schwester. (für + accusativo, femminile — invariato rispetto al nominativo)

L’errore più frequente in questo esercizio è la (a): la tentazione di mettere l’accusativo perché in italiano “aiutare qualcuno” sembra un complemento oggetto diretto. In tedesco helfen vuole il dativo, punto — è un caso in cui la traduzione letterale dall’italiano non funziona e va imparato a memoria.

Domande frequenti

Se non riconosco il genere di un sostantivo tedesco, come faccio a sapere il caso? Il genere si impara insieme al sostantivo, non si deduce dal significato (das Mädchen, la ragazza, è neutro in tedesco, non femminile: è un’eccezione classica). Se non sei sicuro del genere, il caso da solo non basta a capire il ruolo nella frase: serve il dizionario prima, la tabella dopo.

Esiste un simulatore per esercitarsi sul tedesco? No, oggi per il tedesco (e per le lingue del biennio in generale) una simulazione dedicata non c’è ancora: le simulazioni scolastiche disponibili, per ora, sono di matematica e fisica, nella pagina delle simulazioni per la scuola.

Per il quadro generale delle lingue straniere trovi altro materiale in inglese e lingue, e se vuoi arrivare alla verifica con lo schema dei casi già automatico puoi partire da una chiamata conoscitiva gratuita.

Continua a leggere

Post correlati.

Vuoi applicare quello che hai letto?

Parliamone 30 minuti gratis: guardiamo insieme dove sei bloccato e ti dico onestamente come posso aiutarti.

Oppure scrivimi su WhatsApp.