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CV e cover letter in inglese: come scriverli senza tradurre dall'italiano

CV e cover letter in inglese che funzionano: struttura, verbi d'azione, cosa togliere rispetto al curriculum italiano e gli errori che costano il colloquio.

di Claudia Edwards

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Il curriculum in inglese è il documento su cui vedo più italiani perdere occasioni, e quasi mai per il livello di lingua. Il problema è a monte: si prende il CV italiano e lo si traduce parola per parola. Il risultato è grammaticalmente corretto e completamente sbagliato, perché un CV inglese non è un CV italiano in un’altra lingua — è un genere testuale diverso, con regole diverse su cosa mettere, cosa togliere e come formulare ogni riga.

La stessa cosa vale per la cover letter, che in Italia spesso si liquida con tre righe di accompagnamento e che invece nel mondo anglosassone è metà della candidatura.

Vediamo entrambi, con esempi concreti.

Prima regola: cosa devi togliere

Il CV italiano contiene informazioni che in un CV inglese (soprattutto UK, Irlanda, USA, Canada) non solo sono inutili, ma ti penalizzano — in molti paesi per ragioni di legge anti-discriminazione i recruiter sono formati a scartare candidature che le contengono.

Togli senza esitazione:

  • la foto (obbligatoria in Germania, vietata di fatto in UK e USA);
  • data di nascita, età, luogo di nascita;
  • stato civile, figli, nazionalità (basta indicare, se serve, “Eligible to work in the EU/UK”);
  • codice fiscale, patente (a meno che il ruolo la richieda), servizio militare;
  • la frase sul trattamento dei dati personali (il GDPR disclaimer italiano non ha equivalente e stona);
  • il voto di maturità e i dettagli delle scuole superiori, se hai già una laurea.

Un CV inglese sta in una pagina se hai meno di dieci anni di esperienza, massimo due se ne hai di più. Il “CV Europass” di sei pagine è un documento che nel mondo anglosassone semplicemente non si usa: mandarlo comunica che non conosci il contesto.

Attenzione anche al nome del documento: negli USA si chiama resume (il CV lì indica un documento accademico lungo); in UK, Irlanda e nel resto d’Europa si dice CV. Adatta la parola al paese a cui scrivi.

La struttura che funziona

Un CV inglese efficace ha quest’ordine:

  1. Name and contact details — nome, telefono con prefisso internazionale, email professionale, città e paese, LinkedIn. Niente indirizzo completo.
  2. Personal statement / Professional summary — tre o quattro righe, non di più. È la parte che tutti sbagliano: vedi sotto.
  3. Work experience — in ordine cronologico inverso, dal più recente.
  4. Education — sotto l’esperienza, salvo che tu sia neolaureato senza esperienza.
  5. Skills — competenze tecniche, lingue con il livello CEFR, certificazioni.
  6. Facoltativo: Projects, Publications, Volunteering.

Il personal statement non è una dichiarazione di intenti emotiva. In italiano si scrivono cose come “sono una persona dinamica e motivata, in cerca di nuove sfide stimolanti”: tradotto in inglese è la formula più stanca che un recruiter possa leggere.

“I am a dynamic and motivated young professional looking for new stimulating challenges in a growing company.”

“Marketing specialist with four years’ experience in B2B SaaS, focused on content strategy and lead generation. Grew organic traffic by 60% at my current company. Looking to move into a product marketing role.”

La differenza: la seconda dice cosa sai fare, con quali numeri, e cosa cerchi. La prima descrive un carattere che chiunque può rivendicare.

I verbi d’azione: il cuore della differenza

Nel CV italiano si scrive spesso in forma passiva o descrittiva: “responsabile della gestione del team”, “mi sono occupato di…”. In inglese ogni riga di esperienza inizia con un verbo d’azione al passato (o al presente per il lavoro attuale), senza soggetto e senza articolo iniziale.

“I was responsible for the management of a team of five people.”“Managed a team of five, reducing project delivery time by 20%.”

“Dealt with the customers and their problems.”“Resolved 40+ customer support tickets per week, maintaining a 95% satisfaction score.”

Verbi che funzionano bene, per categoria:

Cosa hai fattoVerbi da usare
Guidare personeled, managed, coordinated, mentored, supervised
Creare qualcosabuilt, designed, developed, launched, produced
Migliorareimproved, streamlined, reduced, increased, optimised
Analizzareanalysed, assessed, researched, evaluated
Comunicarepresented, negotiated, liaised with, advised

E una regola d’oro: ogni volta che puoi, metti un numero. Percentuali, budget, quante persone, quanti clienti, quanto tempo risparmiato. I numeri sono l’unica cosa che distingue un CV credibile da una lista di buone intenzioni.

Nota ortografica: se scrivi per UK usa organised, analysed, programme, centre; per USA usa organized, analyzed, program, center. Scegli una variante e resta coerente in tutto il documento — il mix è l’errore che si nota di più.

La cover letter: tre paragrafi, non di più

La cover letter inglese ha una struttura quasi fissa e si scrive in mezza pagina.

Apertura. Se conosci il nome: “Dear Ms Patel,” — con la virgola, senza punto dopo Ms nello stile britannico. Se non lo conosci: “Dear Hiring Manager,”. Mai “Dear Sir or Madam” (suona antiquato) e mai “To whom it may concern” (freddissimo, si usa per referenze, non per candidature).

Primo paragrafo — perché scrivi. Ruolo, dove l’hai visto, e una frase che dica perché quella azienda. ✅ “I am writing to apply for the Junior Data Analyst position advertised on your careers page. Your recent work on open transport data is exactly the kind of project I want to contribute to.”

Secondo paragrafo — perché tu. Due o tre esempi concreti collegati agli annunci, non un riassunto del CV. ✅ “In my current role I build weekly reporting dashboards in SQL and Power BI for a team of twelve, and last year I automated a manual process that saved around six hours a week.”

Terzo paragrafo — chiusura. Breve, cordiale, con un passo successivo. ✅ “I would welcome the chance to discuss how my experience could support your team. Thank you for your time and consideration.”

Chiudi con “Yours sincerely,” se hai usato il nome della persona, “Yours faithfully,” se hai scritto Dear Sir or Madam (nello stile britannico); “Best regards,” funziona sempre ed è la scelta più sicura nelle email.

Gli errori che vedo più spesso

  • Il falso amico actually.“Actually I work as a consultant” significa “in realtà”, non “attualmente”. ✅ “I currently work as a consultant.”
  • Il present perfect nel lavoro passato. Per un impiego concluso serve il past simple: ❌ “I have worked there from 2020 to 2023” → ✅ “I worked there from 2020 to 2023.” Il present perfect va solo sul lavoro attuale: “I have worked here since 2023.”
  • Gli anni di esperienza.“I have 5 years experience” → ✅ “I have five years’ experience” (apostrofo dopo la s).
  • Le maiuscole ovunque. In inglese i nomi dei ruoli si scrivono maiuscoli solo quando sono titoli precisi (Senior Developer at Acme), non in mezzo alla frase: ❌ “I worked as a Senior Developer and a Team Leader in different Companies.”
  • Frasi lunghissime. L’italiano professionale ama la subordinata; l’inglese professionale premia la frase corta. Se una frase supera le venticinque parole, spezzala.
  • Copiare la stessa cover letter per tutti. Si vede sempre, e in molte selezioni è il primo criterio di scarto.

Prima di premere invia

Rileggi il testo ad alta voce: gli errori di ritmo e le frasi troppo lunghe si sentono prima di vedersi. Poi controlla una cosa sola per volta — verbi, preposizioni, maiuscole, coerenza UK/US — invece di cercare “tutti gli errori” in una passata.

E un consiglio pratico: fai leggere il CV a qualcuno che conosca sia la lingua sia il genere. Il correttore automatico non ti dirà mai che “I am a dynamic person” è una riga sprecata, perché è perfettamente corretta.

Se stai preparando una candidatura in inglese e vuoi lavorare sul tuo CV e sulla tua cover letter reali — non su un modello generico — puoi farlo nelle lezioni di inglese: partiamo dall’annuncio a cui vuoi rispondere e costruiamo i due documenti insieme, riga per riga. Se vuoi capire se ha senso per il tuo obiettivo, scrivimi e ne parliamo.

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