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B2 First: come passare Use of English (parti 1-4)

Le quattro parti di Reading and Use of English al B2 First: come funzionano, gli errori tipici degli italiani e un piano di studio di 4 settimane.

di Claudia Edwards

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“Ho un buon livello, parlo bene, ma la Use of English mi butta giù il punteggio.” Lo sento in quasi ogni prima lezione di preparazione al B2 First. Ha senso: Reading and Use of English pesa un quarto del voto finale come le altre tre prove (Writing, Listening, Speaking), ma è l’unica delle quattro dove non basta “sapere l’inglese” — bisogna conoscere il formato, perché è un formato che allena una competenza precisa: riconoscere strutture, non indovinarle.

Le prime quattro parti di questo paper sono la Use of English vera e propria (le parti 5-7 sono comprensione del testo, un’altra storia). Ti spiego come funzionano, dove sbagliano quasi sempre gli studenti italiani, e come costruisco un piano di quattro settimane per portare uno studente da un punteggio squilibrato a uno solido.

Come si calcola il punteggio

Il B2 First ha quattro prove pesate allo stesso modo: Reading and Use of English, Writing, Listening e Speaking valgono ciascuna il 25% del voto finale. Dentro Reading and Use of English ci sono sette parti: le prime quattro sono Use of English (grammatica e lessico), le ultime tre sono Reading vero e proprio (comprensione del testo). Il punteggio totale del paper si distribuisce su tutte e sette, quindi le quattro parti di Use of English pesano da sole più o meno un ottavo del voto complessivo — meno di quanto sembri quando si è nel panico, ma abbastanza da far scivolare un candidato da un grade B a un grade A o viceversa.

Il certificato scatta da 160 sulla Cambridge English Scale; 173-179 è grade B, 180-190 è grade A (che in più certifica il livello C1). Una Use of English debole non affonda da sola l’esame, ma è quasi sempre la prova dove si recupera o si perde il margine tra “passo” e “passo bene”.

Le quattro parti, una per una

Parte 1 — Multiple-choice cloze

Un testo con 8 spazi vuoti, ciascuno con 4 opzioni di parola. Non è mai una questione di significato generico: le opzioni spesso hanno significati molto simili, e la risposta giusta dipende da collocazioni (quali parole vanno insieme per abitudine, non per logica) o da espressioni fisse.

Errore tipico italiano: scegliere la parola che si “sente giusta” tradotta mentalmente dall’italiano. Esempio: davanti a “make/do/have/take a decision”, molti studenti italiani esitano perché in italiano è “prendere una decisione” — e “take” sembra la scelta ovvia, ma qui è anche quella corretta per puro caso; il problema vero emerge con collocazioni dove l’italiano suggerisce la parola sbagliata, come “do a mistake” invece di “make a mistake” (perché in italiano si “fa un errore”).

Parte 2 — Open cloze

Un testo con 8 spazi vuoti, questa volta senza opzioni: bisogna scrivere la parola giusta dal nulla. Qui la sezione è puramente grammaticale — articoli, preposizioni, pronomi relativi, congiunzioni, ausiliari, forme verbali.

Errore tipico italiano: omettere l’articolo dove l’inglese lo richiede sempre (l’italiano a volte lo omette, l’inglese quasi mai — “in the morning” non “in morning”), o sbagliare la preposizione fissa di un verbo o aggettivo (“interested in”, non “interested about” per calco dall’italiano “interessato a/di”).

Parte 3 — Word formation

Un testo con 8 spazi, ciascuno accanto a una parola base in maiuscolo che va trasformata nella forma grammaticale corretta: da verbo a sostantivo, da aggettivo a avverbio, spesso con l’aggiunta di un prefisso negativo.

Errore tipico italiano: usare il prefisso negativo sbagliato. L’inglese non ha una regola unica come l’italiano “in-”: è “unhappy” ma “impossible”, “irregular” ma “disagree” — ogni parola ha il suo prefisso storico e va imparato a memoria, non dedotto da una regola.

Parte 4 — Key word transformation

6 frasi da completare: viene data una frase, una parola chiave (che non si può modificare), e bisogna scrivere una seconda frase con lo stesso significato, usando tra 2 e 5 parole che includono la parola chiave.

Errore tipico italiano: mantenere troppe parole della frase originale invece di riformulare davvero la struttura, oppure sforare il limite di parole (ogni parte di una parola contratta, tipo “don’t”, conta come due parole). È la parte percepita come più difficile perché richiede di conoscere a memoria strutture fisse (es. “no sooner… than”, “the last time”, “wish + past perfect”), non solo il vocabolario.

Otto esempi svolti

Parte 1. “The company decided to ___ a new strategy to increase sales.” (a) do (b) make (c) adopt (d) take → (c) adopt — “adopt a strategy” è la collocazione corretta; “make/take a strategy” non esistono come espressioni fisse, anche se “make a decision” e “take a decision” sì (il trabocchetto è proprio che si confondono i verbi tra collocazioni diverse).

Parte 1. “She has always been very ___ of other people’s feelings.” (a) conscious (b) considerate (c) careful (d) sensible → (b) considerate — “considerate of” è la collocazione per “premuroso verso”; “sensible” è un false friend classico (significa “sensato”, non “sensibile” — quello è “sensitive”).

Parte 2. “I’ve been working here since ___ was seventeen years old.”I — pronome soggetto richiesto dopo “since”, spesso omesso da chi pensa in italiano (“da quando avevo diciassette anni” non ripete il soggetto).

Parte 2. “He apologised ___ being late for the meeting.”for — “apologise for doing something”, preposizione fissa dopo il verbo, diversa da “chiedere scusa di/per” in italiano che non aiuta a prevedere quale preposizione serva.

Parte 3. _CARE → “The nurse looked after the patient with great __.”care (sostantivo, non serve trasformazione morfologica visibile ma va riconosciuto il ruolo grammaticale: qui serve il nome, non il verbo).

Parte 3. POSSIBLE → “It is ___ to finish the project by Friday.”impossible — prefisso “im-” (non “un-” o “in-”), uno dei casi dove l’errore italiano è più frequente perché “impossibile” in italiano usa lo stesso prefisso, ma lo studente lo sostituisce comunque per eccesso di cautela con “un-”, il prefisso “di default” che ha imparato per primo.

Parte 4. “I haven’t seen my cousin for five years.” (LAST) → The last time I saw my cousin was five years ago. — struttura fissa con “the last time”, tempo verbale che cambia da present perfect a past simple.

Parte 4. “It’s possible that they missed the train.” (MAY) → They may have missed the train. — modale + present perfect (non “may missed” né “may have miss”), una delle trasformazioni più sbagliate perché richiede di ricordare la forma modale + infinito perfetto a memoria, non di tradurre.

Un piano di quattro settimane

Settimana 1 — diagnosi e Parte 1-2. Una prova completa di Reading and Use of English, cronometrata, per vedere dove si perdono punti davvero (spesso non dove lo studente pensa). Poi lavoro mirato su collocazioni ricorrenti (Parte 1) e su preposizioni e articoli fissi (Parte 2), con liste corte ripetute più volte piuttosto che liste lunghe viste una sola volta.

Settimana 2 — Parte 3, famiglie di parole. Costruzione di “famiglie lessicali” (happy / unhappy / happiness / happily) per i temi ricorrenti dell’esame — ambiente, tecnologia, lavoro, istruzione — e drill sui prefissi negativi, che è l’errore più frequente e più facile da correggere con pratica ripetuta.

Settimana 3 — Parte 4, strutture fisse. Una lista delle trasformazioni grammaticali che tornano più spesso (condizionali, modali + infinito perfetto, discorso indiretto, forme passive, “wish”/“if only”, inversioni con “no sooner”/“hardly”) imparate come blocchi, non riderivate ogni volta da zero.

Settimana 4 — prova cronometrata e revisione mirata. Due prove complete del paper, a distanza di pochi giorni, corrette insieme riga per riga. In questa fase non si introduce grammatica nuova: si consolida quello visto, perché a ridosso dell’esame il nuovo materiale confonde più di quanto aiuti.

Non è la stessa cosa di scegliere tra B2 First e DELF

Se il dubbio è quale certificazione fare — B2 First in inglese, DELF B2 in francese, o entrambe nello stesso anno — quello è un altro discorso, ed è quello che affronto in B2 First o DELF B2: quale conviene e quando iscriversi. Questo post parte da un punto diverso: hai già deciso di fare il B2 First, e vuoi sapere come si supera davvero la parte che fa più paura del paper di Reading and Use of English.

Come lavoriamo

In lezione la Use of English si allena meglio in due tempi: a casa lo studente fa esercizi mirati per parte (collocazioni, preposizioni, word formation, key word transformation), in lezione correggiamo insieme e spieghiamo il perché di ogni errore — non basta sapere che la risposta era sbagliata, serve capire la regola o la collocazione dietro, altrimenti lo stesso errore torna alla prossima prova con parole diverse.

Le lezioni sono online, uno a uno: 40 € la singola, 360 € il pacchetto da 10 ore (36 €/h). Pagamento offline, dopo la lezione. Se vuoi vedere come sono organizzate le lezioni di inglese, la pagina lingua inglese le descrive nel dettaglio, e per un secondo parere sul tuo livello di partenza puoi scrivermi dalla pagina contatti: la prima chiacchierata è gratuita.

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