Se sei al liceo linguistico, seconda superiore, in queste settimane di fine settembre lo spagnolo sta introducendo il secondo dei tre passati che useremo tutto l’anno: dopo il pretérito perfecto (che probabilmente hai già visto) arriva l’indefinido, e da qui a novembre il programma mette i tre fianco a fianco — insieme, in seconda, arrivano anche futuro, condizionale, imperativo, por/para e il primo subjuntivo, ma la scelta fra i tre passati è quasi sempre il primo vero scoglio. La verifica che li confronta tutti e tre cade di solito a novembre: hai cinque-otto settimane per arrivarci con lo schema chiaro in testa.
Come si formano i tre passati (query: “indefinido perfecto imperfecto differenza”)
Prima la forma, perché senza quella la regola d’uso non serve a niente.
Pretérito indefinido (regolari)
| -AR (hablar) | -ER (comer) | -IR (vivir) | |
|---|---|---|---|
| yo | hablé | comí | viví |
| tú | hablaste | comiste | viviste |
| él/ella/usted | habló | comió | vivió |
| nosotros/as | hablamos | comimos | vivimos |
| vosotros/as | hablasteis | comisteis | vivisteis |
| ellos/ellas/ustedes | hablaron | comieron | vivieron |
Gli irregolari più frequenti hanno una radice propria e desinenze leggermente diverse (senza accento): ser e ir condividono la stessa forma (fui, fuiste, fue, fuimos, fuisteis, fueron — il contesto dice quale dei due significa), estar (estuve, estuviste, estuvo…), tener (tuve…), hacer (hice, hiciste, hizo, hicimos, hicisteis, hicieron), poder (pude…), decir (dije, dijiste, dijo, dijimos, dijisteis, dijeron). Non c’è una scorciatoia: si imparano a memoria, ma sono un gruppo piccolo e ricorrente.
Pretérito perfecto
Haber al presente + participio passato:
| haber | |
|---|---|
| yo | he |
| tú | has |
| él/ella/usted | ha |
| nosotros/as | hemos |
| vosotros/as | habéis |
| ellos/ellas/ustedes | han |
Participi regolari: -ar → -ado (hablado), -er/-ir → -ido (comido, vivido). Participi irregolari da imparare a memoria: hecho (hacer), dicho (decir), visto (ver), puesto (poner), escrito (escribir), abierto (abrir), vuelto (volver), roto (romper), muerto (morir), cubierto (cubrir).
Pretérito imperfecto
| -AR (hablar) | -ER/-IR (comer/vivir) | |
|---|---|---|
| yo | hablaba | comía / vivía |
| tú | hablabas | comías / vivías |
| él/ella/usted | hablaba | comía / vivía |
| nosotros/as | hablábamos | comíamos / vivíamos |
| vosotros/as | hablabais | comíais / vivíais |
| ellos/ellas/ustedes | hablaban | comían / vivían |
Solo tre verbi sono irregolari all’imperfecto: ser (era, eras, era, éramos, erais, eran), ir (iba, ibas, iba, íbamos, ibais, iban), ver (veía, veías, veía, veíamos, veíais, veían). Tutti gli altri, anche i più irregolari al presente, seguono la regola generale.
La regola d’uso: quale passato scegliere
- Perfecto: azione in un periodo di tempo non concluso, o comunque legato al presente. Marcatori: hoy, esta semana, este mes, ya, todavía no, alguna vez. Hoy he desayunado tarde. (oggi, giornata non finita)
- Indefinido: azione in un periodo di tempo concluso, staccato dal presente. Marcatori: ayer, la semana pasada, el año pasado, en 2020, hace dos años. Ayer desayuné tarde. (ieri, giornata già chiusa)
- Imperfecto: descrizione, sfondo, abitudine, azione ripetuta o in corso, senza inizio/fine precisati. Marcatori: cuando era niño, todos los días, siempre, mientras. Cuando era niño, desayunaba muy temprano. (abitudine, non un evento singolo)
Il criterio pratico più utile: perfecto e indefinido raccontano che cosa è successo (un evento, con un confine temporale — solo che nel primo caso il periodo è ancora aperto, nel secondo è già chiuso), l’imperfecto racconta come stavano le cose o che cosa succedeva di solito, senza un confine.
Un cenno: Spagna vs America latina
In gran parte della Spagna peninsulare, il perfecto si usa spesso anche per azioni di poco fa nello stesso giorno (hoy he comido en casa), mentre in gran parte dell’America latina in quello stesso contesto si preferisce l’indefinido (hoy comí en casa). Per la verifica di scuola vale lo standard che ti insegna la tua insegnante, di solito quello peninsulare: se in un esercizio trovi un uso che sembra “sbagliato” rispetto alla regola spiegata qui, prima controlla se il testo è di provenienza latinoamericana.
L’errore tipico: passato prossimo italiano ≠ perfecto spagnolo
Il punto dove si sbaglia di più è tradurre il passato prossimo italiano sempre con il perfecto spagnolo, perché sembrano la stessa forma (ho fatto → he hecho). Non è vero: l’italiano usa il passato prossimo anche per fatti di ieri, dell’anno scorso, di un tempo storico chiuso — in molte regioni italiane il passato remoto è quasi scomparso dal parlato — e lo spagnolo in quei casi vuole l’indefinido, non il perfecto.
- ❌ Ayer he ido al cine.
- ✅ Ayer fui al cine.
Ayer (ieri) è un periodo già concluso: in spagnolo standard richiede indefinido, anche se in italiano diresti naturalmente “ieri sono andato” con il passato prossimo. Il marcatore temporale è la bussola più affidabile: se dice “quando” ed è un tempo chiuso (ayer, la semana pasada, en 2019), è indefinido; se il tempo non è ancora chiuso (hoy, esta semana) o non c’è un marcatore ed è un’abitudine/descrizione, valuta perfecto o imperfecto secondo i criteri sopra.
Un’altra fonte di errore: gli irregolari in -ir con cambio di vocale
Oltre agli irregolari “forti” visti sopra (ser/ir, estar, tener, hacer, poder, decir), c’è un secondo gruppo che genera errori diversi: i verbi in -ir con cambio vocalico, che sono regolari in quasi tutte le persone ma cambiano vocale solo nella terza persona singolare e plurale (él/ella e ellos/ellas):
- pedir → pedí, pediste, pidió, pedimos, pedisteis, pidieron (e → i)
- dormir → dormí, dormiste, durmió, dormimos, dormisteis, durmieron (o → u)
- sentir → sentí, sentiste, sintió, sentimos, sentisteis, sintieron (e → i)
- preferir, seguir, repetir seguono lo stesso schema di pedir/sentir.
L’errore tipico è regolarizzare anche la terza persona (pedió, dormió sbagliato dove serve durmió) perché nelle altre cinque persone il verbo si comporta come un regolare qualsiasi, e la testa si abitua a quello schema. Vale la pena isolare mentalmente solo la terza persona singolare e plurale di questo gruppo, perché è l’unico punto dove la forma si discosta dalla coniugazione regolare in -ir.
C’è anche un’ambiguità che confonde spesso chi comincia: ser e ir condividono esattamente le stesse forme all’indefinido (fui, fuiste, fue, fuimos, fuisteis, fueron), e solo il contesto della frase dice quale dei due significhi. Fui a Madrid è chiaramente ir (sono andato), mentre fui profesor durante diez años è chiaramente ser (sono stato). Non è un errore da correggere, è una caratteristica della lingua da riconoscere: se il verbo è seguito da un luogo o introdotto da a, è quasi sempre ir; se introduce un ruolo, una professione o una caratteristica, è ser.
Tre esercizi svolti
Esercizio 1 — scegli il tempo giusto nel testo:
Cuando (yo) ___ (ser) pequeño, ___ (vivir) en un pueblo pequeño. Un día, mis padres ___ (decidir) mudarse a la ciudad. Todavía no ___ (yo, acostumbrarse) del todo a la vida urbana, aunque ___ (pasar) ya cinco años desde entonces.
Soluzioni:
- era → imperfecto, descrizione/stato (com’ero da bambino).
- vivía → imperfecto, abitudine/sfondo (dove vivevo di solito).
- decidieron → indefinido, evento puntuale che fa avanzare la storia.
- me he acostumbrado → perfecto, “todavía no” segnala un periodo ancora aperto legato al presente.
- han pasado → perfecto, i cinque anni arrivano fino ad ora (“desde entonces” collega il periodo al presente).
Esercizio 2 — coniuga il verbo tra parentesi nel tempo corretto:
a) La semana pasada (nosotros/visitar) ___ el museo del Prado. b) Esta mañana (yo/desayunar) ___ muy poco. c) Mis abuelos (vivir) ___ en el campo durante toda su vida. d) ¿(Tú/estar) ___ alguna vez en México?
Soluzioni: a) visitamos — indefinido, “la semana pasada” è un periodo concluso. b) he desayunado — perfecto, “esta mañana” è ancora dentro la giornata di oggi. c) vivieron — indefinido: “durante toda su vida” descrive una durata, ma è delimitata e conclusa (i nonni non vivono più, o comunque si racconta un periodo chiuso), non un’abitudine senza confini. d) has estado — perfecto, “alguna vez” (mai, in vita tua) è il marcatore classico dell’esperienza di vita, sempre con il perfecto.
Esercizio 3 — traduci dall’italiano:
a) “L’anno scorso siamo andati in Grecia.” → El año pasado fuimos a Grecia. (indefinido: periodo concluso, marcatore “el año pasado”)
b) “Da piccola giocavo sempre con mia sorella.” → De pequeña, siempre jugaba con mi hermana. (imperfecto: abitudine ripetuta, “siempre”)
c) “Non ho ancora finito i compiti.” → Todavía no he terminado los deberes. (perfecto: “todavía no”, periodo ancora aperto)
d) “Mentre cucinavo, ha squillato il telefono.” → Mientras cocinaba, sonó el teléfono. (imperfecto per lo sfondo, indefinido per l’evento puntuale che interrompe)
L’errore più comune nell’esercizio (a) è scrivere hemos ido traducendo direttamente il passato prossimo italiano: “el año pasado” è un marcatore di tempo chiuso, quindi vuole indefinido, non perfecto.
Domande frequenti
Come faccio a non confondere indefinido e imperfecto quando compaiono nella stessa frase? Chiediti quale dei due verbi fa da sfondo (descrive la scena, com’erano le cose) e quale fa da evento (l’azione specifica che succede in quella scena): lo sfondo va all’imperfecto, l’evento all’indefinido. È lo stesso identico meccanismo del francese passé composé/imparfait, spiegato con gli stessi criteri in passé composé o imparfait: la scelta spiegata agli italiani.
Vale la stessa logica anche in inglese? Il meccanismo è diverso (l’inglese non ha un tempo dedicato solo alla descrizione di sfondo come l’imperfecto), ma la trappola di tradurre il passato prossimo italiano senza pensare al tempo giusto è la stessa: ne parlo in past simple o present perfect: gli errori tipici degli italiani.
Esiste un simulatore per esercitarsi su spagnolo o lingue del biennio? No, non c’è ancora una simulazione dedicata allo spagnolo: le simulazioni scolastiche che ci sono, per ora di matematica e fisica, sono nella pagina delle simulazioni per la scuola.
Se lo spagnolo lo hai iniziato in prima con ser, estar e hay, il quadro di base è in ser, estar e hay: la regola per la verifica di spagnolo. Trovi il quadro generale su lingue su inglese e lingue, e se vuoi ripassare i tre passati insieme prima della verifica puoi partire da una chiamata conoscitiva gratuita.