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Business English: le email che mandi ogni settimana (e come scriverle meglio)

Come scrivere email professionali in inglese: aperture, chiusure, tono giusto e gli errori tipici degli italiani con esempi pratici e template pronti.

di Claudia Edwards

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Lavori in un’azienda internazionale, mandi email in inglese ogni settimana, eppure ogni volta che apri un nuovo messaggio c’è quella piccola esitazione: sto scrivendo bene? Sto usando le parole giuste? Sto sembrando scortese senza volerlo?

Ho insegnato Business English per oltre dieci anni, prima a Londra e poi online con studenti italiani, e la cosa che ho notato è sempre la stessa: il problema non è il vocabolario. È che molti italiani scrivono in inglese come tradurrebbero dall’italiano parola per parola. Il risultato è formale quando dovrebbe essere amichevole, o troppo diretto quando dovrebbe essere diplomatico. In questo articolo ti mostro i punti dove si sbaglia di più e come correggere.

L’apertura: né troppo fredda né troppo calorosa

In italiano l’email di lavoro inizia quasi sempre con “Gentile [nome]” o “Buongiorno”. In inglese il registro è più variabile, e la scelta dipende dal rapporto con il destinatario.

Regola pratica:

  • Con qualcuno che non hai mai incontrato o un cliente formale: Dear Mr Smith, / Dear Ms Johnson, — usa il cognome, non il nome.
  • Con colleghi o persone che già conosci: Hi Marco, — diretto e normale nell’email moderna.
  • Alla propria lista o a un destinatario generico: Hi there, / Hello, — va benissimo.

Dove sbagliano gli italiani:

“Dear Mr Marco,” — Dear + nome di battesimo è una combinazione che non si usa mai. È Dear Mr/Ms + cognome, oppure Hi + nome.

“Dear All,” — grammaticalmente corretto ma oggi suona datato e un po’ freddo. Preferisci Hi everyone, o Hi all, in contesti moderni.

“Dear Sir/Madam,” — lo trovi ancora nei template vecchi, ma è molto formale. Se non conosci il nome usa To whom it may concern, solo per lettere ufficiali; nelle email cerca di trovare un nome.

Le formule di apertura del corpo email

Qui si concentra il maggior numero di errori degli italiani, perché la traduzione letterale porta fuori strada.

“I remember you that the deadline is Friday.”“I’d like to remind you that the deadline is Friday.”

“I’m writing you to ask about…”“I’m writing to you to ask about…” — o più naturalmente: “I’m writing to ask about…”

“With reference to your email of the 3rd of May, I would like to inform you that…” ✅ Corretto ma pesante. Nelle email moderne si preferisce: “Thanks for your email. Just to let you know…”

“I wait your answer.”“I look forward to hearing from you.” — questa è la formula standard per chiudere aspettando risposta.

Il tono: tra formale e informale

Una delle cose più difficili da calibrare è il tono. L’inglese professionale moderno — specialmente nel mondo anglosassone — tende al familiare più di quanto l’italiano aziendale non faccia. Non è scortesia, è la norma.

Qualche esempio pratico:

Troppo formale (suona rigido)Naturale e professionale
Please be informed that…Just a quick note to let you know…
I wish to express my gratitude…Thanks so much for…
Kindly revert at your earliest conveniencePlease reply when you get a chance
Please find attached herewithI’ve attached / Please find attached

Una parola su kindly: moltissimi italiani la usano convinti sia elegante. In realtà suona passivo-aggressivo nel contesto sbagliato (“Kindly stop sending emails to this address” — tipico messaggio di rifiuto). Nelle email normali evitala quasi sempre: please è più che sufficiente.

Le chiusure che funzionano davvero

In italiano chiudiamo con “Cordiali saluti” quasi automaticamente. In inglese le opzioni sono più numerose e cambiano registro.

  • Best regards, — professionale, leggermente formale, sempre corretto.
  • Kind regards, — simile, forse leggermente più caldo.
  • Best, — informale e moderno, va bene con colleghi che conosci.
  • Thanks, / Many thanks, — ottimo quando hai chiesto qualcosa.
  • Speak soon, — solo con persone che senti regolarmente.

“Yours sincerely,” — lo usi solo nelle lettere formali in cui hai usato il cognome del destinatario nell’apertura. Nelle email di lavoro normali risulta fuori luogo.

“Best wishes,” — è per i biglietti di auguri, non per le email professionali.

Template pronti da usare subito

Email di follow-up dopo un meeting:

Hi [Name],

Great to speak with you earlier. As discussed, I’ll send over the proposal by end of week.

In the meantime, let me know if you have any questions.

Best, [Your name]

Richiesta di informazioni:

Hi [Name],

I hope you’re well. I’m writing to ask about [topic]. Could you let me know [specific question]?

Thanks in advance for your help.

Best regards, [Your name]

Risposta a un reclamo:

Dear [Name],

Thank you for getting in touch. I’m sorry to hear about your experience with [issue]. I completely understand your frustration.

I’ve looked into this and [explanation/solution]. Please don’t hesitate to contact me if you need anything further.

Kind regards, [Your name]

Un’ultima cosa

Scrivere bene in inglese professionale non significa tradurre meno male: significa pensare in inglese, capire il registro e sapere quando essere diretto e quando attutire. Queste cose si imparano con la pratica e con feedback su testi reali — non studiando dalla grammatica.

Se vuoi lavorare sulle tue email reali e migliorare il tuo Business English in modo concreto, puoi scoprire di più sulle lezioni di inglese oppure scrivermi direttamente.

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